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SIMAR: dove il ricamo è tecnologico

SIMAR_01Tre soci per un’età media di cinquant’anni. La SIMAR, acronimo di Sistemi Macchine Ricamo, nasce 20 anni fa con un’esperienza più che trentennale – di disegnatori e punciatori – sulle spalle di Luigi Cucchetto, Aurelio Tradati e Doriano Buzzi. E così l’azienda, che opera alle porte di Uboldo, si definisce manifatturiera solo in parte e solo in piccolo.

Per il resto, è una sorta di bottega delle idee dove si realizza tecnologicamente ciò che i clienti lasciano su carta sotto forma di bozzetto. <Alcune volte manca anche lo schizzo, e ci pensiamo noi!>: a dirlo è Cucchetto, fautore dell’apprendistato e dell’imparare-facendo. E che con passione ci dice di quanto i programmi da ricamo – di questo si tratta, alla SIMAR – siano un campo specialistico dove ciò che conta è l’innovazione.

Brevetti?

No, ma per scelta. Realtà come la nostra hanno deciso di basare il proprio marketing su clienti impegnati nel mondo della pubblicità e della sponsorizzazione. Ed è stata una scelta vincente, perché non soggetta alla crisi del settore tessile. Per il resto, il nostro business non necessita di pubblicità: il passaparola tra clienti è il nostro miglior biglietto da visita.

Però, sì all’innovazione?

Certo, è il nostro chiodo fisso. Innovare significa semplificare, velocizzare e ottimizzare. Poi, si è molto più precisi, quasi vicini alla perfezione. Noi risparmiamo tempo e i nostri clienti risparmiano denaro. E’ un’equazione che mette d’accordo tutti e che ci ha permesso di galleggiare con la testa al di fuori dell’acqua.

Intende la crisi?

C’è stata e c’è tuttora. D’altronde, il ricamo è da sempre considerato un accessorio. La recessione complica le cose: chi un tempo commissionava un file-ricamo di una certa importanza per lavorazioni anche ricche e complicate su gadget diversi, ora compra direttamente i gadget (un cappellino, una maglietta…) senza apporre alcuna firma o alcun disegno.

Il vostro mercato: nazionale o estero?

Per l’80% lavoriamo con il Nord Italia, poi con le altre regioni: dal Lazio alla Sicilia. Non sono mancate alcune esperienze oltralpe, ma occasionali e di poca importanza.

Cosa si fa alla SIMAR?

Idealmente, la nostra azienda somiglia ad un supermercato: il cliente entra, fa la spesa e poi se ne torna a casa. In pratica, noi realizziamo programmi per macchine da ricamo, cioè quei componenti che rendono possibile la personalizzazione di un capo – soprattutto sportivi: dalle magliette da vela alle tute da Formula Uno – su qualsiasi tessuto: a nido d’ape, macramè, tulle, nylon. Prodotti ricamati al 99% e per i quali è utile una conoscenza approfondita di filati e tecniche di produzione.

I costi?

Il costo è dettato da una serie di fattori diversi: punti ricamo,dimensione, tempo e difficoltà nella realizzazione del ricamo.
Certo, la concorrenza ha complicato la vita: prima dal Nord (Africa, Algeria, Tunisia), poi dall’Est (Romania, Ungheria) e poi ancora dall’Oriente (Cina, Thailandia).
Ma per un’azienda che lavora principalmente “on demand”, ci sono ancora margini di sopravvivenza.

E’ una conquista lavorare “on demand”?

Certo, perché significa che i nostri clienti possono trovare una soddisfazione immediata alle loro richieste.
Un esempio: ricevo una telefonata alle 11.30 per un ricamo che dev’essere realizzato entro le ore 16.
Non ci sono problemi: alle 15.30 il programma era già stato spedito via mail – noi lavoriamo al 100% con la posta elettronica – al ricamatore. Poi, assicuriamo attività di consulenza e supporto tecnico pre e post-vendita.

Il vostro segreto?

Non diciamo mai “no”. Per noi qualsiasi commessa è valida e dev’essere evasa con cura. Mai dire mai e, soprattutto, prendersi cura del cliente dalla A alla Z.
Alcune volte si può pensare che un ordine non sia degno di interesse, e invece si impara dal grande come dal piccolo. Ed è anche per questo che in un mese realizziamo circa 380 programmi, per una media annuale di circa 4000.

Perché di un programma si tratta, vero?

Per semplificare, diciamo di sì. A parole non riuscirei a spiegare quanto è cambiato il mondo dei software negli ultimi 15 anni. I programmi, comunque, sono forniti al cliente su floppy disk o su chiavetta USB completi di scheda lavoro e, in caso di lavorazioni particolari, corredati di campione ricamo direttamente eseguito sul tessuto del cliente.

E le reti d’impresa: ci crede?

Sì, anche se un’azienda come la nostra è organizzata in modo tale da poter intervenire prontamente su qualsiasi ordine. Da qui la necessità di essere, gioco forza, individualisti.
Lavorare “on demand”, come già detto, non permette passaggi di lavorazione da un’impresa ad un’altra. Noi giochiamo sulla riduzione dei tempi: questa è la vera e prima esigenza della nostra clientela.

Cosa manca, all’impresa, per lasciarsi alle spalle la crisi?

La fiducia e l’ottimismo. A volte, però, penso che a mancare sia il futuro.


SIMAR
di Tradati Aurelio, Borghi Roberto & C. Snc
Uboldo
Tel. 02 96788089

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