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Il made in Varese diventa un B2B con “finestra sul mondo”

tessile_e_abbigliamento__le_aziende_pi___green_d___italia_5982C’è una parola che le piccole imprese della provincia di Varese, quando si parla di export e incontri B2B – giovedì 30 novembre sarà la volta dell’Incoming Moda nella sede di Gallarate di Confartigianato Varese – non dimenticano: lusso. Ma non si tratta di oro e argento, di diamanti o perle. Ma di borse tagliate e cucite a mano, di gonne e pantaloni immaginati, disegnati e realizzati da professionisti attenti al buon gusto, di camicie e abiti sartoriali che rimandano alle antiche tradizioni di un bello apprezzato ovunque nel mondo. Il vero tesoro non è quello che hanno tutti ma quello di cui vanno orgogliose, anche in provincia di Varese, le nostre imprese: il Made in Italy. Una via unica al fare artigianale che è anche un modo unico di vivere il prodotto nel momento stesso in cui prende forma.

DIFFICILE SOSTENERE IL BRAND
Gabriella Noello della Camiceria Landini di Castellanza lo sa bene. E all’incontro con cinesi, russi, coreani, tedeschi e francesi ci andrà. Perché «i miei veri concorrenti – ci dice – non sono gli orientali ma gli artigiani napoletani, con le loro camicie fatte completamente a mano. Lavoriamo da trent’anni per il mercato americano, siamo contoterzisti, abbiamo un nostro brand ma non è facile sostenerlo».

Un prodotto proprio fa la differenza, ed è per questo che gli imprenditori stanno cambiando pelle e non si arrendono. Come la Landini: «Il marchio è importante, però per farlo decollare e conoscere ci vogliono investimenti importanti nel marketing. Con il Giappone abbiamo già maturato alcune esperienze, oggi anche la Corea è un mercato maturo, a Londra siamo arrivati in un grosso store con il prezzo dimezzato rispetto al top della gamma». Ecco il punto: un prezzo comunque troppo alto per un «non-marchio», come lo definisce la titolare della Landini.

ALTA QUALITA’
E allora si riflette su altro. Rinunciando al prestigio che potrebbe ottenere il proprio marchio all’estero e puntando su cooperazioni meno sottili: «Ci sono imprese all’estero che hanno un brand affermato e al quale vogliono dare un valore in più. Quel valore si chiama Made in Italy – prosegue la titolare – Così a noi chiedono di realizzare i capi e di abbinare al loro marchio la qualità tutta italiana del ben fatto. Il cliente, alla fine, pensa solo a commercializzare il prodotto. Questo potrebbe rappresentare la salvezza per molte piccole imprese, e a Gallarate ci vado anche per questo». Perché i prodotti della Landini sono di alto livello, curati nei dettagli di vestibilità, da uomo e donna realizzati in cotone, seta, misto cashmere, jersey.

Anche la Artes si è attrezzata: «Ci siamo resi conto che se vai a un incontro con i buyer esteri – dice Arianna Piva – un tuo brand è importante». Scialli con Swarovski e, in un prossimo futuro, una linea di calzature casual da uomo sono i prodotti sui quali punta questa azienda di Busto Arsizio. Tessuti cento per cento italiani, colori spumeggianti, macramé e pizzi lavorati: il bello incontra l’innovazione.

Alla Valigeria Cantoreggi Fulgenzio, la parola “lusso” è un must: «Se lavori per una clientela di fascia alta te la cavi, in caso contrario rischi – dice il titolare – Lavoriamo molto con Channel, per la casa francese produciamo trolley, e ci siamo abituati alla richiesta della perfezione assoluta. Certo, abbiamo un nostro brand: Valigeria Cantoreggi. E con quello produciamo di tutto, dai borsoni alle cartelle». Per questa azienda di Varese, l’estero non è una novità. Con i tedeschi ci ha collaborato venticinque anni e ora, con i suoi dodici dipendenti, è pronta a fare un altro passo. Gucci e Corneliani l’apprezzano da tanto tempo, e le credenziali per fare colpo sui buyer orientali ci sono tutte.

L’ESTERO PERMETTE DI PROGRAMMARE
Perché fanno gola i francesi e la Germania, ma l’Oriente è tutt’altra cosa. Maurizio Mazzetti della ITM Fashion, dopo aver lavorato con Taiwan, Hong Kong e Seul (Corea del Sud), ha mantenuto alcuni clienti in Giappone: «Ma dobbiamo integrare queste nostre collaborazioni con altre, nuove occasioni di business: è per questo che partecipo all’Incoming di Gallarate. L’estero ci interessa perché ci permette di programmare meglio il lavoro, e poi vogliamo presentare ai buyer il nostro brand “Concept”. Stiamo preparando la collezione primavera–estate in seta stretch tinto capo (che dà ai prodotti un aspetto più vissuto) e siamo fiduciosi». In questa impresa di Samarate scommettono sul mondo femminile con T-shirt, camicie, maglie, giacche e pantaloni abbinati. Per occasioni importanti, per il tempo libero e per chi sa che il Made in Italy «non ha prezzo».

Incoming moda 30 novembre 2017 Gallarate

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