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L’economia che riparte ce la raccontano gli under 20 in azienda


No, le multinazionali (che, tra l’altro, a Varese si contano ormai sulle dita di una mano) non fanno la parte del leone. Oggi sono soprattutto le Pmi a puntare sui giovani, ad assumerli, ad armonizzare l’entusiasmo, la curiosità e le nuove competenze acquisite dagli studenti alla professionalità, l’esperienza e l’abilità di chi è già al lavoro da anni. L’abbiamo capito incontrando alcuni ex studenti dell’Isis Newton di Varese, riuniti dalla responsabile dell’ufficio placement dell’istituto, la professoressa Paola Monfrini, per aiutarci a comprendere che aspetto ha l’economia della provincia di Varese vista dagli occhi dei neo-assunti.

Ed è un’economia che, complici gli interventi di sostegno garantiti dal Governo, non si tira indietro quando c’è da offrire un’opportunità occupazionale a chi, durante gli anni trascorsi in classe, ha già avuto modo di confrontarsi con il mondo del lavoro attraverso alternanza o stage.

È il caso di Damiano Lorusso, ventenne di Bregano, diplomato nella sezione manutenzione assistenza tecnica apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili, che alla Micropad di Brebbia non ha solo fatto uno stage, che poi s’è prolungato anche nel corso dell’estate, ma ha ottenuto un contratto in Garanzia Giovani che, a breve, si trasformerà in un tempo indeterminato: «Cosa mi hanno insegnato? Non il lavoro, ma a lavorare».

Certo essere scelti non è semplice, bisogna dimostrare di saper fare e di voler fare. Perché è vero che talvolta è l’impresa a chiedere all’istituto i nominativi dei ragazzi da inserire, ma poi tocca superare colloqui e selezioni. Racconta Arvid Dhima, 21 anni, di origine albanese, con un diploma da manutentore assistenza tecnica apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili e un’azienda – la Elettrica Piessepi Srl di Buguggiate – dove uno stage sta per trasformarsi in “posto fisso”: «Non sono stato il primo ad andare da loro, ma forse in me il titolare ha visto qualcuno che ci sapeva fare e lo faceva guadagnare». Con i dieci colleghi oggi le cose filano lisce e c’è soddisfazione reciproca: «Faccio quello per cui ho studiato e che credo di saper fare bene».

Certo alternanza scuola-lavoro, apprendistato e Garanzia Giovani non bastano: servono convinzioni forti, da parte dei giovani e dei titolari. Marco Sportelli, varesino di 21 anni, quando tre ore dopo la maturità è stato chiamato – assieme ad altri – per un colloquio alla Itb srl di Induno Olona, la convinzione ha dimostrato d’averla: «Hanno chiesto “tu cosa sai fare?”. E ho risposto “Con il tempo farò tutto”».

C’è poi chi, di imprese, se ne intende, avendone una in famiglia. Ma ha scelto di seguire una strada tutta sua e, dopo un’esperienza alla A.E. Srl Appliances Engineering di Gavirate («dove, dopo una settimana al controllo lavatrici, mi hanno spostato alla progettazione»), ha trovato ciò che cercava alla Dental Knowledge di Varese, dove ora – grazie all’ottima conoscenza del disegno industriale – opera in una realtà dove stampa e scanner 3D sono di casa. Spiega Pietro Grotto: «Quanto fatto alla A.E. mi ha aiutato moltissimo ad affrontare la sfida alla Dental».

Rimpiangere la scuola, quando il mondo del lavoro ti accoglie e ti accompagna in un’ulteriore crescita, si può: «Ma solo perché questo è un’ambiente protetto, in azienda sei solo, e sei responsabile di tutto ciò che fai» confermano Nicola Aimini, 20 anni, specializzazione in meccatronica, Omar Priori, stessa età, con una formazione in manutenzione impianti elettrici civili e industriali (Officine Meccaniche Castelli snc di Albiolo), Adam Zaydi, di Malnate (oggi a La Tecnoplastica di Cairate) e il motorista Marco Vetrano, 19 anni di Varese (Norauto Varese).

Ma cosa cercano le imprese? A volte ciò che in professionisti over 30 o 40 è più difficile trovare. Lo rivela Giorgio Gioacchini, 20 anni, sezione meccatronica con specializzazione in energia: «Ho fatto uno stage in Whirlpool, poi un colloquio alla Tecniplast di Buguggiate. Eravamo in cento e mi hanno richiamato. Al quarto incontro mi hanno chiesto se fossi disposto a viaggiare. Ho risposto “La valigia è in auto, ditemi dove devo andare”». E’ così iniziato il percorso alla Iwt di Casale Litta, gruppo Tecniplast: «A maggio, prima della maturità, sapevo che avrei lavorato. Ho iniziato ad assemblare macchine, oggi ho già alle spalle un viaggio a Praga». E chissà quanti altri ancora ce ne saranno: «Parlo inglese molto bene ma sto facendo un corso avanzato in azienda, e questo conta. Ma più di tutto, a fare la differenza è stata la mia voglia di viaggiare».

L’economia riparte dai giovani, dunque. Ma i giovani, per far ripartire l’economia, non si sottraggono ai sacrifici. Spesso allo stage si sommano pomeriggi in azienda, o estati al lavoro. Ne sanno qualcosa Adalberto Migliorini, 20 anni, che dopo tanto darsi da fare ha trovato nell’umanità della Interfluid di Gallarate il luogo adatto per costruirsi un futuro, Christian Scodeggio, ventenne di Besozzo, tempo indeterminato alla Tecnosystem Srl di Besozzo e Nicola Aimini, varesino, stagista alla Tecniplast di Castronno.

Di sacrifici ne ha accumulati anche Francesco Palumbo, 22 anni di Morazzone, diplomato nel 2015 nell’indirizzo elettronica-elettrotecnica. «La D-Orbit di Fino Mornasco, dopo un colloquio, mi ha chiamato per un part-time: scuola al mattino, lavoro nel pomeriggio. Poi, dopo la maturità, è iniziato il tirocinio e, a dicembre, il tempo indeterminato». Francesco, in pratica, s’è ritrovato nello spazio: «La nostra azienda è una start-up con sedi non solo in Italia. Cosa facciamo? Ci chiamano, simpaticamente, “gli spazzini dello spazio” perché rimuoviamo i satelliti non più funzionanti o che non rispondono più ai segnali». Ogni giorno, Francesco, impara qualcosa. La scuola non finisce mai, neanche in azienda.

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