Cerca:
Home Incentivi per i giovani, cuneo e Industria 4.0: cosa bolle nella pentola del Bilancio?

Incentivi per i giovani, cuneo e Industria 4.0: cosa bolle nella pentola del Bilancio?

stabilita-2015Giovani: è la parola d’ordine per il 2018. Approvata la nota al Def per la legge di Bilancio 2018, è tempo di conti e di prospettive. Per la crescita e lo sviluppo ci sono sul piatto più di 700 milioni di euro (su una manovra di 19,6 miliardi), dei quali 338 per la decontribuzione dei ragazzi che verranno assunti a tempo indeterminato per tre anni (per il giovane dovrà trattarsi del primo contratto di questo tipo) a partire dal 2018.
«Dote iniziale», secondo la definizione del Governo, che nel 2019 dovrebbe essere di 2,162 miliardi di euro e quasi 4 miliardi nel 2020. Per invertire ancora di più il trend negativo della disoccupazione giovanile, dove i numeri lasciano il segno “meno” sulla carta e la dilagante demotivazione in chi continua nella spasmodica ricerca di un impiego. Infatti secondo l’Istat, nonostante la disoccupazione dei 15-24enni sia scesa al 35,1% (nel 2016 era al 37,3%), la preoccupazione c’è e rimane.

Gli incentivi: contribuzione dal 30% al 15%
Che fare, a questo punto, alla luce dei non certo elevati stanziamenti indicati per il 2018? Per le imprese interessate all’assunzione – e non sono così poche come si possa immaginare, anche in provincia di Varese – la corsa alle agevolazioni attualmente in vigore (e in scadenza a fine anno) potrebbe richiedere uno sprint.

LA NOSTRA GUIDA AGGIORNATA

Perché l’incentivo vedrà il dimezzamento dei contributi che passeranno dal 15% di contribuzione l’anno contro l’attuale 30% con un tetto fissato a 4.030 euro per ciascun lavoratore. Sull’età dei giovani il governo è ancora incerto: ad oggi ci si è fermati ai 29 anni (come è per Garanzia giovani), ma se arriverà l’ok da Bruxelles si salirà a 32.

Da apprendistato a tempo indeterminato: i super vantaggi
I contributi dimezzati (per le aziende del Sud Italia la decontribuzione probabilmente sarà del 100%) dovrebbero valere anche nel caso in cui il contratto a termine, o di apprendistato, si trasformi in tempo indeterminato. Con un vantaggio in più per le imprese: accanto ai tre anni da apprendista con aliquota al 10%, in caso di stabilizzazione del giovane si passerebbe a tre anni di agevolazione con aliquota ridotta al 15%. Insomma, un vantaggio che durerebbe sei anni.

Il cuneo fiscale si taglia con l’Industria 4.0
Ma la questione degli “incentivi spot” al mondo del lavoro, incentivi sui quali non scommettere troppo per una crescita strutturale, scalda il dibattito. Se l’obiettivo del governo è quello di arrivare ad attivare in quattro anni un milione di posti in più rispetto a quelli del 2013, la strada da percorrere è ancora lunga. Le proposte per affrontare una volta per tutte la questione “giovani” sono tante. Perché in Italia i giovani inoccupati sono ancora il 35% e ci sono posti di lavoro che richiedono nuove competenze: la sfida è questa. Sullo stesso piatto ci sarebbe anche una riflessione sull’offerta formativa duale che porta direttamente ai contratti di apprendistato.

Dunque un pacchetto di incentivi che sarà bene usare nel migliore dei modi, anche perché i fondi a disposizione ad oggi non sono eccessivi. Lo sanno le imprese (che in queste agevolazioni ci credono) e lo sanno i giovani che si vogliono mettere in gioco ma, spesso, non sanno come farlo e soprattutto dove.

Per il resto, di quei 700 milioni, 300 dovrebbero servire per dare una spinta agli investimenti pubblici, 15,7 miliardi andranno allo stop delle clausole di salvaguardia (Iva e accise), 2,6 per i contratti dei dipendenti pubblici e 600 milioni per la lotta alla povertà. La parola, a questo punto, passa alle Aule: con il rischio – sempre presente in periodi preelettorali – di poco funzionali assalti alla diligenza.

Restano super e iperammortamento
Intanto, proprio in vista della presentazione della legge di Bilancio, una delegazione di Rete Imprese Italia ha incontrato il viceministro Enrico Morando. Obiettivo: sottoporre all’esecutivo una serie di proposte destinate ad alleggerire la pressione fiscale su famiglie e imprese, stimolare la domanda interna e ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese derivanti da adempimenti e controlli.

Morando, dal canto suo, ha confermato l’impegno del Governo a eliminare, con la legge di bilancio, gli aumenti Iva previsti per il 2018, che avrebbero comportato maggiori imposte per oltre 15 miliardi di euro, e a prorogare le agevolazioni fiscali relative all’acquisto di beni strumentali all’attività di impresa (superammortamento ed iperammortamento), il credito d’imposta ricerca e sviluppo nonché quello previsto per le startup innovative. Morando ha poi annunciato l’intenzione del Governo di varare misure di agevolazione fiscale per le imprese che investono nella formazione, insieme a una misura strutturale di riduzione del cuneo fiscale per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato che, potrà essere usufruita anche per coloro che sono assunti con il contratto di apprendistato.

TORNA SU