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Home Canton Ticino, il Consiglio di Stato: «La Lia va abrogata». Confartigianato: «No ad altri irrigidimenti»

Canton Ticino, il Consiglio di Stato: «La Lia va abrogata». Confartigianato: «No ad altri irrigidimenti»

art009«Il Consiglio di Stato si è confrontato oggi in merito al futuro della Legge sulle Imprese Artigianali (Lia), alla luce della recente sentenza del Tribunale cantonale amministrativo sui ricorsi presentati dalla Commissione federale della concorrenza. Considerando questo pronunciamento e l’esito delle perizie giuridiche già in possesso del Governo, il Dipartimento del territorio è stato incaricato di intraprendere i passi necessari all’abrogazione della normativa. Il Dipartimento delle finanze e dell’economia, in parallelo, continuerà a sostenere e sviluppare gli sforzi per la tutela del mercato del lavoro ticinese».

Così, in una nota ufficiale pubblicata nella giornata di mercoledì 7 marzo, il Consiglio di Stato ticinese ha deciso la sostanziale fine della legge che, dal febbraio 2016, obbliga tutte le imprese artigiane del settore casa operanti in Canton Ticino all’iscrizione ad un apposito Albo, al relativo versamento di 400 o 600 franchi (in caso di rinnovo o nuova iscrizione) e alla presentazione di una corposa documentazione comprovante la professionalità e la competenza dell’azienda nel settore di riferimento.

QUALI CONSEGUENZE?
«La nota diramata dal Governo nel pomeriggio di ieri – spiega Matteo Campari, servizio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Confartigianato imprese Vareselascia ancora qualche dubbio in merito a quelle che saranno le conseguenze di questa abrogazione, a cominciare dal rimborso dovuto a coloro i quali hanno già versato l’importo per l’anno in corso».

«Tuttavia – prosegue Campari – nei prossimi giorni, anche attraverso la sinergia con tutte le istituzioni italiane coinvolte nel dialogo con il Canton Ticino, monitoreremo con attenzione l’evoluzione del processo e informeremo con la massima puntualità le imprese che in questi mesi hanno dimostrato attenzione e rispetto delle normative Cantonali».

Ma le incognite non si fermano qui. Nel comunicato si legge infatti che «il Consiglio di Stato ha riaffermato la propria determinazione nel proteggere il mercato del lavoro ticinese da ogni forma di concorrenza sleale. A questo scopo, il Dipartimento delle finanze e dell’economia effettuerà un’ulteriore campagna di sensibilizzazione delle Commissioni paritetiche, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente gli organi di controllo oggi già attivi. In secondo luogo, il Dfe valuterà la possibilità di proseguire anche oltre il 2020 nell’applicazione del controprogetto all’iniziativa popolare “Basta con il dumping salariale in Ticino”».

IMPRESE RISPETTOSE E DA RISPETTARE
«Abbiamo sempre ribadito la disponibilità delle nostre imprese al rispetto di norme che tutelino la qualità del lavoro, senza discriminazioni – interviene Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese VareseAuspichiamo tuttavia che questa decisione non porti a un ulteriore irrigidimento nei confronti dell’imprenditorialità italiana operante oltreconfine, nel rispetto dei principi di concorrenza leale e apertura del mercato che da sempre contraddistinguono economie sane e mature».

L’appello del presidente di Confartigianato va alle istituzioni regionale e nazionale: «Seppure in periodo post elettorale, auspichiamo che Regione Lombardia e Governo facciano tutto il possibile affinché venga tutelata l’imprenditorialità italiana che rispetta le leggi e opera a sostegno del tessuto economico nazionale. Sin d’ora siamo pronti a un confronto con tutti coloro che riterranno utile confrontarsi con le Pmi».

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