Cerca:
Home A ciascuno il suo design. Ma legno, prototipi e riuso si prendono il podio del Salone

A ciascuno il suo design. Ma legno, prototipi e riuso si prendono il podio del Salone

30709676_1972982592735665_2279709649340989440_n
Ritorno al classicismo e al marmo, ruolo di punta della prototipazione e grande differenziazione tra i vari mercati di riferimento (italiani ed esteri). Secondo visitatori ed espositori della 57esima edizione del Salone internazionale del Mobile di Milano, sono questi i trend del design per il 2018.

La fiera milanese, si sa, detta da sempre le linee guida sul design in tutto il mondo. Andarci, camminare tra gli stand e parlare con gli esperti di settore è fondamentale per tastare il polso della situazione. Individuare una trend preciso e unico è impossibile. Il mondo dell’arredo è vasto e i player in campo snumerosi (più di 2.000 gli espositori ogni anno). Ciò non toglie che qualche tendenza c’è e lo dicono anche i visitatori. E si sa, il cliente ha sempre ragione.

IL CLASSICISMO PER RUSSIA E CINA
«Da qualche anno – spiega Carlo, arredatore – c’è un deciso ritorno del marmo e del legno. Una grande rinascita del classicismo, spinta soprattutto dai ricchi mercati di Russia e Cina, dove questo stile, lussuoso e dimostrativo, piace molto. A noi sembra invece pacchiano». In questo si vede bene la netta differenza fra i vari mercati di riferimento. «Noti subito quali divani per esempio sono destinati ai buyer stranieri e quali invece a quelli italiani. A noi, da sempre, piacciono le linee pulite e sobrie e un sapiente coordinamento di colori e materiali».

«Questo trend – gli fa eco Pino, commerciale di Snaidero – influenza anche il nostro mercato. Facciamo un esempio. Un italiano, contrariamente a un russo, non comprerebbe mai una cucina totalmente in legno, perché la percepisce come troppo pesante. Allora cosa si fa? Lo si mette nelle finiture, come decorativo». Il ritorno del legno è confermato anche da Silvia, Chiara e Ginevra, studentesse di design d’interni al Politecnico di Milano, che saltano da uno stand all’altro con le loro reflex, fotografando ogni cosa: «Soprattutto nel padiglione del lusso e della smart-home abbiamo visto un sacco l’accostamento legnocolore verde». E la cosa più strana? «Un parete che si apriva con la scansione delle impronte digitali e da cui usciva un armadietto con le armi». Ad occhio e croce il mercato di riferimento doveva essere quello americano.

IL NUOVO E’ UNA CORSA CONTRO IL TEMPO
Filippo Piotti, designer dell’azienda di Besnate Art Nova, è abbastanza critico: «Non esiste più lo stile, ma una decadenza della progettualità. Siamo di fronte all’edonismo puro, solo per lo show, per mostrare. Bisogna tornare indietro. L’Italia era famosa perché faceva progetti. Russia e Cina vivono ancora di più il mostrare che la qualità. Ma un prodotto non è bello perché ci metto la pelle più cara al mondo, ma perché ha dietro un suo progetto». Vero è, lo ammette anche Piotti, che continuare a rinnovarsi non è facile. «Prendiamo il Salone del Mobile: ogni anno dovresti uscire con qualcosa di nuovo, ma se vuoi fare le cose fatte bene diventa una corsa contro il tempo». Soprattutto se sei una realtà piccola.

ECOCOMPATIBILITA’ O GREEN WASHING?
Parlando di progettualità, si inserisce Jean Micheal, giornalista Belga: «Quest’anno si nota una certa attenzione per esempio all’ecosostenbilità, ma a parer mio è solo un green washing, un lavarsi la coscienza. Alla fine i prodotti sono più o meno sempre gli stessi e fatti sempre nello stesso modo».

Secondo Jean Tolomio di Teckell, che produce e vende prodotti di lusso in cristallo (calcetti balilla, biliardi, scacchiere, orologi da muro) e che con i mercati russi e cinesi ci va a nozze, il trend in crescita è quello del minimal. «Dal mio punto di vista c’è un calo del classico, perché anche la Cina, che prima voleva solo quello, sta entrando nel mercato anche come produttore. Si stanno allineando ai gusti europei». Ce lo conferma Eileen, che dalla Cina è volata a Milano per il Salone del Mobile: «Sto vedendo molto nero, grigio e bianco e linee semplici e minimali».

30728281_1972545196112738_7144431325255041024_n

TEST DI MERCATO CON IL PROTOTIPO
Un elemento in continua crescita è invece la prototipazione. «Il prototipo – dice Laura, giovane designer – serve per testare il prodotto, per capire se piace e se è il caso di metterlo in produzione. E una fiera come questa è perfetta per capirlo». Racconta che le è capitato di chiedere il costo effettivo di un arredo e che gli stessi produttori non sapessero risponderle, perché una vera e propria produzione industriale ancora non c’era e i materiali con cui lo stavano presentando non erano quelli effettivi. «Al Mobile ci sono un sacco di progetti che non vedranno mai la luce. E ricordatevi: tutte le cose che qui non puoi toccare, molto probabilmente non sono vere».

(le immagini di questa pagina sono state gentilmente offerte da Lorella De Bortoli)

Per tutte le informazioni relative alle combinazioni tra manifattura e design e per sfruttare al meglio le indicazioni provenienti dal Salone Internazionale del Mobile e dal Fuorisalone, contattate i nostri esperti di Faberlab Design

Voglio entrare in contatto con gli esperti di Faberlab Design


TORNA SU