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Cari candidati, parliamoci chiaro: nei prossimi anni ci giochiamo tutti il futuro

arton50892Sei punti chiari, attuabili e, soprattutto, misurabili. Sei punti sui quali, prima e dopo il voto regionale del 4 marzo prossimo, «valuteremo le proposte e le azioni dei candidati e degli eletti a Palazzo Lombardia e in consiglio regionale, senza sconti né mistificazioni, informando puntualmente imprese e cittadini».

GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
«Anche perché – prosegue il presidente Davide Galli – parliamoci chiaro: i prossimi anni saranno un banco di prova per tutti, nessuno escluso: mondo economico, tessuto sociale e territoriale, amministrazioni pubbliche. Possiamo giocare in difesa, e aspettare che altri indichino le regole del gioco, o puntare a governare i cambiamenti, possibilmente interpretandoli per tempo, ed evitando posticce e poco onorevoli rincorse».

Così il numero uno di viale Milano presenta il contributo messo a punto da Confartigianato Imprese Varese in vista della tornata elettorale lombarda: «Si tratta di un documento che sintetizza i temi sui quali riteniamo indispensabile avviare azioni concrete sin dall’insediamento del nuovo governo regionale» prosegue Galli.

Per questa ragione nei prossimi giorni il documento – comprensivo anche di proposte indirizzate ai candidati alle elezioni politiche – verrà diffuso alle imprese associate e agli stakeholder del territorio e pubblicato sul sito dove sarà consultabile da tutti i candidati, «dai quali saremo ben lieti di raccogliere, e rendere pubblici, prese di posizioni e impegni».

PER INVIARE PROPOSTE E SUGGERIMENTI SCRIVERE A: relazioni.esterne@asarva.org

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TRASPARENZA NELLE AZIONI E MISURABILITA’
Il tutto in un’ottica di «massima trasparenza presente e futura, e di misurabilità».

Tanto più che molte delle problematiche sono ben note, ed è quindi auspicabile una loro rapida soluzione. È il caso dell’area del Luinese, comparto a rischio desertificazione produttiva, che dal giugno 2017 è stato portato all’attenzione di tutti i livelli amministrativi e politici: «Esiste un Progetto di Legge sul quale siamo pronti a riaprire una discussione per arrivare in tempi rapidi a un’ampia condivisione, fondamentale per la stesura di una proposta di legge nazionale della quale speriamo che Regione Lombardia si faccia promotrice» spiega il presidente di Confartigianato.

Altro punto sul quale agire con la massima tempestività: le relazioni tra territori di confine e Canton Ticino. «La recente confusione innescata, tra gli imprenditori italiani del settore casa operanti in Canton Ticino, dall’incerto futuro della Legge Imprese Artigianali (Lia) ha riportato d’attualità la necessità di incrementare ulteriormente le relazioni transfrontaliere – mette in chiaro Galli – Nello specifico della Lia, così come di altre norme in vigore oltreconfine, riteniamo che strumenti fondati sull’equità e le tutela delle imprese siano da ritenersi validi purché in un’ottica di dialogo franco, mediato da Regione Lombardia, e partecipato dalle associazioni di rappresentanza, anche in fase consultiva».

FILIERE, ACCESSIBILITA’, FORMAZIONE, APPALTI PUBBLICI
Fondamentali, infine, saranno «tutti gli interventi finalizzati a garantire alle Pmi la possibilità di competere su mercati sempre più sfidanti, di accedere a una formazione qualificata e di trovare nei territori condizioni favorevoli all’insediamento o reinsediamento, indirizzando le scelte anche sulla base di una vera e propria mappa dell’attrattività comunale».

«Connessioni digitali e infrastrutturali, filiere strutturale e opportunità d’accesso alle innovazioni delle quali si farà portatore Human Technopole sono per noi imprescindibili, così come la rimodulazione dei criteri d’accesso agli appalti pubblici, per i quali riteniamo da superare il solo criterio del massimo ribasso, a beneficio di parametri che tengano conto della qualità, della contiguità territoriale, della solidità aziendale e delle garanzie tecniche e professionali».

Capitolo formazione: alle Pmi che sceglieranno di investire su una riqualificazione interna – finalizzata anche all’inserimento nel mondo del lavoro delle nuove generazioni – e sulle competenze legate a Industria 4.0, «sarà opportuno garantire riconoscimenti e certificazioni che imprimano loro valore aggiunto sul mercato e nel confronto con i competitor».

«Dal canto nostro non possiamo che assicurare massima collaborazione a chi, indipendentemente dallo schieramento, sceglierà di manifestare concretamente impegno e proattività a beneficio del tessuto economico locale».

Di seguito le proposte che verranno diffuse nei prossimi giorni attraverso il nuovo foglio informativo di Confartigianato Imprese Varese “Imprese e Territorio Mese”

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ELEZIONI REGIONALI

AREE DI CONFINE: COMPETERE CON EQUITA’
Nell’area del Luinese la densità di imprese, e di riflesso il numero degli occupati, ha subito negli ultimi anni un calo più significativo rispetto al resto della provincia, rompendo i già delicati equilibri di filiera.

LE CAUSE
1) Attrattività salariale esercitata dalle aziende elvetiche sulle professionalità locali più qualificate
2) Carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso dai territori limitrofi; lontananza dagli snodi stradali e ferroviari ad alta velocità; collegamenti complessi con le conurbazioni ad elevata concentrazione imprenditoriale; gap competitivi e costi di trasporto elevati rispetto ai competitor locati in zone meglio servite.
3) Mancanza di figure qualificate da inserire nelle aziende e offerta formativa locale meno completa rispetto a quella delle altre zone della provincia.

