Cerca:
Home Benedetta, il diploma e la passione che sfida le convenzioni: diventare idraulico

Benedetta, il diploma e la passione che sfida le convenzioni: diventare idraulico

senza-titolo-3I suoi “colleghi”, o futuri tali, su una cosa concordano sempre: è la passione una delle componenti fondamentali del successo d’una impresa. E lei, Benedetta Pozzi – sumiraghese classe 1996 – di passione ne ha da vendere. Ha tutta quella che serve per scegliere di mettersi in gioco in un settore tutt’altro che semplice e, sino ad oggi, tutt’altro che “rosa”: quello della termoidraulica.

Perché Benedetta, che in tasca ha un diploma in relazioni internazionali per il marketing conseguito all’Isiss Daverio-Casula di Varese nel 2015, ha da sempre il sogno di diventare idraulico, di quelli tosti, capaci di riparare le perdite stradali, di operare in cantiere con dieci gradi sotto zero o quaranta sopra, di sistemare impianti domestici e industriali e, soprattutto, di diventare brava quanto il babbo, che di mestiere è idraulico e che, assieme allo zio, è titolare di un’azienda alla quale in futuro Benedetta vorrebbe garantire continuità e crescita.

UNA SCELTA CHE RISPETTIAMO
Per l’appunto, cosa ne pensano papà e zio di questa scelta? «Il lavoro è faticoso, i sacrifici non si contano, i cambiamenti sono dietro l’angolo, il cliente ha perso fiducia e non sempre riesci a comunicargli quelli che gli stai dando. Per Benedetta avremmo preferito altro, ma è una sua scelta e la rispettiamo».

Infatti: «All’attività vorrei dare continuità, ma non oggi perché ora voglio farmi le ossa» dice la giovane, curriculum alla mano, mentre ad Eleonora Paganini e Simone Manfrin (servizio Amministrazione del Personale di Confartigianato Imprese Varese) racconta l’origine di una passione per l’appunto “nata in casa”, «con papà che mi ha trasmesso il mestiere». Poi lei ci ha messo del suo, convinta che non esistano mestieri “per qualcuno”, ma esistano mestieri dei quali puoi appassionarti anche a costo di andare controcorrente.

«Mamma avrebbe preferito un lavoro differente per me, e per questo ho scelto l’Isiss, dove mi sono diplomata». Compagni e compagne di classe sognavano l’università, un ufficio o un’agenzia di marketing. Lei continuava a immaginarsi a montare rubinetti, saldare manicotti, consigliare clienti e sistemare tubature. Tanto che, fuori da un’aula, è entrata in un’agenzia formativa dove ha conseguito un attestato di competenza per il corso di idraulico dopo 400 ore di formazione teorico-pratica. «Strano? Per me no, ma per l’agenzia formativa sì: sono stata la prima ragazza a seguire quel corso». Primi non si nasce, si diventa con la tenacia. Ora Benedetta sogna che un’azienda le dia la possibilità di dimostrare ciò che sa, e di imparare quello che non sa.

CHI SEGUE LE STRADE E CHI LE COSTRUISCE
«Pregiudizi sì, ce ne sono, e forse non è un caso che questa (di Confartigianato Varese, ndr) sia la prima risposta che ricevo ai curricula inviati, ma non mi interessa». C’è chi segue le strade, e chi le costruisce. «Io vorrei costruirla. Ci sono clienti che mi incoraggiano ad andare avanti, altri che quando parlo non mi calcolano nemmeno: ma succede anche in altri mestieri, o no?». Perché quando si è giovani, e pure pioniere, tutto è semplice fuorché farsi sentire. Ma Benedetta ha un sogno, e una propensione: «Il lavoro manuale, quello che ti soddisfa, che ti fa rientrare a casa stanca ma orgogliosa di quello che fai». Quello che ti fa portare verghe da 12 metri sulle spalle e saldare manicotti senza batter ciglio. Ma anche quello di papà Fabio e zio Luigi, che ancora oggi – dopo trenta e passa anni di lavoro – continuano a sognare per costruirsi un futuro sempre diverso, dove il valore dell’esperienza è anche valore umano.

benedetta_pozzi1

Lo stesso che si porta dentro Benedetta, che i passi di famiglia li vuole seguire fino in fondo e idraulico lo è già. E aspetta l’opportunità per dimostrarlo. Magari per diventare, un domani, imprenditore. Termoidraulico, s’intende.

TORNA SU