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L’artigiano della musica punta sugli States per far quadrare note e innovazione

wp_20171205_008Una batteria con grancassa quadrata è una gran bella novità. La prima cosa a cui pensi è il suono; la seconda è una domanda: perché? Luca Galmarini ha quarantacinque anni, suona da quando ne aveva diciassette e nella sua vita ha quattro hobby: brevettare, stare dietro i tamburi, andare in moto e dipingere. Poi ci ha pensato su: tutti gli strumenti usati per la diffusione della musica sono quadrati e non rotondi. Una ragione ci sarà. Per l’appunto, la qualità del suono. Così ha lasciato il suo vecchio lavoro e si è messo a lavorare su quella che oggi, dopo due anni, è una start up lanciata da alcuni giorni sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo: “TQ Drums”. Mercato di riferimento, gli Stati Uniti d’America: «Se sfondo negli States – ci dice – arrivo ovunque. Non si tratta di una scelta casuale: lì, la spesa pro capite per l’acquisto di strumenti musicali è quattro volte quella italiana».

Un ingegnere, un progettista, un amico musicista e un liutaio (Luigi Gornati) hanno passato le nottate a sperimentare: «Poteva sembrare un’idea bizzarra – prosegue il neo imprenditore – e invece dopo i primi test acustici ci siamo accorti che il prodotto era veramente innovativo: sustain elevata, controllo e facilità dell’accordatura». Timbrica brillante.

UN ASSALTO SONORO
Luca ci porta nella piccola sala prove all’interno della sede dell’azienda, a Gallarate: il primo impatto è quello di un assalto sonoro pieno e pulito tra precisione timbrica e controllo della dinamica. E’ come se il suono si potesse mangiare. E lui, questo orgoglio non lo nasconde: «La differenza, in questa batteria, la fa la costruzione a cuspide».

In sintesi, il rullante “Quadratura” (così lo ha battezzato Luca), è composto da quattro pannelli semicurvati con accoppiamento a novanta gradi: la forma esterna è rotonda; quella interna é invece quadrata. Ed è da qui che nasce il piccolo miracolo di uno strumento che usa solo legni a spessore variabile, da 5 a 8 millimetri, di pioppo, faggio e betulla. La grancassa, alla quale Luca ha dato il nome di “Qua – Drum”, è realizzata invece in betulla e faggio. Con la garanzia del Made in Italy: «Innanzitutto il legno è di provenienza europea ed è tutto certificato. La minuteria metallica è realizzata dalle piccole imprese della provincia di Varese, mentre le altre lavorazioni si svolgono nelle aziende artigiane bergamasche e venete».

GIA’ PRONTO AL MERCATO
La rete è fatta, ma non è sufficiente. In realtà la TQ Drums è più di una start up: il magazzino è già pienamente organizzato, la mini produzione di batterie (ad oggi trentasette) è collaudata e se dovessero arrivare ordini già domani – è quello che Luca si augura – non ci sarebbe alcuna difficoltà a montare e spedire. Il reparto di assemblaggio non è solo dotato di fusti, pelli, tiranti a vite e blocchetti in metallo (tutti con certificazione interna) ma anche di un programma gestionale che permette di tenere tutto sotto controllo e offre le massime garanzie al cliente.

QUALITA’ ARTIGIANALE, PREZZI ACCESSIBILI
Parlare di prezzi non è carino, ma un’indicazione Luca la dà: «Rullante e grancassa insieme possono arrivare a circa duemila euro». Chi se ne intende, sa che un prodotto handmade di alta qualità va ben oltre. Ma il desiderio di Luca è anche questo: vendere strumenti d’eccellenza artigiana ad un costo da serie industriale. Una sfida che lo startupper ha accettato e che potrà realizzarsi anche grazie al crowdfunding: «Ho posto una raccolta minima di 50mila euro. Una cifra importante che mi permetterà di incrementare l’aspetto di Ricerca & Sviluppo. Ad oggi i test sono stati più che convincenti, ma la vera prova è quella della camera anecoica». Il luogo più silenzioso del mondo, in grado di annullare completamente sia i rumori che arrivano dall’esterno e sia quelli che si producono al suo interno. Una sala che sarà decisiva per il lancio del prodotto TQ Drums ma che costa.

Nel frattempo, il crowdfunding ha preso il via e Luca sa bene che in una sola volta farà tre mosse: «Tutelo il prodotto, lo presento e incuriosisco il pubblico, e se va bene raccolgo un finanziamento che potrebbe fare la differenza in questa mia avventura. Anche perché il mio primo obiettivo, se tutto andrà per il verso giusto, sarà quello di assumere i professionisti che fino ad oggi hanno collaborato con me: se lo meritano, perché tra prove in studio e riprese audio è stata dura».

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