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I “nuovi voucher”, un compromesso che non aiuta le imprese

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C’è delusione nelle parole del presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti e in quelle del presidente provinciale di Confartigianato Varese, Davide Galli, alla luce dell’ultima versione dell’emendamento alla manovra, approvato oggi, sabato 27 maggio, dalla commissione Bilancio della Camera.

Il nodo critico si conferma la nuova regolamentazione del lavoro occasione destinata a sostituire i voucher, «cancellati per evitare lo sciagurato referendum promosso dalla Cgil». Nuova regolamentazione che, prosegue il numero uno di Confartigianato, «non servirà allo scopo a causa dei tanti vincoli di cui è caricata».

Tanto per cominciare, infatti, «viene instaurato un vero e proprio contratto di lavoro, si porta dietro le burocrazie sulla sicurezza, costa il 25% in più rispetto al passato e vale solo per imprese con meno di cinque dipendenti, limite assai strano dato che non è nemmeno quello in base al quale l’Europa definisce le micro imprese (9 dipendenti)».

«Abbiamo presentato proprio ieri, venerdì 26 maggio, il nuovo portale regionale per il lavoro, Job Talent, a testimonianza della volontà delle imprese di investire su una occupazione buona, regolare e rispondente ai bisogni del territorio. E, non meno di due settimane fa, abbiamo organizzato un intero congresso attorno al tema delle regole e delle norme, chiedendo semplicità e chiarezza al legislatore – aggiunge Davide Galli – Ebbene, alla luce di quanto apprendiamo in queste ore, non possiamo che prendere atto di come le strade della politica e quelle delle imprese rischino di divergere a causa di dinamiche parlamentari il più delle volte incomprensibili e poco attente ai reali bisogni della parte produttiva del Paese».

I timori di Galli sono legati alla stagionalità, perché è proprio in estate che «una grande parte delle attività artigianali, ma anche dell’agricoltura, del commercio e del turismo» hanno la necessità di attingere «ai voucher per rafforzare la propria capacità produttiva».

«Il rischio di norme poco chiare e poco attinenti alle necessità delle Pmi non solo arriva solo a complicare ulteriormente la già non facile vita di chi – come testimonia il Rapporto 2017 presentato da Confartigianato il 14 maggio – solo in provincia di Varese è costretto a fare i conti già oggi con una burocrazia che alle imprese costa 92 milioni di euro, ma non esclude un ulteriore incremento del lavoro nero» conclude Galli. Fenomeno che, già oggi, incide pesantemente sulla competitività delle Pmi.

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