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Mettersi in proprio: se hai un’idea, vieni con noi

500x262_fb_mettersi-in-proprio_bisuschioQuattro appuntamenti con una partecipazione di 200 partecipanti (ma all’appello mancano gli iscritti per l’incontro di Bisuschio di giovedì 15 marzo, già 50) senza preclusioni di età: giovani (anche scolaresche) di venti, trenta e quarant’anni hanno condiviso le loro paure, i loro entusiasmi e le loro aspettative con over 50 ma anche imprenditori senior, o ex imprenditori, con il desiderio di mettersi in proprio o ricominciare da capo. E, in alcuni casi, offrire un’occasione ai propri figli che, ancora studenti o in cerca di un lavoro, hanno trovato nel ciclo di Confartigianato Imprese Varese una guida per il loro futuro. Un’opportunità che ogni anno, in provincia di Varese, si traduce in realtà per le 250 nuove imprese che aprono seguendo i consigli dell’Associazione di Viale Milano.

DOMANDE E RISPOSTE
Si parte sempre dalle domande. Meglio, dalle risposte. Perché per soddisfare la propria voglia di imprenditorialità non basta aprire un’impresa. Se ne parla giovedì 15 marzo, dalle ore 18.30, nella sala consiliare del Comune di Bisuschio per l’ultimo evento (gratuito e aperto a tutti) del ciclo “Mettersi in Proprio” promosso da Confartigianato Imprese Varese, con Versione Beta e Fondazione San Giuseppe, nell’ambito del progetto Giovani di Valore con il sostegno di Fondazione Cariplo.Dopo Tradate (21 novembre 2017), Sesto Calende (19 gennaio), Gazzada Schianno (9 febbraio) e Malnate (27 febbraio) giovedì 15 marzo sarà la piazza della Valceresio a raccogliere l’entusiasmo di chi si dimostrerà attento e curioso verso il percorso che porta all’autoimprenditorialità.

PROFESSIONISTI PER L’IMPRESA
E’ quello che accadrà anche giovedì con gli interventi di alcuni startupper, imprenditori under 35, poco più su con l’età o alla soglia del passaggio generazionale (il ciclo ne ha ospitati in totale tredici) che, come già accaduto nei mesi precedenti, aiuteranno la platea ad entrare nel vivo delle tante situazioni che deve affrontare chi fa impresa tutti i giorni. Integrando le loro esperienze con quelle dei professionisti dell’Associazione di Viale Milano, esperti in avvio di impresa, consulenza finanziaria e Business Model Canvas (lo strumento principe per chi intende mettere su carta il proprio progetto imprenditoriale) che in modo semplice e diretto metteranno l’accento su tutto quello che serve per partire con il piede giusto.

PERCHE’ FACCIO QUELLO CHE FACCIO?
E’ questo che fa la differenza tra un imprenditore che può stare sul mercato e un altro, invece, che alle leggi del mercato non ci sa stare. Anche giovedì 15 marzo, al Comune di Bisuschio, la parola d’ordine sarà “mettersi in proprio”. Come, quando e con quali mezzi lo si capirà insieme. Mettendo in fila tre punti principali dai quali partire: la motivazione (quale è la leva che mi spinge ad essere imprenditore?), il modello di business (è qui che interviene il Business Model Canvas per definire la propria strategia tra clienti e fornitori, strumenti di comunicazione, costi e ricavi, risorse) e la sostenibilità economica. Perché si può avere anche l’idea più brillante al mondo, ma senza un capitale (proprio o di terzi) non si può fare niente.
Ma c’è una domanda che ha sollevato, in questo ciclo, le maggiori riflessioni: perché un cliente dovrebbe venire da me e non andare, invece, da un mio concorrente?
Un suggerimento a chi si è già iscritto per la serata a Bisuschio: iniziate a pensare alla risposta, perché è questo il valore che sta in un progetto vincente. Anche se non è facile.

RISCHIO D’IMPRESA E PAURA DI SBAGLIARE
Secondo un sondaggio di Confartigianato Imprese Varese sulle aziende della provincia, i fattori che maggiormente bloccano la nascita di una nuova azienda sono il rischio d’impresa (40%), la preoccupazione di sbagliare (40%), i sacrifici (10%) e la mancanza di un carattere adatto (10%). In provincia di Varese, infatti, il 3,1% delle nuove attività fallisce dopo un anno e il 24,7% non arriva al quarto anno di vita. Ma il fallimento non è l’unico ostacolo. C’è anche l’eventualità, fra burocrazia, tasse, problemi con i finanziamenti, di non riuscire proprio ad aprirla un’azienda. Sempre nel varesotto, su 100 potenziali imprenditori, solo il 15% riesce effettivamente a mettersi in proprio.

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