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Business model canvas: in una videoguida i segreti dei nove pilastri per fare impresa

Per i primi passi ma anche per consolidare, o cambiare, quelli già fatti. Il Business Model Canvas (BMC) è uno strumento di pianificazione aziendale. E solitamente lo si descrive così: «Un modello che consente di rappresentare visivamente il modo in cui un’azienda crea, distribuisce e cattura valore per i propri clienti». E’ un documento agile e si compone di nove caselle che, una volta compilate nella giusta successione, danno un senso e una direzione alla propria attività: segmenti di clientela, valore offerto, flussi di ricavi, canali, relazioni con i clienti, attività chiave, risorse chiave, partner chiave, struttura dei costi.

Ce ne parla Micaela Cattaneo, esperta di start up in Confartigianato Imprese Varese, partendo dai vantaggi: «Il Business Model Canvas è alla base di qualunque progetto imprenditoriale: non si può pensare di dare il via a un’azienda senza avere sott’occhio una pianificazione funzionale. Lo strumento è dinamico, flessibile e semplice. Molto più di quanto lo possa essere il Business Plan che, però, può essere una valida integrazione del BMC». Potremmo dire, comodo. Anche perché questo modello pone al centro dell’attenzione del neo imprenditore, il cliente.

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Continua Micaela Cattaneo: «Si parte proprio da qui, perché è fondamentale chiedersi chi sono i propri clienti e quindi quale è il target al quale voglio vendere il mio prodotto». Con una domanda che è fatta apposta per cambiare prospettive: cosa mi differenzia dai miei concorrenti? Trovare una risposta valida non aiuta solo chi è alle prime armi, ma anche l’imprenditore che ha già un’azienda consolidata eppure capisce che deve correggere il tiro. Seguono altri quesiti: perché un cliente dovrebbe venire da me e non andare dai miei competitor? Come posso farmi conoscere?

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Il Business Model Canvas solleva dubbi e offre soluzioni. Le nove caselle funzionano se sono state riempite senza tralasciare alcun particolare. Prendiamo, ad esempio, un’attività di estetista:

  • Casella 1, segmenti di clientela: interessati alla professionalità
  • Casella 2, valore offerto: utilizzo di prodotti naturali
  • Casella 3, flussi di ricavi: cash, promozioni a pacchetto
  • Casella 4, canali: pagina Facebook, volantinaggio, biglietto da visita
  • Casella 5, relazioni con i clienti: diretta e personalizzata
  • Casella 6, attività chiave: attività estetica manuale, con attrezzature e massaggi
  • Casella 7, risorse chiave: lavoro manuale e attrezzature
  • Casella 8, partner chiave: erboristeria
  • Casella 9, struttura dei costi: affitto, utenze, volantini, prodotti, attrezzatura, inizio attività

Una volta compilato il Business Model Canvas, ci si potrebbe accorgere di aver fatto alcune ipotesi sbagliate sulla propria attività, ma non bisogna farsi prendere dal panico. Questo strumento è stato pensato per rendere competitiva la propria azienda e può dare vita a nuovi business anche innovativi. «L’importante – conclude la professionista di Confartigianato Imprese Varese – è definire bene gli obiettivi ed entrare nel merito delle proprie scelte. Ecco perché il Business Model Canvas deve essere sempre sotto gli occhi dell’imprenditore. E più l’azienda cresce (in dipendenti, fatturato, produttività), più questo modello è utile».

Di Business Model Canvas si parlerà anche martedì 27 febbraio dalle 18.30 alle 20.30 in sala consiliare del Comune di Malnate in occasione del seminario “Mettersi in Proprio”, con noi l’impresa è possibile, organizzato da Confartigianato Imprese Varese nell’ambito del progetto “Giovani di Valore”.

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