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Home Videoinchiesta cambiamenti: l’officina è sempre la stessa, ma il servizio è una coccola

Videoinchiesta cambiamenti: l’officina è sempre la stessa, ma il servizio è una coccola

cattura#videoinchieste2018 #cambiamenti  Prosegue il viaggio di Confartigianato Varese tra gli imprenditori che, dal 2008 ad oggi, hanno cambiato modi e tempi per affrontare i loro impegni quotidiani. Sono più dinamici, più flessibili e più veloci. Anche più stressati, perché assorbiti sempre più dalle urgenze e un po’ meno dalla programmazione. Non cambiano, ma si devono integrare fra loro, i compiti e i ruoli di chi fa impresa: il tecnico, prima votato esclusivamente alla produzione, ora è portato ad acquisire gli strumenti del management e della comunicazione digitale. La stessa manualità è contaminata, in via del tutto positiva, dal passo richiesto da Industria 4.0.

Non cambiano solo le mansioni ma anche i numeri delle aziende: oggi, a livello nazionale, il 36,2% dell’artigianato è composto da attività che operano nei servizi (un settore in continua espansione che dal 2009 ad oggi ha aumentato il suo peso sul totale dell’artigianato passando dal 13,3% al 15,3%), il 40,5% da imprese delle costruzioni, il 22,5% dal manifatturiero (il suo peso sul totale nel 2009 era del 24,3%) e lo 0,8% dai restanti comparti. In provincia di Varese si conferma il trend guardando al numero di imprese registrate: il manifatturiero contava, nel 2009, 6.211 aziende per poi passare a 4.483 nel 2017, mentre le Costruzioni dalle 10.782 unità del 2009 sono scese alle 9.147 dello scorso anno.

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L’AUTOFFICINA E’ SEMPRE PIU’ TECNICA
Salvatore Cerra, classe 1982, è a capo dell’autofficina Re Cerra di Germignaga. E ci dice, senza troppi giri di parole, «sono un artigiano». Per lui definirsi «imprenditore» è troppo, perché si sconfinerebbe «nella managerialità. Io, invece, sono un uomo d’officina, metto mano alle cose, lavoro dove ci sono le macchine. L’artigiano è chi manda avanti il lavoro e lo fa», incalza sicuro.

Eppure anche lui è cambiato perché «il tempo a disposizione è sempre meno, le auto sono sempre più complesse, si fanno meno lavori ma sempre più difficili. O ti specializzi o rimani escluso». Cerra è cambiato perché il cliente ha alzato le sue pretese in linea con il mondo che corre. «Oggi lo devi coccolare – prosegue il giovane – e devi mostrargli la differenza tra quello che fai tu e quello che fa un tuo concorrente perché è molto più preparato rispetto ad anni fa. La differenza sta nel servizio che è fatto di attenzioni. Quando controllo una macchina so che in quel momento devo fidelizzare il cliente. Quindi gli spiego gli interventi sul motore, i ricambi e il perché di quei costi. La consegna deve essere a tempo zero. O quasi».

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Per l’appunto, il tempo. Gli anni Ottanta sono lontani, ma l’autoriparatore di Germignaga ricorda suo padre quando andava dal meccanico e gli chiedeva: «Se hai un attimo dai un’occhiata alla macchina? Ecco, ora i clienti ti lasciano l’auto dicendo che entro mezzogiorno deve essere pronta perché i figli escono da scuola». Per Salvatore, cambiare significa soprattutto formarsi e riqualificarsi: «Essere professionisti vuol dire essere sempre più preparati. Così sfrutto i social (Facebook E Youtube) e la rete, perché mi confronto con altri colleghi sulle novità del settore e tengo il passo. Anche questo serve per bilanciare bene gli interventi in officina» (2. continua)

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