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Non prendeteci per il mulo: undici anni dopo siamo all’anno zero?

non-prendeteci-per-il-mulo_pagina“Non prendeteci per il mulo”, atto secondo. Undici anni dopo. «E il problema è questo: in questi undici anni è cambiato il mondo. E l’Italia?». Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, riprende il filo del durissimo atto di accusa firmato a livello nazionale da Confartigianato con una campagna di comunicazione diffusa sulle principali testate nazionali per lanciare un monito al Governo: «La legge di Bilancio tradisce artigiani e piccoli imprenditori che faticano ogni giorno per competere sui mercati, carichi di un Fisco esoso e di una burocrazia complicata. Ma non possono sopportare altri fardelli, per questo chiediamo che nella manovra all’esame del Parlamento siano varate misure attese da tempo per togliere peso dalle spalle degli imprenditori».

Davide Galli

Parole che rimandano direttamente alla grande mobilitazione lanciata nel 2006, sempre in occasione del varo di quella che allora si chiamava legge Finanziaria con lo slogan “Ci hanno preso per il mulo” e con un obiettivo: bocciare una manovra che «aumenta le tasse senza trovare una soluzione in materia di apprendistato, aumento dei contributi, obblighi fiscali, studi di settore, riduzione delle tariffe Inail e trasferimento del Tfr all’Inps». Una manovra che va «contro la cultura d’impresa, la crescita e lo sviluppo».

«Troppe assonanze, troppe richieste che siamo costretti a ripetere – incalza Galli – Dopo due tremende crisi economiche, una rivoluzione digitale dirompente, e cambiamenti geopolitici che hanno cambiato l’assetto dei mercati internazionali, le Pmi si ritrovano ancora una volta a sottolineare l’importanza di valorizzare la cultura di impresa che compone l’ossatura di questo Paese».

Le richieste di oggi? «Deducibilità dell’Imu strumentale, innalzamento della franchigia Irap, applicazione del regime dei redditi per cassa e definitiva abolizione del Sistri». Peso e burocrazia, ieri come oggi: «Se le piccole e medie imprese tenessero il passo della politica, oggi resterebbero solo le macerie del tessuto economico locale – denuncia il presidente di Confartigianato Varese – Le imprese, per competere, hanno cambiato passo, vocazione e cultura. Hanno fatto investimenti e hanno formato giovani talenti. Il tutto in un Paese statico, che costringere a ripetere con disarmante sconforto le stesse cose».

Per questo, a pochi mesi da due tornate elettorali decisive (regionali e politiche), «il criterio che ci guiderà nell’analisi dei programmi elettorali sarà senza appello: vogliamo progetti attuabili, misurabili nell’impatto diretto sui contribuenti e nella definizione delle risorse necessarie per realizzarle, sia in termini di tempo che di fondi pubblici».

«Alla base di qualsiasi dinamica aziendale dovrebbero esserci misurabilità e sostenibilità, chiediamo anche a chi si candida a guidarci – per non ritrovarci tra undici anni ancora presi per il mulo – uno sforzo di credibilità e di buona politica».

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