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Etichettatura tessili e calzature: sanzioni in vigore dal 4 gennaio 2018

etichetta tessutoE’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre il D.lgs n. 190 del 15 novembre 2017 che disciplina le sanzioni per la violazione delle disposizioni relative alla

– etichettatura dei materiali usati nei principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore (Direttiva 94/11/CE),

– denominazione delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili (Regolamento UE n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2011).

Il Decreto, che tiene conto di alcune puntuali proposte elaborate da Confartigianato, è entrato in vigore il 4 gennaio 2018.

La Direttiva 94/11/CE e il Regolamento UE n. 1007/2011 si sono posti come obiettivo il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature e nei prodotti tessili. Il D.lgs n. 190/2017 rappresenta quindi un passaggio essenziale nel completamento della disciplina, poiché introduce gli aspetti sanzionatori riferiti alle violazioni della normativa, rivelandosi uno strumento fondamentale sia per rafforzare la tutela del consumatore, sempre più esposto ai rischi del mercato globalizzato e low-cost e senza un’effettiva tutela in ordine alle caratteristiche tecniche del prodotto, sia per tutelare gli imprenditori nell’ottica della valorizzazione delle produzioni “Made in Italy” ancorate alla valorizzazione e alla trasparenza delle caratteristiche produttive e dei materiali impiegati.

Il nuovo apparato sanzionatorio nel settore tessile e calzature costituisce dunque un effetto di deterrenza per le violazioni delle norme dettate dall’Unione ed ha come obiettivo di dare certezza della sanzione sia a tutti gli operatori che ai controllori, garantire al consumatore una informazione corretta sulla qualità del prodotto che si intende acquistare, agevolando la libera circolazione delle merci e la valorizzazione dei prodotti che recano una corretta informativa.

La corretta informazione sulle caratteristiche di ogni prodotto tessile e calzature immessi sul mercato, con particolare riferimento alla loro composizione, diviene infatti strettamente funzionale alla scelta consapevole dell’acquirente rispetto al suo utilizzo, aspetto che assume rilevanza laddove i consumatori presentino allergie ad alcune fibre o componenti di origine animale.

Il provvedimento, inoltre, conferma in capo alla divisione VII della DGPICPMI (Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico), le funzioni di Autorità di vigilanza del mercato avvalendosi delle Camere di commercio industria artigianato e agricoltura, ed eventualmente della collaborazione dei propri uffici territoriali nonché della Guardia di Finanza.

In tale ottica il DGPICPMI, oltre a supportare Unioncamere e le Camere di commercio nell’attività informativa destinata alle imprese, resta a disposizione per l’esame di eventuali quesiti interpretativi che vi dovessero essere presentati.

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