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La stampa 3D sulla bocca degli odontotecnici

20180206_181410Chiamatela disruptive, additive manufacturing, prototipazione rapida. Il risultato non cambia: la tecnologia di ultima generazione è entrata, o sta entrando, anche nei laboratori odontotecnici. Con stampanti 3D user – friendly, ad alta affidabilità e ridotti costi di gestione.

Del rapporto tra odontotecnici e fabbricazione digitale si è parlato pochi giorni fa al Faberlab di Tradate, con Franca Cristofoli della Dws di Thiene (azienda vicentina che ha rivoluzionato il mondo della tridimensionalità anche nel settore dentale) e Matteo Bonacina, titolare della Ars & Technology Srl. Ad aprire l’incontro, affollatissimo, il responsabile del laboratorio digitale di Confartigianato Imprese Varese, Davide Baldi, e a seguire un brevissimo intervento di Antonio Ziliotti, vicepresidente della European Federation of Dental Lab Owners and Dental Technicians.

Affrontare il discorso da angolazioni diverse è importante: di mezzo ci sta il rapporto tra odontoiatra e odontotecnico (le tecnologie digitali aiutano i due professionisti ad avvicinarsi su un piano comune) ma, soprattutto, c’è un approccio differente al lavoro. Meno materiale, più tempo a disposizione, un aumento della produzione, margini in rialzo per l’odontotecnico. Se da un lato, quindi, si incide sulla sinergia tra le due figure che devono tutelare l’utente finale, dall’altro si interviene direttamente sulla qualità del prodotto ma anche sulla sua sicurezza. Con le resine biocompatibili – alcune stampanti Dws funzionano con queste – si passa dalla prototipazione alla produzione rapida, con l’immediato utilizzo del particolare. Che sia una guida chirurgica o un allineatore, oggi si chiede elasticità e flessibilità ovunque. E un livello di realizzazione in grado di assicurare il più alto e definito grado di dettaglio. Puntando alla perfezione.

Dice Franca Cristofoli: «Il settore odontotecnico è molto attento a tutto quello che sta accadendo in fatto di nuove tecnologie, quindi posso tranquillamente dire che una stampante 3D ormai è presente in ogni laboratorio. D’altronde il mondo stava andando in quella direzione già due anni fa». Insomma, ormai nessun odontotecnico può pensare di farne a meno. A maggior ragione se posto di fronte alla comodità di una stampante desktop che permette di affrontare, anche con una macchina entry level, richieste impegnative sul fronte della progettazione e della realizzazione. Senza alcun vincolo e senza limiti di forme e quantità. Perché la produzione è sempre più on demand e il laser, probabilmente, prenderà il posto del gesso. E a fare la differenza saranno queste stampanti sempre più pensate e costruite per soddisfare, insieme, le esigenze dei professionisti e i bisogni – sempre più particolari – dei clienti. Con una certezza: il futuro non si scrive, ma si stampa.

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