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A Klimahouse Varese è già di casa con la startup che trasforma i funghi in design

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Non sono fatti per finire su un piatto ma per fare bella, e funzionale, la casa. A Klimahouse di Bolzano, allo Startup Award 2018, tra i dieci finalisti (il 26 gennaio) ci saranno anche loro. I ragazzi – età media poco più di trent’anni – di Mogu srl. La start up varesina, con sede a Inarzo, che con il micelio (l’apparato radicale dei funghi) è pronta a rivoluzionare il mondo dell’interior design e dell’architettura.

Ci vorrà ancora qualche mese, giusto il tempo per standardizzare il processo di produzione delle mattonelle a base di funghi (tutti le chiamano così), per ottenere le prime certificazioni (in cima alla lista ci sta la marchiatura CE), per dare il via alla sperimentazione e lanciarle sul mercato. Poi, la start up che a Bolzano è stata selezionata perché capace di sposare il concept «costruire secondo natura, vivere secondo natura» sarà a disposizione di tutte quelle piccole imprese, a partire dal quelle della provincia di Varese, che vorranno affiancarla nei primi utilizzi delle mattonelle.

A cominciare da quelle che approfitteranno della trasferta organizzata da Confartigianato Varese per le imprese associate e in programma venerdì 26 gennaio dalle 6 alle 20 (a/r in autobus e ingresso a Klimahouse gratuiti).

Mogu srl, dunque. Una novità che entra di diritto nel nuovo modo di pensare una casa: sostenibile, ecocompatibile, a basso consumo energetico. Parlare con Stefano Babbini, trentanovenne co-fondatore di Mogu insieme al trentaseienne Maurizio Montalti, è un’esperienza che potrà fare chiunque decida di andare a Klimahouse.

Stefano, d’ora in poi si faranno i muri con i funghi?
Non è proprio così. Le nostre mattonelle non risolvono i problemi strutturali di un’abitazione (ecco perché non parliamo di bioedilizia) ma sono adatte, invece, per la bioarchitettura e il biodesign interno. Con questo nuovo materiale si realizzano pavimentazioni e pannelli di design per il confort acustico ma anche per il green packaging. Il punto fisso di Mogu, dal quale siamo partiti e al quale restiamo affezionati, è la sostenibilità. Un principio di cui si fa forte anche Klimahouse.

Come è nata l’idea di questo nuovo materiale?
Maurizio Montalti sette anni fa ha dato il via alla ricerca, e continua ad approfondire i suoi studi ad Amsterdam per usare il micelio come aggregante di quelle fibre lunghe ottenute dagli scarti tessili o agroindustriali: segatura, fondi di caffè, bucce di pomodoro o d’uva, paglia di grano…Il suo studio di design, in Olanda, è “Officina Corpuscoli”: lui apre la strada, noi la concretizziamo anche grazie alle collaborazioni con istituti pubblici e università olandesi di primo piano. Così abbiamo ottenuto un materiale compostabile al 100% utilizzando le biomasse di scarto. Oggi in Mogu è già presente un piccolo fondo di investimento e lavorano sei persone full time con alcuni collaboratori impegnati su temi specifici. Una squadra di microbiologi, micologi, ingegneri e designer.

Come agisce il micelio?
I residui agro-industriali vengono sterilizzati con il vapore, per eliminare potenziali microrganismi competitivi, e quindi rinchiusi in un sacco speciale che permette uno scambio controllato di gas con l’esterno. Al suo interno vengono poi introdotte le spore di ceppi fungini selezionati, che iniziano a crescere cibandosi degli zuccheri complessi contenuti nella biomassa. Il fungo che cresce all’interno e intorno al substrato vegetale funge da colla naturale, e fornisce solidità al biomateriale. Una volta che il micelio ha aggregato le fibre, dobbiamo però dare al prodotto una consistenza e una geometria ben definita utilizzando le resine naturali.

Quali le caratteristiche delle mattonelle?
Innanzitutto sono molto resistenti, resilienti ma morbide proprio grazie alla fibra interna e alla resina. Questo dà immediati vantaggi anche nella fase di calpestio della pavimentazione (attutisce i passi) e nella sua componente termica in fase di ottimizzazione. La componente sostenibile è molto elevata così come quella estetica e tattile. Diciamo che questo materiale ricorda un po’ la gomma, però con una differenza: mentre questa, nel momento della posa, viene srotolata la mattonella – dello spessore compreso tra 8 millimetri e 1 centimetro – viene applicata con facilità perché non necessita di un pavimento perfetto sul quale poggiare.

E poi ci sono i pannelli acustici: cosa li distingue dagli altri?
Sono oggetti bellissimi in materiale bianco ai quali diamo forme in grado di valorizzarli anche esteticamente. A differenza delle tradizionali piramidi di poliuretano utilizzate per l’isolamento acustico, questi nostri pannelli sono adattissimi all’interior design, perché quando il fungo cresce realizza delle nuvole candide e molto luminose che soddisfano anche lo sguardo. La naturalità del materiale si intuisce: sembra di toccare una schiuma molto morbida. Poi, come accade per il legno, ci preoccupiamo di trattare anche questi pannelli per renderli più resistenti e lavabili.

Parlare di fungo non è corretto?
In effetti si tratta sempre e solo del micelio. E’ grazie a questo se si crea un network di filamenti consistenti. Al fungo, quello che si ottiene dalla fruttificazione del micelio, non ci arriviamo mai perché i funghi sono umidi, degradano, sono poco consistenti. Insomma, non farebbero al caso nostro. L’uso del micelio, invece, garantisce un prodotto stabile e adatto anche a chi è allergico.

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Iscrizione trasferta a/r in bus e ingresso gratuito a Klimahouse Bolzano 26/01/2018


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