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Home Marco, sessant’anni e sei start-up: la vita a mille all’ora dell’imprenditore tuttofare

Marco, sessant’anni e sei start-up: la vita a mille all’ora dell’imprenditore tuttofare

26220256_2148667635148289_4468473330983625146_nMarco Vitale ha sessant’anni e circa sei start up alle spalle. E da ogni esperienza professionale ha imparato qualcosa di importante: trasformare un’idea in progetto, trovare le risorse necessarie (umane e finanziarie), entrare in contatto con potenziali clienti, progettare e provare. Confrontarsi con le banche, conoscere nuovi mercati. Secondo la scuola americana. Perché è negli Stati Uniti che questo imprenditore si è formato. Un Paese dove aprire e chiudere un’azienda (e non solo perché di mezzo c’è un fallimento) è un’occasione di crescita. Così ha fatto Vitale passando, da quando ancora frequentava la quinta Liceo ad oggi, dalle vele per le barche a vela all’allevamento e addestramento di pastori tedeschi, dalle aziende di informatica e creazione software ai monocicli.

CON 500 MILA LIRE IN TASCA E UN OBIETTIVO: FARE BENE
Dall’età di ventuno anni, con 500mila lire in tasca – siamo nel 1976 – Marco ha una certezza e una grande motivazione: «Mi è sempre mancata la voglia di fare un lavoro da dipendente e ho sempre cercato di fare le cose che mi piace fare. Ma fatte bene». Ripetendosi di continuo che «se sei il migliore in quello che fai, per te nel mondo ci sarà sempre posto. Anche se allevi pulci. Puntare all’eccellenza è un must e, soprattutto, non devi mai essere contento di quello che fai. Fa sempre bene ripartire, perché aprire un’attività non è sinonimo di successo immediato e, tantomeno, automatico». I viaggi in autobus, da casa al liceo, lo fanno riflettere. Così parte per la Germania, diventa apprendista, dopo nove mesi fa ritorno in Italia e apre la prima veleria italiana affiliata ad uno fra i più grossi gruppi mondiali. A tal punto che nel 1974, queste vele – grazie anche alla collaborazione con North Sails, che produce tessuto per vele e motori per le barche –  vanno sul “Moro di Venezia” e su “Luna Rossa”, giganti delle regate.

RIMETTERSI SEMPRE IN GIOCO
L’impresa chiude poco dopo per incomprensioni tra i soci. Marco non demorde: corre come professionista nel mondo della vela, ma non è soddisfatto. Si rimette in gioco e addestra pastori tedeschi alle porte di Milano. Per lui e la moglie c’è pochissimo tempo, «però è stato bello – continua – e abbiamo vinto anche qualche campionato italiano». Poi il primo figlio, che porta vento di cambiamento anche nei programmi imprenditoriali. E’ la volta dei computer: «Mi ci metto seriamente e da autodidatta imparo a programmare. Fondo un’altra società, e a trent’anni sono a capo, con alcuni soci, della prima azienda italiana di informatica e creazione software. Arriviamo ad avere 35 dipendenti e 4 miliardi di fidi. Un’altra lezione: mai affidarsi troppo alle banche». Il mercato non fa sconti a nessuno: prodotti di altissima qualità, quelli di Vitale & Co., ma troppo pochi per soddisfare la domanda. L’innovazione è alle stelle, ma mancano energia e risorse: nel 1996 l’azienda chiude.

La grande qualità di ogni imprenditore si ripresenta: «Riparto da zero – incalza Marco – e decido di aprire un’attività piccola ma superspecializzata interamente dedicata all’informatica con certificazioni Microsoft. Non mi dirigo più verso le imprese del manifatturiero (che, prima dei Pc, comprano i torni) ma su istituti di credito e assicurazioni, che considerano il Pc come il loro tornio». Ma non dura, perché Vitale pensa all’impresa come ad una maturazione personale. E, di conseguenza, ad una crescita che è fatta di tanti cambiamenti importanti.

SU  UNA RUOTA CON PASSIONE E DOPO IL GRAVE INCIDENTE
Arriviamo ad oggi: Vitale cambia ancora direzione e decide, dopo un gravissimo incidente in moto avvenuto nel 2001 (la riabilitazione prevede anche qualche ora in bicicletta: Vitale ottiene il patentino semiprofessionale di maestro di mountain bike) di riconsiderare la sua vocazione imprenditoriale. Nel 2007 nasce un’altra start up. Il suo nome é Vitalber s.a.s., azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di monocicli e componenti destinati al mondo della competizione con prodotti innovativi e top di gamma. Nel 2010 due “costole” la completano: Unaruota.com e il marchio Mad4One che, dice Marco, «rappresenta il risultato tangibile di questa continua attività di ricerca e perfezionamento. Monocicli e componenti di alto livello, accompagnati dalla capacità e volontà di fare della flessibilità e personalizzazione un vero punto di forza. La collaborazione sviluppata negli anni in Italia sia con laboratori meccanici specializzati che con costruttori di ruote, conosciuti a livello mondiale nel settore moto, bike ed Enduro, ci hanno permesso di acquisire un elevato know-how nella progettazione e realizzazione di soluzioni uniche, sia nelle caratteristiche tecniche che nel design». Da allora, i campionati del mondo per monociclo vedono in Marco Vitale un punto di riferimento. Che in queste competizioni fa man bassa di medaglie d’oro.

IL CLIENTE TI SCEGLIE SE TI IMPEGNI
Ricordandosi sempre di quando, startupper giovincello, le esperienze si facevano sulla pelle: «Un cliente ti sceglie se vede in te un impegno al 200%. Credi in quello che fai, non mollare mai il colpo, usa l’intelligenza e cerca le risorse necessarie. Anche con il venture capitalism. E’ questo che dico ai giovani di oggi», prosegue Vitale. Che non dimentica di dare gli ultimi consigli: usare molto la rete, parlare le lingue (l’inglese tanto per cominciare ma poi il francese, lo spagnolo, il tedesco), avere il prodotto giusto. E soprattutto «saper fare i conti: per riuscire a reggere l’impatto, il proprio margine lordo deve variare tra il 50 e il 60% per avere un netto del 20%. E poi c’è il marketing: che serve sempre e a tutti».

Di autoimprenditorialità parleremo, con testimonianze dirette di neo imprenditori e gli esperti di Confartigianato Imprese Varese, in occasione dell’incontro “Mettersi in Proprio? Con noi l’impresa è possibile” in programma dalle 18.30 del 19 gennaio nella sala consiliare di Sesto Calende nell’ambito del progetto “Giovani di Valore”.

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