Nell’area del Luinese, di contro, è fortissima l’incidenza del frontalierato, così come – oltreconfine – sono sempre di più le imprese italiane attratte dalla fiscalità agevolata (onere fiscale per le imprese pari, in media, al 20% dell’utile e Iva tra le più basse d’Europa).

LE PROPOSTE
Confartigianato Varese ha predisposto un progetto di legge con l’obiettivo di porre in evidenza le problematiche dell’area in oggetto e raccogliere riflessioni e suggerimenti del tessuto economico locale e imprenditoriale per addivenire a soluzioni in grado di trattenere i lavoratori in Italia. Sul documento – che prevede l’aumento del netto in busta a favore delle professionalità che sceglieranno le aziende di confine italiane – l’associazione ha accolto apporti sui quali si ritiene possibile, con il contributo di Regione Lombardia, costruire un documento condiviso da sottoporre al Governo nazionale.
Il tutto senza penalizzare quanti opteranno per un lavoro oltreconfine, ma a garanzia di una più ampia, ed equa, libertà di scelta dei lavoratori.
LAVORARE IN TICINO: DIALOGO E CHIAREZZA
La recente confusione innescata, tra gli imprenditori italiani del settore casa operanti in Canton Ticino, dall’incerto futuro della Legge Imprese Artigianali (Lia) ha riportato d’attualità le relazioni tra territori di confine. Nello specifico della Lia, così come di altre norme in vigore oltreconfine, riteniamo che strumenti fondati sull’equità e le tutela delle imprese siano da ritenersi validi purché in un’ottica di dialogo franco, mediato da Regione Lombardia, e partecipato dalle associazioni di rappresentanza, anche in fase consultiva.

LA PROPOSTA
Le iniziative già messe in atto da Regione Lombardia a garanzia dei rapporti transfrontalieri, andranno rafforzate a tutela del frontalierato e delle imprese
che, pur operando oltreconfine, mantengano le proprie attività in Italia e garantiscano tassi di occupazione rilevante per i rispettivi territori.

PMI E NUOVE IMPRESE: OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO
La provincia di Varese è irrorata di cultura imprenditoriale ma gli anni della crisi hanno colpito in egual misura Pmi e industrie, spesso legate da una medesima filiera produttiva. Per queste ultime, tuttavia, in alcuni casi la dislocazione ha rappresentato una via d’uscita dalle difficoltà.
Non altrettanto si può dire per le Pmi, saldamente legate ai territori d’appartenenza, e sempre più orientate a una dimensione di elevata qualità produttiva, customizzazione, interazione con i mercati esteri e digitalizzazione dei prodotti e dei processi.

LA PROPOSTA
Per rafforzare la competitività delle Pmi, e dei rispettivi territori, si ritiene necessario garantire: connessioni agevoli (digitali e infrastrutturali, anche nell’ultimo miglio); distretti di riferimento attraverso i quali aumentare la produttività e contenere i costi; reali opportunità di accesso alle innovazioni e alla ricerca legate a Human Technopole.

APPALTI E CONCORRENZA LEALE
Spesso le ridotte disponibilità economiche dei comuni si riverberano sulle imprese locali che, in caso di applicazione di criteri di partecipazione orientati perlopiù al massimo ribasso, finiscono col rimanere ingiustamente escluse da appalti per lavori pubblici in loco. Il tema della concorrenza si pone con forza anche per quanto riguarda il Made in Italy a forte trazione artigiana che, accanto al tradizionale falso, è ora costretto dalla Rete a fare i conti con le cosiddette “seconde linee”, prodotte all’estero, non originali, meno costose e sicuramente penalizzanti per l’imprenditore artigiano.

LA PROPOSTA
Così come già richiesto nell’aprile 2017 alle amministrazioni comunali, è necessaria un’ampia sensibilizzazione affinché i requisiti – anche selettivi – si fondino non solo sul prezzo ma sul rapporto qualità-prezzo, sulle garanzie tecniche, sulla professionalità e sulla contiguità territoriale e operativa, nella logica degli appalti a chilometro zero.
Si ritiene inoltre fondamentale una rinnovata sensibilizzazione in merito alla tutela dell’intera filiera del Made in Italy.

FORMAZIONE E GIOVANI: QUALITA’ PER TUTTI
Le imprese stanno maturando forte consapevolezza in merito all’irrinunciabilità di introdurre nuove professionalità al proprio interno, per la gestione degli ormai sempre più urgenti e non facili passaggi generazionali e per affrontare le impegnative novità legate ai processi di digitalizzazione connessi a Industria 4.0.

Tale avvicinamento tra giovani e imprese non può tuttavia prescindere da qualificati processi di alternanza scuola-lavoro o apprendistato.

LE PROPOSTE
Al fine di innalzare il valore dei periodi d’alternanza e apprendistato, si ritiene indispensabile sostenere e certificare, attraverso un diretto coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza, le imprese impegnate in processi di qualificazione interni (da svolgersi presso riconosciute strutture formative) propedeutici ad accompagnare la crescita professionale degli studenti.
Al contempo utile sarebbe garantire supporto agli imprenditori che introdurranno come requisito qualificante per la propria impresa (requisito che sarebbe altrettanto opportuno certificare) l’aggiornamento in ambito Industria 4.0.

LA MAPPA DELL’ATTRATTIVITÀ COMUNALE
Per favorire l’attivazione di nuove aziende e sostenere quelle già in attività, è dirimente un osservatorio della competitività territoriale e comunale: utile, da un lato, agli imprenditori, che da tale monitoraggio potranno trarre indicazioni utili per formulare efficaci scelte imprenditoriali e di locazione e, dall’altro, per gli stessi Comuni, che verrebbero stimolati a introdurre tutte le misure necessarie a diventare collettori di imprese, occupazione e benessere.

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