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L’Artigenio è digitale e fa squadra: Colletti svela al Faberlab i segreti del successo online

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Wow: questa sì che è un’idea! E di “idee wow”, contrariamente a quanto si possa pensare, ce ne sono parecchie. Le racconta, non tutte ma buona parte, Giampaolo Colletti nel suo ultimo libro edito da Hoepli, “Sei un genio”: la rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali”. Idee che nascono e poi si sviluppano in progetti e in prodotti che di questa genialità non possono accontentarsi. E allora sotto con il web, le tecnologie digitali, le reti. Anche quelle informali, dove si sta gomito a gomito e ci si dà del “tu”. Colletti sarà al Faberlab di Tradate venerdì 26 maggio, dalle ore 18, per un confronto-intervista con Michele Mancino, vicedirettore di Varesenews. Una serata di consigli, perché questa “genialità italica” di cui parla Giampaolo ha bisogno di un cannone che la spari lontana.

Giampaolo, diciamocelo: dove vai se il web non ce l’hai?
Prima di tutto conta l’idea inziale, l’idea-wow, e poi la preparazione, la ricerca, la competenza. Il fare artigiano è l’eccellenza italiana. A tutto questo si deve unire qualcos’altro: per esempio il web che, però, da solo non basta. Ci vogliono tutte le tecnologie ditali.

Eppure oggi non tutte le piccole imprese hanno un sito: cosa si stanno perdendo?
Di fatto perdono una finestra su un tipo di utente digitalizzato che può essere un loro, potenziale cliente. Non solo italiano ma internazionale. Spesso se non hai un sito non hai la capacità di internazionalizzarti, quindi perdi una serie di opportunità che oggi offre proprio il digitale integrandosi al fare impresa tradizionale. E’ importante capire che non dobbiamo partire dall’impresa puramente high-tech; piuttosto dobbiamo innestare l’innovazione sulle imprese tradizionali.

E’ questo che dirà venerdì 26, al Faberlab, agli imprenditori?
Dirò che, prima di tutto, è importare fare comunità anche sui media social. E, sembra assurdo, la forza del mondo virtuale è ancora data dai territori dove c’è sempre qualcosa da dire. Le migliori alleanze si fanno sui distretti, soprattutto quando questi si uniscono a realtà anche geograficamente distanti. Tutto parte dalla comunità territoriale. E’ per questo che dico agli imprenditori di uscire dalla bottega e di mettersi insieme. Anche informalmente, ma di aggregarsi. E così devono fare i sistemi di rappresentanza: andare oltre le formalità e mettere insieme fra loro le comunità, le imprese, in un’ottica informale.

Quindi parliamo ancora di web: quali sono le paure che frenano le piccole imprese?
La resistenza è infrastrutturale (perché in alcune aree del Paese non siamo all’avanguardia) e crea scollamento. Poi c’è una resistenza culturale che registro in chi crede di poter fare tutto e non presidia le nuove frontiere. L’artigiano geniale, competente ed eccellente spesso non ha una visione manageriale e non si affida a chi può aiutarlo. Quindi trova difficoltà nello scalare i mercati e nell’aumentare il fatturato. Il vero salto che devono compiere gli imprenditori è quello della visione di medio e lungo periodo. La partita si gioca lì, investendo.

Va bene. Allora immaginiamo che tutti gli imprenditori siano online: una volta in rete, come ci si deve muovere?
I punti fondamentali sono tre. Partiamo dall’ascolto. Quando sei in rete devi ascoltare, mappare la comunità degli utenti e capire le tendenze in atto. Analisi e studio sono le parole d’ordine. Poi c’è una fase di segmentazione: la rete ti abitua a non vendere in maniera generalista e a personalizzare il servizio. Questo vuol dire lavorare per community e micro-community. Il terzo punto è avere una visione liquida del lavoro perché oggi siamo costretti ad essere sempre connessi. Questo richiede un presidio costante degli strumenti, quindi è importante fare squadra anche con i propri competitor. Dalle storie contenute in “Sei un genio!” ci si accorge che quello che una volta era il competitor dell’artigiano di bottega, oggi può diventare suo alleato.

Innovazione e artigianato sono un mix naturale?
Possono stare insieme dal momento in cui nasce l’impresa. L’artigianato è sempre stato innovativo, e questo i mercati lo hanno capito. Però l’imprenditore deve saper cogliere l’importanza degli strumenti digitali – anche la stampa 3D – per accelerare quello che già fa. Il digitale, che alcune imprese considerano un nemico o un rubatempo, può diventare un ottimo alleato.

Come?
Per esempio integrando le nuove tecnologie al lavoro di ogni giorno. Il web e la rete devono essere utilizzati per conversare, vendere online servizi e prodotti, fidelizzare i clienti, creare alleanze anche per uscire da situazioni complesse e difficili.
Da un lato la rete incentiva la relazione con l’utente, dall’altro bisogna arrivare ad un utilizzo spinto delle nuove tecnologie. Infine, la rete sta aiutando la costituzione di alleanze generazionali tra chi è “silver” (gli imprenditori delle generazioni passate) e chi è giovane. Da un lato i consigli dati dall’esperienza,  e dall’altro le nuove idee dettate dall’entusiasmo delle nuove generazioni.

Parliamo di affari: chi usa bene il web, chi fa rete, chi ci mette la faccia (presenta quello che fa con video e foto) guadagna di più?
Sì, ma nel tempo. Puntare sulle nuove tecnologie non va bene se hai il fiato corto: devi avere una visione ed essere convinto di doverci mettere qualche risorsa. Poi bisogna saper gestire il tempo e, paradossalmente, dare il giusto tempo alla rete: giorno dopo giorno sul web bisogna postare un contenuto che rappresenti quello che fai. Gli imprenditori artigiani, a differenza delle grosse industrie, conoscono il valore del tempo e non devono pensare che la rete sia un acceleratore immediato degli affari. Anche lì, perché le cose avvengano, bisogna avere pazienza e insistere. Ma ne vale la pena.

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