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I 35 anni della Tea: da Carnago al Sahara

Nicola Giuseppe socio Tea Elettronica

Nicola Giuseppe socio Tea Elettronica

“Quando avevo vent’anni giravo come tecnico il Nord Europa; oggi, che ne ho quaranta in più, viaggio nel Sud del mondo”.

Nicola Giuseppe, uno dei cinque soci della Tea Elettronica Srl di Carnago, non ha dubbi: “La ripresa non c’è: l’Europa è in blocco, sarà forse un problema di saturazione. Il boom, ormai, è altrove”.

Dove si lavora?

Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto, Turchia, Qatar, India. E nel Sud America: Colombia, Argentina, Brasile. Poi, Cina e Russia. I paesi dell’Est che negli anni passati erano in sviluppo, in questo momento sono fermi. In tre anni ho esaurito il passaporto di visti.

Lei viaggia, e gli altri quattro soci?

Ognuno ha una competenza propria, ma siamo inseparabili da trentacinque anni: la Tea (Tecnici Elettronici Associati) è stata fondata nel 1980. A me spetta la gestione amministrativa e la definizione delle politiche aziendali, a Lorenza Bionda la progettazione dei quadri elettrici, a Giuliano Mascarello gli acquisti e l’approvvigionamento, a Pierluigi Nicola la progettazione di hardware e software e a Davide Cervini gli impianti elettrici civili. Oltre a questi ruoli, ognuno continua a svolgere compiti tecnici anche seguendo le installazioni in giro per il mondo. Poi ci sono anche sette dipendenti che sono cresciuti con noi e che con noi affrontano le difficoltà quotidiane del fare nuovi prodotti o produzioni, viaggi per assistere e mettere in funzione le nostre apparecchiature. Alcuni, cresciuti tecnicamente in TEA, hanno acquisito un’esperienza che gli ha permesso poi di andare altrove.

Non vi spaventa la Cina?

E’ un fenomeno con il quale ci si deve confrontare. Lo so, prima o poi copieranno anche le nostre macchine, ma è un rischio che dobbiamo correre. Anche se alla Tea si producono prototipi o piccole serie limitate.

E l’Italia?

Dal 2008 la nostra attività sul mercato interno ha registrato un forte calo, anche se continua a rappresentare i 2/3 del nostro fatturato. Fatturato che in buona parte, però, è fatto con aziende che a loro volta esportano.

La Tea è un’impresa di nicchia?

Anche, ma non solo, perché è la nostra flessibilità a garantirci un lavoro continuativo ma vario: ci piace definirci “una squadra operativa”. Lo scorso anno il nostro fatturato è arrivato a circa 1milione e 400mila euro. Lavoriamo per il settore elettronico, elettromeccanico, automazione industriale, apparecchiature test, sistemi di sicurezza ed impianti elettrici civili in tre direzioni specifiche.

Quali direzioni?

La prima è quella del conto terzi (mettiamo le nostre capacità al servizio di altre aziende, anche solo per la produzione), poi c’è la subfornitura di apparecchiature e quadri completi. Infine, la produzione e commercializzazione di macchine progettate e realizzate al nostro interno, come la RV 79.

Di cosa si tratta?

La RV 79 è un sistema di controllo umidità per mattoniere, mescolatori e molazze. Si utilizza nel settore produzione laterizio: rende più comodo, veloce e affidabile ciò che alcuni fanno ancora a mano all’interno delle fornaci. All’estero la RV 79 si vende bene perché è semplice da installare, registra i dati per post-processo ed è un sistema modulare composto da apparecchiatura elettronica e gruppo idraulico. Si vende bene nei Paesi emergenti perché lì il settore costruzioni non conosce crisi e si sta espandendo.

In tempo di crisi ci si deve attrezzare?

Ad oggi la Tea non ha affrontato alcuna difficoltà economica. Grazie alla grande flessibilità, e alla capacità di operare in sinergia con altre aziende, sviluppiamo progettazione hardware e software, ingegnerizzazione e produzione di prototipi, assemblaggio di piccole e medie serie di apparecchiature elettroniche. Realizziamo quadri elettrici per automazione, seguendo anche i bordi macchina e le installazioni in tutto il mondo direttamente presso i clienti. Inoltre, operiamo anche come “centro assistenza esternalizzato” per grandi industrie. Siamo attivi in settori estremamente diversificati: dalle macchine utensili, al bancario, ferroviario, grafico, ascensoristico.

Con un’attenzione particolare alla ricerca?

E’ fondamentale, anche se difficile. La nostra prima esperienza risale al 1998, quando la Tea ha partecipato con un pool di aziende europee (tedesche, olandesi, spagnole) ad un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea. Tra le imprese italiane c’era anche l’Aermacchi: noi eravamo la più piccola del gruppo.

Cosa è successo?

Il progetto a cui abbiamo partecipato, di dimensione europea Brite Euram, era orientato allo sviluppo di un nuovo metodo di misura della durezza dei metalli: Tea si è concentrata sulla realizzazione di hardware e software a supporto dell’idea lungimirante di un altro imprenditore. Il progetto si è concluso nel 2000 con il pieno successo imprenditoriale, a tal punto che lo strumento uscito dalla ricerca europea è ancora prodotto dalla Tea per la parte di propria competenza.

Lugano e Milano che ruolo hanno nella vita di questa impresa?

Per migliorarsi come imprenditori si devono migliorare i prodotti. E’ per questo che abbiamo collaborato con il Suspi di Lugano e collaboriamo ancora oggi con il Politecnico di Milano per la soluzione di problemi tecnici. La ricerca è fondamentale anche per le piccole realtà imprenditoriali.

Quelle che stanno resistendo alla crisi?

Stanno resistendo perché direttamente, o indirettamente, lavorano per il mercato estero. Se andremo avanti così, però, ci sarà sempre meno manifatturiero in tutta Europa: ci ridurremo a vendere servizi. Il problema è che le piccole imprese – con le loro capacità, professionalità, conoscenze e tecnologie – faranno da “centri di supporto o assistenza” a quelle grandi industrie che, per mancanza di flessibilità, non potranno gestire i flussi al loro interno.

Con il rischio di…?

…Di perdere il contatto con l’officina e la fabbrica: oggi, più che mai, si deve coltivare, stimolare e difendere la cultura della formazione sul campo per avere operai, tecnici e dirigenti sempre più preparati. Non credo però nella formazione con il moltiplicarsi di corsi il più delle volte “alieni”…

E’ per questo che lei rivaluta il concetto di “piccolo è bello”?

Ciò che accade nelle piccole imprese, non accade altrove: il passaggio di professionalità, gomito a gomito, tra titolare e collaboratore fidelizza il dipendente ma anche il cliente. Conoscersi e collaborare permette sempre di esaltare le espressioni più vere dell’uomo: compreso il suo amore per il lavoro.


TEA ELETTRONICA Srl
Via Roma, 35 – Carnago
Tel. 0331 995920
Fax 0331992014
tea@tea-elettronica.com
www.tea-elettronica.com

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