Cerca:
Home Marialaura, l’architetto sognatrice che ha scoperto il restauro in 3D

Marialaura, l’architetto sognatrice che ha scoperto il restauro in 3D

marialaura11Le aveva perse durante la Grande Guerra ma nel 2012, attraverso la stampa 3D, le braccia le ha ritrovate. La “Danzatrice” di Canova non è il solo bene culturale ad aver beneficiato delle nuove tecnologie. La Sagrada Familia avanza nei suoi lavori attraverso lo studio tridimensionale delle complesse geometrie interne e le regole proporzionali dei modelli in gesso di Gaudì, “L’Ultima Cena” di Leonardo è stata preservata realizzandone alcune copie, il “David” di Michelangelo – in Piazza della Signoria a Firenze – non è l’originale ma una ricostruzione, mentre la Loughborough University ha portato a termine un progetto di restauro di pezzi della Città Proibita a Pechino partendo da pezzi antichissimi.

Una restauratrice al Faberlab è Marialaura Magli. Ventisei anni, bresciana (e pendolare: ogni giorno raggiunge Tradate in treno) e il sogno di mettere mano su ciò che è nascosto, segreto o divorato dal tempo per donargli nuovamente splendore. Il bello, per lei, è trovarsi in un laboratorio digitale che anno dopo anno sviluppa nuove identità. E accoglie giovani stagisti che guardano in modo con occhi diversi il mondo. Come fa Faberlab.

Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, ad introdurla all’officina di Confartigianato Varese è stato il portale dell’Università: «C’era questa possibilità e ho capito che qui avrei avuto l’occasione di fare le cose in modo pratico», dice Marialaura. I chilometri, quando c’è passione, non si contano. Quello che cercava la giovane, dopo tanta accademia, era un luogo dove «l’approccio al lavoro non fosse esclusivamente teorico. Le mie aspettative, a un mese dall’inizio del mio stage, sono del tutto soddisfatte».

A Tradate ci rimarrà per altri cinque mesi. E non nasconde il fatto che le stampanti 3D la stanno affascinando per tutto quello che possono fare nel mondo del restauro. In fondo, è questa la sua specialità. Infatti Marialaura «vuole imparare il più possibile perché so che un giorno ritornerò sul tema del restauro per occuparmi di riqualifica del costruito. La stampa 3D mi aiuterà perché offre la possibilità di essere ben usata nella riqualificazione urbana».

La connessione del pensiero è immediata. E ritorna in mente quella tesi di Marialaura al Politecnico che già entrava nel vivo dei problemi italiani: “Potenzialità della città in decrescita: il porto di Marghera e la zona industriale».

Due sono i vantaggi della prototipazione rapida sui quali si sta concentrando la giovane: la facilità con la quale si possono realizzare i pezzi e la possibilità di realizzare le geometrie impossibili. C’è di più, certo: «Studiare la risposta dei materiali più diversi durante la lavorazione tridimensionale, gestire le proprietà di ogni stampante per usarla al meglio, studiare e fare propri i programmi per la modellazione 3D: al Faberlab sto imparando tanto, e se questi sono i risultati dopo solo un mese di lavoro e studio penso proprio che al termine dello stage avrò ottime conoscenze».

La prima cosa che ha imparato Marialaura in questo laboratorio digitale: «Come usare la stampante a resina che, per un motivo ormai affettivo e perché la sua definizione è bellissima, è diventata la mia preferita». Nel cassetto, invece, il sogno di aprire «uno studio tutto mio», anche perché l’idea che lei aveva della stampa 3D è stata pienamente confermata. E Faberlab, per Marialaura, è stata una sorpresa più che positiva: «Incontro tante persone, mi misuro con le loro richieste, cerco di fare mie le loro aspettative. Il lavoro è meno settoriale, l’esperienza si fa trasversale e so di potermi giocare la carta di poter realizzare qualche mia idea. Il che non è poco».

marialaura3

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

I dati sono trattati nel rispetto della vigente normativa in tema di privacy. Cliccando Invio confermo di aver preso visione dell'informativa e di averne compreso e accettato i contenuti.

TORNA SU