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Gallarate, il futuro è connesso, in rete e veloce. E a misura di Pmi

Una città produttiva, stimolante, veloce, semplice, connessa, attrattiva e in rete. Una città moderna, consapevole dell’importanza di sostenere quelle attività di tipo manifatturiero che ne hanno fatto la storia e che, inevitabilmente, ne determineranno il futuro. Una città consapevole in grado di integrare le necessità delle imprese con quello del territorio, della sua conservazione e del suo sviluppo compatibile.

Una città dove i collegamenti con i corridoi internazionali delle merci (Alptransit, asse del Gottardo, su tutti), con Malpensa (sempre più a trazione cargo), con i poli della ricerca e dello sviluppo (Human Technopole), con l’area metropolitana di Milano, il centro Europa (attraverso Arcisate-Stabio) e il comparto a più forte vocazione produttiva della provincia di Varese (Busto-Saronno) diventino elemento centrale della pianificazione urbanistica e infrastrutturale.

E’ in questa chiave che va letto il contributo di Confartigianato Imprese Varese al ciclo di incontri “Gallarate, città dove vivere” che – sabato 10 marzo al Maga di Gallarate – ha focalizzato l’attenzione sulle tematiche della produzione, del commercio e della mobilità, nell’ambito del percorso di avvicinamento alla variante del Pgt promossa dall’amministrazione comunale.

gallarate - convegno pgt al maga

Anche perché i cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato il sistema produttivo, e di riflesso i servizi che lo supportano o dovrebbero supportarlo, progressivamente troveranno sviluppo e diffusione nelle imprese, arrivando a incidere sensibilmente sul disegno della città del futuro, sull’organizzazione dei suoi tempi e dei suoi spazi, sulla mobilità interna e sui collegamenti – sostenibili – con i poli d’attrazione e di R&S. In un contesto sempre meno locale e definito più dai confini delle reti che da quelli geografici.

DA DOVE PARTIAMO
Il decennio 2007-2017 ha cambiato, in modo drastico e irreversibile, i centri urbani, le Pmi, le loro dimensioni e il modo stesso di fare impresa. Il picco del cambiamento s’è registrato tra 2010 e 2017, ma il quadro che oggi s’è delineato non si può definire strutturale e definitivo.

Il settore manifatturiero, così come quello delle costruzioni, hanno subitola maggior contrazione su scala cittadina e provinciale, mentre i servizi sono rimasti in sostanziale equilibrio, spostando l’asticella della composizione imprenditoriale cittadina dalla produzione all’erogazione.

Nel medesimo periodo si sono evidenziati fenomeni di ridimensionamento occupazionale, indebolimento dell’attrattività di filiera e perdita di professionalità anche altamente qualificate, soprattutto nell’ambito della meccanica.

Il risultato è un differenziale ancora negativo attribuibile a più fattori: la persistente sofferenza del mercato interno non agevola le imprese di piccole e piccolissime imprese per le quali risultano penalizzanti anche la mancata introduzione delle innovazioni (macchinari, competenze, prodotti) richieste dalle imprese a monte della filiera e le persistenti difficoltà di accesso al credito. A questo s’aggiungano le cessazioni registrate tra le imprese storiche dove non sono avvenuti passaggi generazionali o riconversioni adeguate a rispondere alle esigenze dei nuovi mercati.

LE PROSPETTIVE – PMI ARTIGIANE E INDUSTRIALI
Il superamento di vecchi modelli produttivi, il mutamento del mercato – sempre più orientato alla velocità del cambiamento, alla personalizzazione del prodotto e all’individuazione di nicchie d’eccellenza – e la progressiva espansione delle tecnologie legate a Industria 4.0, hanno modificato sensibilmente il profilo di molte Pmi artigiane e industriali per le quali risultano decisivi nuovi fattori di competitività:

– dimensioni aziendali

– qualificazione e riqualificazione professionale

– introduzione nuove professionalità

– competitività (ed economie) di filiera

– performance produttive e infrastrutturali (fisiche e digitali)

– avvicinamento ai poli della ricerca e dello sviluppo

– espansione sui mercati esteri

– revisione procedure interne e di sistema (integrazione con Pa digitalizzate e aziende di servizio innovative)

RAFFORZARE PER CRESCERE
Il futuro, anche della città, dovrà viaggiare necessariamente lungo due binari paralleli, per garantire da un lato il mantenimento del tessuto produttivo e dei servizi esistente e, dall’altro, per incrementare l’attrattività territoriale a beneficio di nuove aziende, nuove filiere e nuovi player.

