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Eppur si muove: il lavoro riparte (piano) ma per i giovani si può dare di più

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#infoterritorio
Sarà lento, a qualcuno potrà sembrare immobile, eppur si muove. Il mercato del lavoro in provincia di Varese, nel 2016, ha dato 103mila opportunità di occupazione. A dirlo è l’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese sulla base dei dati del Settore Lavoro della Provincia. Inutile negarlo, poco va per il verso giusto: il calo di ben ottomila contratti stipulati rispetto al 2015 c’è stato. Principalmente per due fattori: la riduzione degli incentivi occupazionali del Governo e il venir meno dell’effetto Expo, che nel 2015 di lavoro ne aveva generato. Un dato positivo balza all’occhio: il saldo tra entrate e uscite ha fatto segnare complessivamente un +1.630. Nell’anno precedente invece, nonostante il maggior numero di ingressi, il saldo si era fermato a +364.

La bilancia, però, pende a sfavore del mondo giovanile: sul nostro territorio la disoccupazione nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni è salita dal 32,1% del 2015 al 36,7% del 2016, con punte del 30,2% per i maschi e del 43,8% per le femmine. Eppur qualcosa si deve muovere: i ragazzi che in questi ultimi anni hanno abbracciato con entusiasmo l’alternanza scuola-lavoro, hanno ricevuto offerte di lavoro interessanti. E in azienda non solo ci sono entrati, ma in molti casi ci sono rimasti.

Il futuro non ci riporterà all’economia di nove anni fa ma senza dubbio avrà bisogno di gambe e braccia forti, di cervelli pronti, di idee nuove e di talenti capaci di stupirci. Di fronte a questa notizia che un po’ inquieta, l’insistere su una comunità di imprese – Confartigianato Varese le ha chiamate Imprese Formative d’Eccellenza (Ife) – dà ragione di un’attenzione particolare e concreta nei confronti delle nuove generazioni.  E stimola a proseguire nella costruzione di questo ponte che non solo collega la scuola alle imprese ma anche le imprese e le scuole alle famiglie e alle istituzioni. Tutti insieme. Tutti con lo stesso obiettivo: invertire i segni matematici e dare ai giovani un bel +. Non quello che si prende a scuola, se si è bravi, ma quello che ti fa entrare nel mondo dei “grandi”. Dove bravi si diventa, giorno dopo giorno.

Non diamo una patria ai modelli di alternanza – tedesco o francese, spagnolo o danese: ognuno ha sue proprie caratteristiche che lo rendono più o meno interessante – ma chiediamo solo che siano funzionali alla nostra economia. Per farla crescere. Le nuove competenze dei giovani (e la loro freschezza) alleate all’esperienza di chi in azienda ci sta da tanti anni accende la scintilla: trovare un lavoro non è facile ma è possibile.

Ne abbiamo discusso a lungo, sabato 8 aprile, al Teatro Santuccio di Varese con quasi duecento ragazzi, il Comune di Varese, la Regione Lombardia, l’Università dell’Insubria e l’Ufficio Provinciale Scolastico. Ebbene? Ne usciamo con una consapevolezza: il futuro è nelle nostre mani, in quelle dei nostri giovani e in un territorio che deve dialogare e mettere a sistema esperienze e strumenti. L’alternanza scuola-lavoro è un buon proposito e va usata, ma non basta: le relazioni spetta a noi costruirle. Le imprese ci sono e le scuole pure.

Quindi? Non cantiamo vittoria, perché non ne abbiamo ancora motivo, ma insistiamo. Tornano d’altronde ad aumentare le forme più flessibili di lavoro: il contratto a tempo determinato (41% delle assunzioni 2016) e quello somministrato (28%). Ma intanto, in sei imprese su dieci di Confartigianato Varese, dopo lo stage o il tirocinio, scatta il contratto a tempo indeterminato.

Il mercato si muove: nello scorso anno sono state 34mila le persone in cerca di occupazione in provincia di Varese, di cui 14mila uomini e 20mila donne (dati Istat su base campionaria).  Il tasso di disoccupazione è così sceso all’8,2%, in diminuzione rispetto al 2015, quando era al 9%. La disoccupazione varesina resta però superiore in media a quella lombarda (7,4%), ma ancora lontano da quella italiana (11,7%). E l’emergenza è sempre quella: trovare un posto ai giovani. Uno spazio che li renda orgogliosi di questo territorio.

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