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Banche e imprese, serve coraggio per crescere

Bocconi 6

«Il rapporto tra imprese e banche non è facile perché non si esaurisce nel chiedere un mutuo al tasso migliore». Lo ha detto Carmine Tripodi, professore della SDA Bocconi che proprio ieri, all’ateneo milanese, ha presentato la ricerca “I servizi finanziari per le piccole imprese: criticità e spazi di sviluppo” realizzata con Confartigianato Imprese Varese. Un rapporto complesso perché di mezzo ci stanno tante imprese diverse fra loro che fanno scelte diverse a seconda della dimensione, del momento economico (crisi o successo), della capacità di costruire una partnership e della loro salute finanziaria (in equilibrio oppure indebitate). Fatto sta che il 71% delle 300 imprese intervistate si occupa in prima persona delle questioni finanziarie, il 60% utilizza alcuni servizi finanziari, il 22% non ne ha mai usufruito e il 18% ne ha fatto ricorso almeno una volta in passato.

Nel rapporto con le banche – questo è un punto saliente della ricerca – per le imprese il passaparola e la reputazione degli istituti di credito pensano meno rispetto all’esperienza e alle competenze. L’analisi rivela anche alcune contraddizioni. La prima, forse la più forte, è che quando in azienda nasce un bisogno finanziario, si pensa subito alle banche anche se il 70% degli intervistati è profondamente deluso da questo rapporto. Cosa chiedono gli imprenditori agli istituti di credito? Empatia e comprensione. E se le imprese cercano un rapporto di fiducia con le banche, è anche vero che questa relazione si fonda su basi non razionali proprio come accade nella “Sindrome di Stoccolma”.

Così il professore Tripodi, del Dipartimento di Management e Tecnologia della SDA Bocconi, definisce la relazione di dipendenza tra i due mondi basata su abitudine, frequentazione e mancanza di alternative. I due soggetti, insomma, non possono prescindere l’uno dall’altro, i servizi finanziari “servono alle imprese come il pane” (ha sottolineato Tripodi) ma degli istituti di credito, gli imprenditori ne vorrebbero fare a meno. Un “ponte” per avvicinare i due c’è già e si chiama “Credit Pass”: la consulenza gestionale e finanziaria di Confartigianato Varese che, facendo leva sugli strumenti del Business Model Canvas e del Rendiconto Finanziario, affianca le imprese fino all’incontro, fisico, in banca. Per cercare di capirsi una volta per tutte.

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