Nel breve termine, ha spiegato Beatrice Biella (consulente edilizia e territorio/Area Lavoro di Confartigianato Imprese Varese), restano alcuni punti fermi dai quali partire in una logica di revisione del Pgt: le Pmi del settore manifatturiero sono spesso attive nelle lavorazioni su prodotti non finiti per le grandi aziende, e la loro collocazione è sia nel centro storico che nelle aree esterne della città. Tra le problematiche, da evidenziare le modifiche ad alcune zone omogenee di nuovi strumenti urbanistici a svantaggio di alcune aziende, e quelle relativi a cambi d’uso o ampliamenti dell’esistente che congelano l’azienda, rallentandone lo sviluppo.

Nel corso del dibattito, presenti gli assessori Claudia Mazzetti, Alessandro Petrone e Isabella Peroni, Confartigianato Varese ha inoltre evidenziato come la maggior parte delle Pmi del settore manifatturieri operi in fabbricati non di proprietà (per ragioni riconducibili all’incertezza economica, specie nelle fasi di avvio attività) e qualsiasi modifica al fabbricato stesso è subordinata al consenso del proprietario. «In questo caso – ha spiegato Beatrice Biella – l’azienda che vuole crescere finisce per abbandonare o cambiare sede anziché investire nel miglioramento di tali fabbricati».

La soluzione? Incentivare gli spostamenti in aree più idonee dando la possibilità all’imprenditore di investire, sostenendo i raggruppamenti di imprese e rendendo l’area attrattiva anche per imprese provenienti dall’esterno, in ottica di filiera produttiva.

AREE DISMESSE
Le principali (anche in prospettiva futura) sono l’area stazione, il casermone dell’Aeronautica, le ex scuole di via Bottini e l’ospedale (per il quale si va verso il polo unico con Busto).

Il recupero di aree e fabbricati dismessi è oneroso, soprattutto se in capo a Pmi. La bonifica dei terreni, le verifiche strutturali, gli interventi necessari per rendere tali fabbricati conformi alle classi energetiche imposte dalle norme, gli oneri per eventuali cambi d’uso da corrispondere al Comune, e la realizzazione di una rete di infrastrutture (fisiche e digitali) adeguate a supporto delle attività produttive rappresentano gli ostacoli più complessi da superare, anche a causa del difficile coordinamento tra le parti e delle tempistiche eccessivamente dilatate.

A tal proposito sono da considerarsi prioritari interventi finalizzati a velocizzazione le procedure e a fornire garanzia di tempi e regole certe. Da non trascurare, una valutazione relativa ai migliori esempi di Manifattura Urbana presenti sul territorio nazionale (uno su tutti, il recupero della ex Fabbrica Tabacchi di Rovereto), l’attivazione di canali di dialogo prioritari tra imprese e Pa, un coordinamento efficace e in capo all’amministrazione comunale tra grandi player industriali e finanziari e Pa e l’avvio di una analisi di scenario interdisciplinare finalizzata a formalizzare le prospettive di sviluppo della città. 

rovereto

Il tutto per certificarne le potenzialità future agli occhi di possibili investitori. E, al contempo, per maturare logiche di crescita e sviluppo sostenibile (un esempio su tutti è il caso delle aree industriali cresciute in Canton Ticino attorno alla Arcisate Stabio, dove imprese e amministrazioni operano in sinergia per contenere il traffico su gomma a beneficio di car-sharing o navette di collegamento).

I PUNTI DI FORZA DI GALLARATE
Un’analisi di scenario che non potrà prescindere dalle ripercussioni di quanto si muove attorno a Gallarate sulla città medesima e sulla sua futura vocazione: corridoi internazionali (su tutti Alptransit con il potenziamento dell’asse del Gottardo), Arcisate-Stabio (che entro giugno connetterà Malpensa con il centro Europa), rafforzamento del settore cargo a Malpensa, sviluppo dell’attrattività di Ht e della città metropolitana, potenziamento Hupac, nuove infrastrutture di prossimità (collegamento Malpensa T2-Linea Rfi Sempione su ferro e variante Ss341 su gomma).

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