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Biotek: la casa del futuro è di legno e di sabbia

Biotek-Legno_10Una casa in legno, tutta in legno, dal pavimento al tetto. In pieno centro città. Un piccolo “polmone verde” in mezzo a tonnellate di cemento e allo smog. Non è una favola, né un sogno irrealizzabile. Ormai è una realtà e una realtà neppure tanto lontano. C’è un’azienda, in provincia di Varese, che si è “inventata” la professione del futuro: costruire la casa intorno all’uomo. Il punto di partenza non è lo spazio, ma l’anima, quella della casa e quella di chi l’abiterà.

La Biotek Legno ha sede a Vergiate, in via Sempione, ed esiste dal 2001. Il titolare è Fabio Marsilio, un giovane carpentiere innamorato del suo lavoro; al suo fianco Luisa Costacurta, la socia che si occupa della parte amministrativa.

«Diciotto anni fa – racconta Fabio Marsilio – lavorando come carpentiere ho cominciato a viaggiare al nord Italia, in Trentino, e mi sono reso conto che la cultura del legno in quella zona era molto forte. Nella nostra provincia, a quell’epoca, si facevano ancora solo i tetti in legno e poco altro, il resto della casa era tutto in muratura. Allora mi sono messo a studiare la tecnica dei carpentieri trentini, la qualità delle piante da loro utilizzate e le ho “esportate”».

E da allora il mercato è in continua espansione. Merito di un cultura del “biologico” che sta prendendo piede in molti settori tra cui, appunto, quello dell’edilizia.

«Quando si parla di case in legno il pensiero va immediatamente alla baita di montagna: c’è anche quella, ovvio, ma è una costruzione “di nicchia”. La bioarchitettura è un’altra cosa, molto più ampia e più generale». E quel che più conta alla portata di tutti, di tutti quelli che hanno a cuore il bene dell’ambiente e il proprio.

«Se dovessimo pensare a tutti gli inquinanti con i quali conviviamo ogni giorno all’interno delle nostre case, forse capiremmo l’importanza di abitare in un luogo fabbricato con legno, sabbia, terra cruda e argilla».

Impossibile non essere un po’ scettici di fronte alla prospettiva di vivere un po’ come Tarzan in un mondo ipertecnologico, dove la temperatura dei frigoriferi cambia automaticamente e il forno si accende a distanza.

«Ma le due cose non sono affatto incompatibili: dentro la casa “Biotek” possiamo metterci quello che vogliamo, l’importante è la scelta dei materiali; poi non sono affatto diverse da tutte le altre abitazioni, sul progetto di qualunque architetto possiamo realizzare case identiche a quelle che oggi vediamo in ogni città. Se invece si desidera qualcosa di “diverso” allora mettiamo a disposizione la nostra esperienza e i risultati sono davvero buoni».

Vedere per credere. Basta farsi un giro sopra Luino e ci si imbatterà in una casa davvero originale: Villa Bacchi Mellini. La villa, realizzata negli anni ’50, è rimasta abbandonata per molto tempo fino a quando i proprietari hanno deciso di ristrutturarla. Qui tutto è in legno: il tetto, le pareti e il pavimento. La calce è naturale e il sughero, ricavato dagli scarti del taglio dei pannelli isolanti, viene riutilizzato per isolare il piano su cui poggia il parquet, anch’esso trattato con procedimenti naturali. I pannelli di fibra di canapa, spessi otto centimetri, rendono la villa un luogo riparato dal vento e dal freddo. Alle stufe di maiolica spetta il compito di renderla calda e accogliente. D’altronde un progetto di bioedilizia si gioca per una buona parte sul discorso legato al calore, alla sua dispersione e alla sua conservazione.

«Una casa in legno è una casa “calda” non solo dal punto di vista dell’impatto emotivo. E’ più calda davvero, perché mantiene a lungo una temperatura costante e d’estate è fresca, molto più fresca di una casa in mattoni».

Sì, ma quanto costa una casa realizzata così, curata nel dettaglio a tal punto che anche la malta può cambiare e diventare “brillante” grazie alla presenza di pagliuzze naturali?

«Anche in questo caso c’è un mito da sfatare –spiega Fabio Marsilio – Costa tra il 10 e il 20 per cento in più rispetto ad una costruzione tradizionale, ma il risparmio energetico permette di recuperare quella spesa aggiuntiva nel giro di quattro o cinque anni. E poi i tempi di lavorazione sono più veloci, durano in media un terzo in meno rispetto a quelli tradizionali». Per fare una casa partendo dalle fondamenta, non una ristrutturazione quindi, ci vogliono 10 mesi, un anno al massimo.

Che convenga l’hanno capito in molti e se qualcuno avesse dei dubbi, a garanzia che costruire o ristrutturare con il legno convenga davvero c’è l’entusiasmo delle suore orsoline di Sesto Calende che hanno aderito alla proposta di ristrutturare la grande scuola usando il legno.

«Stiamo lavorando alla ristrutturazione della aule già da alcuni mesi e il risultato è davvero ottimo. La sabbia e il pavimento in legno garantiscono l’insonorizzazione e il mantenimento della temperatura in un edificio molto grande che ha sempre avuto problemi di riscaldamento. Già ora, che abbiamo messo a nuovo solo alcune aule, la differenza è palpabile e non abbiamo fatto granché: abbiamo posato le assi in legno del pavimento su un strato di sabbia. Il pavimento è caldo, così come i muri che hanno un cuore di legno, non più di mattoni, e sono ricoperti di calce naturale».

E non è tutto: se la casa è più “pulita” e rispettosa dell’ambiente lo è anche il cantiere.

«Chi non è abituato ad avere a che fare con la biotecnologia si sorprende quando ci vede arrivare con pochi strumenti, essenziali. Niente betoniera, niente camion inquinanti che vanno avanti e indietro in cantiere, niente spreco di energia. Quanto ci vuole per tagliere le assi di legno? Quanta corrente elettrica? Poca, ve lo garantisco. Il taglio del legno lo facciamo in azienda poi numeriamo i pezzi e li incastriamo e montiamo sul posto: ecco perché occorre meno tempo per realizzare una casa». Volendo fare proprio gli “avvocati del diavolo” resta un ultimo problema: il legno. Tanto legno significa disboscamento, taglio di alberi e tempo, tanto tempo, per ripiantumare e tornare ad avere alberi “pronti per l’uso”.

«Anche questo è vero solo in parte – conclude il “maestro d’ascia” Fabio Marsilio – Oggi usiamo molto l’abete, che ricresce in fretta e in quindici anni abbiamo una pianta adulta. E usiamo molto il bambù, un tempo era costoso, ma la domanda è aumentata e questo ha fatto diminuire il prezzo. Con un grande vantaggio per tutti: è bello, resistente e cresce senza problemi.

La natura ci viene incontro, basta assecondarla».


BIOTEK LEGNO DI MARSILIO FABIO SILVIO & C.
Via Risorgimento, 24
21020 – Crosio della Valle
Telefono 0332 966131

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