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Come va l’artigianato in Lombardia?

eugenio_massetti«Finalmente questa congiuntura si apre con una buona notizia: la produzione dell’artigianato cresce, e lo fa con numeri significativi», ha dichiarato oggi Eugenio Massetti (in foto a destra), presidente di Confartigianato Lombardia, in occasione della presentazione dei dati relativi alle congiuntura regionale di Unioncamere. Nel quarto trimestre 2015 le aziende artigiane manifatturiere fanno registrare infatti un’accelerazione della produzione, con la variazione tendenziale al +2,7% e la variazione congiunturale al +1,0%. Il risultato medio annuo del 2015 (+1,3%) è significativamente superiore al risultato dello scorso anno.

L’indice della produzione sfiora quota 71 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100) con un recupero di quasi tre punti rispetto al minimo di inizio 2013, recupero realizzato quasi interamente nel corso del 2015.

Anche a livello settoriale la situazione è complessivamente in miglioramento, con un aumento dei settori positivi. I migliori risultati positivi si registrano per i minerali non metalliferi (+6,3%) dopo sei anni consecutivi di segni negativi, la gomma-plastica (+5,9%), l’abbigliamento (+5,1%), la carta-stampa (+4,1%) e il legno-mobilio (+3,9%). Positivi ma sotto la media regionale si trovano la meccanica (+2,5%), le pelli-calzature (+2,2%) e l’alimentare (+0,8%). Variazioni negative si segnalano per le manifatturiere varie (-1,0%), la siderurgia (-2,0%) e il tessile (-2,6%).

Le imprese di minori dimensioni crescono del 2,1% (imprese da 3 a 5 addetti e da 6 a 9 addetti) e quelle di maggiori dimensioni al +3,7% (imprese con più di 10 addetti). Rispetto allo scorso trimestre, si assiste ad un incremento delle aziende che dichiarano variazioni positive dei livelli produttivi (dal 43% al 47%) e, di conseguenza, una diminuzione delle imprese che dichiarano variazioni negative (dal 33% al 27%).

Intensa anche l’accelerazione del fatturato (+1,4% congiunturale) con un incremento tendenziale che arriva al +3,5% e una media annua che si attesta al +1,5%, ben superiore al +0,8% del 2014. Le imprese artigiane presentano ancora una dinamica tendenziale negativa marcata per gli ordini sul mercato interno (-1,2%), alla quale si contrappone una nuova svolta positiva del mercato estero (+3,3%). Complessivamente il 2015 chiude con un incremento del 2,5% degli ordini esteri, in miglioramento rispetto alla media 2014, e una contrazione degli ordini interni (-1,5%), anch’esso in miglioramento rispetto al risultato dello scorso anno (-1,7%).

L’occupazione presenta un saldo positivo (+0,3%): il tasso d’ingresso sale al 2,3% mentre il tasso d’uscita rimane al 2,0%.

lavoro artigiano cassaLe aspettative degli imprenditori artigiani sono ancora in area negativa per quanto riguarda produzione e occupazione e, mentre per la prima la risalita verso il punto di svolta si arresta in questo trimestre, per l’occupazione prosegue. Sul versante della domanda le aspettative degli artigiani flettono sia riguardo alla domanda interna, ancora in area negativa, sia riguardo alla domanda estera, passata al quadrante positivo già a metà 2014.

«La sfida per un ulteriore miglioramento resta quindi aperta, e le imprese artigiane e le associazioni che le rappresentano sono in prima linea per giocarla con tutto il loro impegno – ha proseguito Massetti – Per farlo, serve concentrarsi su alcune questioni chiave. La prima è la Legge Regionale sulla Manifattura Diffusa, che può essere uno strumento fondamentale. Lavoreremo insieme con Regione per individuare misure attuative calate su un sistema imprenditoriale in transizione».

«Non vanno infine dimenticate le tre grandi criticità che continuano ad appesantire le nostre imprese: fisco, burocrazia e credito – ha concluso – Parlando di burocrazia e fisco, l’entità di questo peso si legge bene in un numero: l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha stimato che sulle imprese artigiane lombarde, rispetto alla media OCSE, grava uno spread burocratico fiscale di 237 milioni di euro. In tema di credito, vediamo positivamente l’impegno di Regione sul fronte Confidi, e il dibattito in atto sulla garanzia statale delle sofferenze: non perdiamo comunque di vista i 60 miliardi in meno di finanziamenti concessi alle imprese lombarde negli ultimi 4 anni. Nello specifico le MPI fino a 20 addetti, che rappresentano il 98% delle imprese del nostro territorio, ricevono soltanto il 14% del totale dei finanziamenti. Vorrei inoltre far riflettere anche su un dato: più di due terzi delle sofferenze nette si concentra negli affidamenti sopra i 500mila euro e sono poche le imprese artigiane sopra questa soglia».

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