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Marvic, il campione dei grand prix

«Se stai facendo un lavoro che non ti piace e continui a farlo, stai prendendo in giro solo te stesso». Pierluigi Sturla titolare della Marvic, cita uno dei mostri sacri delle quattro ruote, Carroll Shelby, per descrivere la sua filosofia di vita. Produttore dalla fama indiscussa di ruote e componenti in magnesio per bolidi su due e quattro ruote, Sturla è il fornitore ufficiale del team motociclistico Yamaha Endurance e da qualche anno è entrato nel settore del restauro di auto e moto d’epoca in cui sta diventando una vera e propria autorità.

Pierluigi, come fa una piccola fonderia di Brunello a resistere alla concorrenza dei colossi della ruota?
«Non è semplice. Il mondo delle corse è spietato e i nostri competitor sono sempre pronti a giocare sporco, ma la passione per i motori che mi è stata trasmessa sin da piccolo mi ha permesso di reinventarmi e da qualche anno a questa parte siamo entrati nel mondo delle auto e delle moto d’epoca, che ci sta regalando grandi soddisfazioni».

La Marvic ha una doppia anima, da una parte la tradizionale fonderia e dall’altra un forte spinta all’innovazione tecnologica. Puoi spiegarci come si coniugano le due anime dell’azienda?
«La fonderia esiste da 60 anni e le tecniche, i segreti, i trucchi del mestiere si sono evoluti con lei. Per quanto riguarda l’innovazione, oltre ad investire su macchinari all’avanguardia, abbiamo acquistato uno scanner 3D* che ci permette di ricreare alla perfezione i pezzi che ci vengono commissionati dai nostri clienti».

Quando hai deciso di puntare sul settore del restauro e perché?
«Come ti dicevo prima, il mondo delle corse è una sorta di ristretto circolo dove le piccole aziende come la mia fanno fatica ad entrare, così 6 anni fa abbiamo deciso di sondare il circuito del restauro di auto e modo d’epoca, che oggi rappresenta una bella fetta del nostro fatturato».

Come avete fatto a farvi notare tra gli appassionati?
«Principalmente tramite il contatto diretto con i team ed i piloti sui campi gara più seguiti dai collezionisti. Non ti nascondo che all’inizio è stata molto dura, ma quando soddisfi le aspettative del cliente, il passaparola e la fidelizzazione diventano fortissimi».

Cosa offrite di così speciale rispetto ad altre aziende del settore?
«Ricostruiamo con estrema fedeltà il particolare dell’auto, o della moto d’epoca, (esempio: basamenti, scatole cambio, supporti motore, ruote, portamozzi …) e lo facciamo utilizzando la lega più performante e leggera al mondo, il magnesio. Inoltre garantiamo ai nostri clienti un servizio completo, ci occupiamo di tutte le lavorazioni, finiture e controlli fino alla fine, al cliente non resta che girare la chiave d’accensione e godersi il suo bolide».

Per essere competitivi nel tuo campo bisogna investire molto in ricerca e sviluppo?
«Per vocazione aziendale cerchiamo sempre di migliorare le nostre leghe. Proprio in questi giorni stiamo ultimando una collaborazione con un’azienda inglese per sviluppare una nuova lega in magnesio».

Perché con un’azienda inglese e non con una italiana?
«Perché gli inglesi sono i migliori conoscitori e fornitori di questa lega che per anni è stata bistrattata, ma che oggi è guardata con interesse anche dai grandi colossi dell’automotive».

Torniamo un attimo sulle due ruote. Quel mondo è un capitolo chiuso per la Marvic?
«No. Seguiamo ancora le moto e tuttora siamo i fornitori ufficiali del team ufficiale Yamaha Superbike Endurance, quelli della 24 ore di Le Mans o della 24 ore Bol d’Or per intenderci, ma il ritorno che abbiamo raccolto negli ultimi anni non è stato all’altezza delle nostre aspettative anche in virtù del fatto che quello delle supersportive è un mercato in caduta libera e dobbiamo scontrarci con colossi del settore».

Quali sono i vostri mercati di riferimento? Mi sembra di capire che oggi lavoriate molto più per privati che per singole aziende.
«Oggi esportiamo molto negli Usa e in Giappone**, dove sono tantissimi gli appassionati di motori e sì, in effetti ci capita sempre meno di lavorare con aziende di auto o moto e sempre di più con i preparatori e privati che ci richiedono ruote o particolari per motori. Poi lavoriamo anche per conto terzi ovviamente».

Hai mai pensato di sottoscrivere un contratto di rete con altre aziende?
«Guarda l’idea può essere anche interessante ma in Italia troppo spesso manca il rispetto e come diceva mio nonno: “le società si formano in numero dispari, ma mai in più di due”».

Oggi la tua azienda conta 14 dipendenti. Avresti la possibilità di assumere qualcun’altro?
«Diciamo che per il momento non è la nostra priorità. L’azienda ha dei costi fissi molto alti, e finché la politica non si accorge del carico fiscale che ci tartassa è difficile pensare di ingrandirsi. Inoltre quando ho cercato un giovane da inserire, ho fatto molta fatica a trovare qualcuno che avesse davvero voglia di lavorare***».

Cosa ti aspetti dal futuro?
«Di continuare a fare quello che più mi piace, e che tanti piloti ancora possano arrivare sul gradino più alto del podio grazie anche al mio impegno ed alla mia passione». 

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*** Per saperne quali sono oggi gli incentivi alle assunzioni rivolgiti al nostro servizio di gestione del personale

Marvic Wheels Srl
via Gallarate, 4 – 21020 Brunello (VA)
tel. 0332463386
fax. 0332464160
www.marvic.it

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