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Manifattura 4.0 anche per le piccole imprese

Foto_CS_Manifattura4.0Ne abbiamo parlato lo scorso luglio, allo Sheraton di Malpensa, con PwC: la provincia di Varese è ben connessa al resto dell’Europa ma come renderla attrattiva, ricca di investitori, flussi di merci, persone e servizi, adeguata a chi fa impresa e a chi ci vuole spendere il suo tempo libero è un’altra cosa.
Confartigianato Imprese Varese ha deciso di approfondire i quattro macro-temi affrontati a luglio: i rapporti tra Varese&Milano, le infrastrutture, la manifattura 4.0 e il turismo. Temi fra loro complementari perché lo sviluppo dell’una (l’impresa) dipende dallo sviluppo delle altre. E viceversa.
Dedichiamo la seconda puntata alla manifattura 4.0, con uno sguardo al futuro.

L’analisi di Confartigianato Imprese Varese
Partiamo dalla cultura: le imprese devono essere accompagnate verso le nuove tecnologie. Ma prima di creare una community imprenditoriale dobbiamo realizzare una comunità di stakeholder capaci di lavorare per lo stesso obiettivo: dare alle imprese gli strumenti più competitivi.
Come? Con la condivisione: ci sono luoghi di incontro che stimolano la creatività, la progettazione e il lavoro. La manifattura 4.0 e il Faberlab di Tradate sono la stessa cosa: qui si studia e si fa pratica nello stesso tempo. Si acquisiscono competenze e professionalità con la scuola di formazione Versione Beta a Busto Arsizio, si incontrano altre imprese e professionisti e si realizzano progetti in comune. Si studia la fattibilità dei progetti e si prototipa.
Gli imprenditori sono uomini pratici, abituati a misurare le potenzialità delle tecnologie e i risultati che possono portare. Dunque, cosa possono ottenere le imprese dall’applicazione delle nuove tecnologie? Innovazione, flessibilità della produzione, riduzione dei costi, maggior controllo dei processi, più ricavi, maggior efficienza energetica. Con la manifattura 4.0 i vantaggi sono tutti sul piatto, e il 38% di piccole imprese che già hanno accolto gli strumenti digitali lo sanno. Meccanica, comunicazione (ICT) e altro manifatturiero sono i settori più digitalizzati.
Però non basta: in questa partita serve anche l’impegno e la sensibilità di enti, istituzioni, università, architetti, ingegneri e designer, studenti e cittadini che Confartigianato Imprese Varese sta coinvolgendo nei progetti del Faberlab. Solo la trasmissione del know-how e delle esperienze (anche tra piccoli imprenditori e grande industria), la collaborazione con le scuole, il coinvolgimento dei giovani e dei liberi professionisti sia vincente.

La provincia di Varese è un territorio ricco di imprese: ma dove vogliamo andare?
Sul nostro territorio ci sono 62.132 imprese (con una densità di 5,7 per Km. quadrato); il valore della produzione è di 22 miliardi di euro e quello dell’export di 9 miliardi di euro (i settori trainanti sono quelli ad alto contenuto tecnologico). Le imprese artigiane sono 22.215 (il 35,8% del totale) e il 94% delle aziende ha meno di nove addetti. Le prospettive digitali sono interessanti: dal 27 al 59%; entro i prossimi cinque anni si registrerà da parte delle imprese una forte propensione alla digitalizzazione.

Manifattura 4.0: criticità e vantaggi per le piccole imprese
I costi per le attività di ricerca e sviluppo, spesso troppo elevati, bloccano gli imprenditori che, nello stesso tempo, non sempre riescono ad entrare nei dettagli dei trend tecnologici, ad aggiornarsi rapidamente e a formarsi una cultura manageriale adatta alle sfide dell’innovazione. Ecco perché si deve partire dalla cultura per poi passare alla formazione e ai luoghi dove la teoria si trasformi in pratica, proprio come accade al Faberlab. Nelle imprese che già utilizzano le nuove tecnologie si è registrata una crescita di ricavi del 3% all’anno, i costi si riducono del 4% all’anno e la crescita dell’efficienza arriva ad un +4% all’anno.

Gestire il cambiamento si può: lavoriamo per la nascita di una piattaforma
Serve più che mai una piattaforma per l’interazione sul tema del digitale e per far crescere la competitività delle imprese. Un’opportunità per orientarsi con contenuti innovativi e all’avanguardia sui mercati esteri e che sappia dialogare con università, centri di ricerca, istituzioni, fornitori di tecnologie, erogatori di servizi finanziari, associazioni e imprese. Un luogo in cui “la produzione digitale” deve essere una sorta di commodity, come l’energia elettrica, e in cui si assiste alla personalizzazione massima della produzione manifatturiera. Un’opportunità unica per le piccole e medie imprese del territorio, che troveranno in questo luogo uno strumento multifunzionale e in cui la componente umana, proprio come nel Rinascimento, ritorna a essere centrale.

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