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Scienza maestra d’impresa: «Avete un problema? E’ già una soluzione»

luca-perri-24-25di David Mammano

Il fallimento è il principale meccanismo alla base del progresso scientifico e occuparsi di scienza è un po’ come fare impresa: si definisce un obiettivo, si forma una squadra e si intraprende una strada che spesso però è disseminata di ostacoli ed errori. Può quindi diventare difficile riuscire a immaginare soluzioni alternative o cambi di percorso che conducano al successo sperato. Tuttavia, esiste una formula magica che può accomunare scienziati, artigiani e imprenditori e che serve a raggiungere gli obiettivi fissati soprattutto quando questi sembrano non essere più a portata di mano: «Lo spirito che ci deve guidare deve essere quello che trasforma i problemi in soluzioni».

A dirlo è Luca Perri, dottorando in fisica e astrofisica all’Università degli Studi dell’Insubria che si occupa di costruire e progettare strumentazioni per telescopi e che alla prima edizione di TEDxVarese ha entusiasmato il pubblico raccontando in modo non convenzionale le ricerche scientifiche più buffe che però hanno risvolti nella vita di tutti i giorni. Lanciando un messaggio di grande importanza: «Mai sottovalutare ciò che in apparenza è poco utile perché spesso è l’elemento che ribalta il fallimento in successo».

Una chiave di lettura interessante, come la applica nel suo lavoro?
Prendiamo ad esempio il progetto più recente di cui faccio parte e sul quale sto strutturando la mia attività di dottorato. Siamo partiti con l’obiettivo di studiare i raggi gamma nello spazio e abbiamo aperto una nuova strada nello studio dei vulcani. Tutto parte da un tipo particolare di telescopio chiamato Cerenkov grazie al quale riusciamo a osservare la luce blu ultravioletta che viene prodotta dai raggi gamma quando vengono assorbiti nell’atmosfera. Nel 2014 con l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Istituto Nazionale di Geologia e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia abbiamo costruito e montato uno di questi telescopi sul monte Etna ma a un certo punto ci siamo resi conto di un problema. Il telescopio infatti registrava anche la presenza di particelle chiamate muoni che sono visibili nel momento in cui il raggio gamma viene assorbito dall’atmosfera. I muoni sono un problema perché fanno rumore di fondo.

E come avete risolto?
Girando il telescopio e trasformando i muoni da problema in soluzione. Queste particelle infatti attraversano la materia oppure vengono deviate a seconda della densità della materia stessa. Questo vuol dire che è possibile mappare la densità di grandi superfici di cui si vuole conoscere la struttura come ad esempio il nostro vulcano. E allora abbiamo realizzato che montando su alcuni cingolati questi telescopi era possibile realizzare una mappatura tridimensionale dell’Etna che può restituire informazioni sulla presenza di magma e sull’attività delle polveri con molta più precisione. E quindi è possibile ad esempio migliorare il sistema di monitoraggio del vicino aeroporto di Catania che può chiudere su tempi più circoscritti e soltanto quando c’è reale necessità. Siamo partiti da uno studio astratto e siamo arrivati a una scoperta che ha una ricaduta reale e che interessa tutti, è nel bene di tutti e ci siamo riusciti anche perché a un certo punto abbiamo dovuto affrontare un problema e lo abbiamo fatto ribaltandolo in soluzione.

Qual è il metodo che vale la pena applicare per riuscire a ribaltare i problemi e i fallimenti in soluzioni?
Partiamo da una constatazione: può capitare a tutti di sbattere contro un muro e questo muro può essere anche bello grosso. La prima reazione è di dolore e in certi casi sfugge qualche imprecazione o comunque si usano espressioni poco gentili. La tentazione di lasciar stare, di abbandonare la partita è molto forte. Tuttavia, questa è la fase in cui occorre capire come trovare una nuova via e questo passa dall’analisi di quali alternative è possibile trovare per arginare il problema. Per risolvere il problema bisogna indagare più a fondo il problema stesso. Questo è più facile se si tratta di un lavoro in team. Saper ascoltare è fondamentale per trovare una soluzione a un ostacolo che magari rimane tale rispetto all’obiettivo primario ma diventa un elemento da poter sfruttare per raggiungere un nuovo obiettivo. Da questo punto di vista, c’è una domanda vincente che la scienza e la ricerca nel corso degli anni continuano a ripetersi ed è: «Perché non proviamo a capire se riusciamo a costruire dell’altro?».

Cito: «Nella scienza si parte dalla curiosità e si arriva a scoperte che possono avere un grande impatto nella vita di tutti i giorni e questo lo possiamo fare solo grazie all’aiuto di aziende del territorio e questo smuove anche l’economia». Vale anche a livello locale?
Certamente. Uno dei grandi gruppi con il quale collaboriamo è formato da tante aziende di piccole e medie dimensioni del territorio lombardo e che grazie al rapporto con noi riescono a sviluppare e aggiornare le loro competenze. Questo succede perché di fatto trasmettiamo expertise e know how dando un contributo ai processi innovativi aziendali. E in generale, con le competenze che sviluppano insieme a noi le aziende riescono poi a partecipare e a vincere bandi importanti per la costruzione di apparecchiature scientifiche in tutto il mondo.

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