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Home Il Natale in 3D è eco, sostenibile, etico e anche un po’ rivoluzionario

Il Natale in 3D è eco, sostenibile, etico e anche un po’ rivoluzionario

«Il Natale è una bellissima festa». Lo dice Giorgio Caporaso, che il giorno più importante dell’anno lo trasforma in gioia responsabile: «La festa sarebbe ancora più bella se si tenessero sott’occhio i consumi, i rifiuti e le discariche». Lui cerca di farlo inseguendo l’economia circolare per poi realizzarla in arredi che «sono l’espressione di una vera e propria filosofia, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze di una vita sempre più mobile e mutevole». Cartone (come l’Havana a tripla onda che ricicli al cento per cento), accoppiato in maniera innovativa a legno e metacrilato sono materiali che si sposano all’idea di design modulare, componibile e per elementi.

Quello che fa Caporaso, raccolto nella sua “Ecodesign Collection” di Lessmore, è ecosostenibile, già riciclato o riciclabile. Adatto allo smaltimento differenziato. Mobili che fanno tendenza e superano la stagionalità delle mode. Ma anche oggetti, come alcuni alberi di Natale e addobbi, che l’architetto e designer varesino ha ideato e progettato – prototipazione e produzione sono affidate al Faberlab di Tradate – secondo «l’essenza del riciclo». Sagome ritagliate a laser nel legno, cerchi di cartone o cartoncino di grandezze descrescenti e forme differenti come astratti alberi natalizi, palle in cartoncino colorato molto sensoriale ma a bassissimo impatto.

RAPPORTO FISICO CON L’OGGETTO
Alla base di questo ingegno ci sta «l’entusiasmo sempre nuovo di entrare in un laboratorio digitale come quello di Confartigianato Varese. Perché lì accade una cosa importantissima: il rapporto fisico con l’oggetto. Ci si riappropria del concetto tradizionale di progetto e processo, ma poi si sperimenta. Questo permette a chiunque di approfondire il proprio pensiero e di arrivare ad un approccio diverso con la materia».

E con quello che può rappresentare per i potenziali clienti. Utilizzando queste tecnologie anche per sperimentare ed eseguire test sul mercato, a cui Caporaso è arrivato attraverso le pre-serie natalizie realizzate al Faberlab: «Ti permettono di andare nei punti vendita e sono una modalità molto funzionale e immediata per capire se hai centrato l’obiettivo. Perché il designer ragiona sugli equilibri, sulle dimensioni, sulle funzioni e sui materiali ma anche sulle sensazioni. E nell’uso della stampa 3D ho trovato una certa familiarità con il mio modo di lavorare, sapendo che il Cad o il 3D non fanno il progettista».

SENZA IL PROTOTIPO NON SI LAVORA
Sono ancora il gesto e il segno, lo schizzo sulla carta, il disegno che è rappresentazione del pensiero a dare carattere alle idee di Caporaso. Pronto ad ammettere, però, che «senza la prototipazione non potrei lavorare. Oggi, con queste nuove tecnologie, la produzione sta diventando più semplice, a volte facile, ed è proprio questo il loro valore aggiunto: però proprio per questo diventa sempre più importante il pensiero che ci sta dietro, il progetto, che deve diventare sempre più importante per dare un senso a quello che così facilmente si può realizzare. Tu governi la macchina perché sei tu che pensi».

A questa riflessione, Caporaso non ci è arrivato per deduzione ma attraverso lo studio e la curiosità. Nel 1966, quando si laurea al Politecnico di Milano in Architettura, con indirizzo in Disegno Industriale e Arredamento, la sua tesi approfondisce e già utilizza le possibilità della prototipazione rapida. Ora, con queste nuove evoluzioni e possibilità, anche per i designer si apre un mondo del tutto nuovo. «Non solo fatto per dare la bella forma ad un oggetto – interviene nuovamente Caporaso – ma anche per approfondire il rapporto tra design e nuove tecnologie per intervenire sul processo e quindi sul prodotto finale. Perché se da un lato l’innovazione deve correre su hardware sempre più aggiornati e performanti, dall’altro il professionista deve lavorare in un laboratorio digitale proprio per trovare soluzioni nuove con materie prime mai utilizzate fino a quel momento».

DAL BISOGNO ALLA RISPOSTA
E’ il cambiamento di cui oggi si parla spesso legandolo a Industria 4.0. Un cambiamento, secondo l’architetto, direttore artistico e capo del design del brand “Lessmore”, che «si traduce in agile movimento tra mille possibilità estetiche, materiche, funzionali e dinamiche che non solo occupano lo spazio, ma interagiscono con esso».
In fondo, le creazioni natalizie dell’architetto sono nate così: si osserva la realtà per darle una piega diversa; si riflette su ciò di cui ha bisogno l’uomo per soddisfare le sue esigenze abbinando l’estro all’innovazione e alla cura per l’ambiente. E’ anche per questo che Caporaso ha trovato in Faberlab un partner «con il quale lavorare benissimo. I designer di oggi chiedono una grande flessibilità perché sanno che il mondo non è mai uguale a sé stesso. Gli strumenti che ti mette a disposizione un’officina digitale sono proprio quelli che ti permettono di essere più veloce, più curioso, più innovatore e più trasversale».

Allora è bello pensare che in un oggetto semplice come un addobbo ci sia così tanta etica. Da quella dei licheni finlandesi che vivono in un “tappo” di cartone, facendo entrare nella vita degli uomini la purezza della natura, al legno da foreste certificate che dona al Natale un vero significato di rinascita.

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