Cerca:
Home Canton Ticino, sulla Lia più dubbi che certezze. Il consiglio? «Rinnovate l’iscrizione, la legge è in vigore»

Canton Ticino, sulla Lia più dubbi che certezze. Il consiglio? «Rinnovate l’iscrizione, la legge è in vigore»

3D outline of Switzerland with flag

«Non si rilasciano dichiarazioni»: dall’altro lato del confine, in Canton Ticino, si sta lavorando per fare chiarezza sulla Legge Imprese Artigianali (Lia). Perché il Consiglio di Stato ha detto che la legge va abrogata. Ma il compito di come e quando farlo è stato attribuito al Dipartimento del territorio, che dovrà occuparsi – non si ancora entro quali tempi – di elaborare il relativo messaggio.

POSSIBILE “COLPO DI CODA” DAL GRAN CONSIGLIO
Da quanto si apprende da alcune fonti ticinesi, i tempi non saranno brevi. Le prossime sedute del Gran Consiglio si terranno il 12 marzo e il 9 aprile. Considerando il fatto che il termine ultimo e perentorio per il rinnovo dell’iscrizione all’Albo Lia è fissato al 31 marzo, i chiarimenti o eventuali novità normative potrebbero non arrivare prima di quella data. Se così dovesse andare, la Lia risulterebbe ancora pienamente in vigore e le imprese che lavorano sul territorio elvetico dovrebbero attenervisi e depositare la documentazione richiesta per il rinnovo (il pagamento dei 400 franchi richiesti per il rinnovo e dei 600 franchi necessari per le nuove iscrizioni resta, invece, congelato).

LA LIA NON E’ ANCORA ABROGATA
La votazione, dunque, spetterà al Gran Consiglio che potrebbe decidere di mandare in soffitta la Lia, oppure rimodularla per conservarne alcuni principi e modalità. Da sottolineare, che il Consiglio di Stato rappresenta il potere esecutivo e non ha competenza nell’abrogazione della legge; potere, invece, che spetta al Gran Consiglio, espressione del potere legislativo. La legge, entrata in vigore nel 2016 per garantire la presenza sul mercato svizzero di ditte affidabili, e il relativo Albo rischiano di essere cancellati perché la commissione della concorrenza (Comco) ha considerato la Lia «non conforme al diritto superiore poiché in contrasto con la Legge sul mercato interno».

I PRIMI CONSIGLI ALLE IMPRESE
In questa situazione di grande incertezza, due sono i punti fermi:

Primo: in mancanza di comunicazioni ufficiali da parte della Commissione di vigilanza, le imprese dovranno attenersi alle regole e alle norme seguite fino ad oggi. Al 31 marzo 2018 è fissata la scadenza per il rinnovo e il servizio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Confartigianato Varese sta procedendo con tutte le operazioni necessarie per mandare avanti l’iter dei rinnovi. «È una scelta di responsabilità nei confronti delle imprese e del lavoro svolto fino ad oggi per operare oltreconfine: non vogliamo che corrano il rischio di rimanere escluse da un mercato per loro importantissimo» spiega l’esperto, Matteo Campari.

Dalla Fideconto Consulting di Lugano fanno sapere che anche in Ticino le acque sono incerte e agitate: «Alcune imprese stanno pensando di poter fare a meno della Lia, perché la considerano già cancellata: non è così. Sul sito dell’Albo non vi sono ancora nuove indicazioni sul da farsi, quindi si consiglia di procedere con il rinnovo, ossia con l’invio dei documenti richiesti ogni anno per essere in regola con la Legge Imprese Artigianali. Ricordiamo che chi non sarà in regola entro tale data, non potrà più lavorare sul territorio elvetico. Nei prossimi giorni ci auguriamo che la Commissione di vigilanza Lia emetta un comunicato stampa per chiarire la situazione e fornire le prime indicazioni tecniche sul da farsi».

Secondo: il pagamento del rinnovo per la quota 2018 è sospeso. Il grosso punto di domanda che, ad oggi, interessa la maggior parte delle imprese in previsione di un’eventuale abrogazione della Lia è il possibile rimborso agli imprenditori che hanno già versato la quota per l’anno in corso.

VOCI DAL TICINO: «LA LIBERTA’ ECONOMICA E’ GARANTITA»
Secondo alcuni imprenditori ticinesi è possibile che la Legge Imprese Artigianali corra dritta verso la sua abrogazione, perché il malcontento generato anche nelle aziende oltreconfine ha riportato alla luce l’art. 27 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera: «La libertà economica è garantita».

Andrea Genola, titolare di una piccola impresa di carpenteria a pochi chilometri di Lugano e primo firmatario della petizione contro la Legge Imprese Artigianali, non ha dubbi quando dice che «i controlli sulle imprese possono funzionare benissimo attraverso le commissioni paritetiche, l’Ispettorato di controllo e gli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera. Qui le carenze legislative non c’entrano. Le norme devono esserci e tutte le imprese le devono rispettare, ma per farlo è più che sufficiente il ruolo attivo che i due Paesi possono giocare attraverso i loro, consolidati rapporti di collaborazione».

TORNA SU