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Settant’anni con le mani e il cuore

Parlando delle nuove generazioni che si affacciano al mondo dell’artigianato, il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli dice di sentirsi “vecchio”. Sarà per questo mondo che corre a doppia velocità, ma alla stanchezza del presidente nessuno ci crede. La r-evoluzione che le piccole imprese contribuiscono ad assestare giorno dopo giorno, lui la conosce bene perché ne fa parte. Un cambiare continuo, un adeguamento senza sosta, un lavorare resiliente e resistente che stanca, certo, ma gratifica.

Più di 400 imprenditori, sabato 26 si sono ritrovati a “Le Robinie” di Solbiate Olona per festeggiare i 70 anni di Confartigianato Varese e di venti sue imprese che nel lontano 1945 hanno gettato le fondamenta di quella che, ai tempi, era l’Associazione Artigiani della Provincia di Varese. Le vere protagoniste del cambiamento – quello che sta alla base dell’incontro fra tradizione e innovazione – sono loro: aziende che sono passate dai nonni ai nipoti, dal martello al tornio, dalle macchine a impostazioni numeriche alle stampanti 3D.

In settant’anni, lo si è capito subito all’evento di sabato, le r-evoluzioni sono state tante. Mai troppe per chi, come l’artigianato, ha mantenuti saldi quei valori sui quali oggi il presidente della Fondazione Bassetti, Piero Bassetti, attira l’attenzione della platea. I valori dell’unicità, della maestria, del saper coniugare in una sola volta la mano, il cervello e il cuore. «Nella sua bottega – ha sottolineato Bassetti – il maestro-artigiano porta avanti innovazione e cambiamento». Perché? La risposta del Presidente Galli arriva pronta: «Perché il piccolo imprenditore ha un cervello open source». E il discorso entra a piè pari nella vera r-evoluzione di oggi. Quel digital manufacturing che in Faberlab ha trovato un suo laboratorio di condivisione dove imprese, liberi professionisti, maker, cittadini e studenti (Faberschool è il mondo del digitale che entra nelle scuole) possono dare libero sfogo a idee e progetti. Insomma, la r-evoluzione è fatta grazie a quell’artigianato che, per Davide Galli, «è un eterno alunno e un eterno insegnante». Le venti imprese premiate per i loro «settant’anni di ininterrotta fedeltà associativa» erano lì per dimostrarlo. Con le mani e il cuore.

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