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Home Davide Casaleggio dalla tazzina al marketplace: le nuove relazioni che aprono le porte del business

Davide Casaleggio dalla tazzina al marketplace: le nuove relazioni che aprono le porte del business


Cosa ha in comune Amazon con un caffè gustato al bar? Perché, entrambi, in qualche modo hanno in sé la chiave per aprire le porte del business del futuro? Quarantadue anni, cognome importante, carattere schivo e riservato, altissima propensione all’innovazione e al cambiamento, Davide Casaleggio a quel link tra tazzina e marketplace dà un nome: relazione. La stessa che il chicco macinato riesce a generare tra cliente e barista e sul quale Amazon ha costruito un impero riunendo utenti finali, produttori, rivenditori e tecnologia. E creando una risposta nuova – unitaria, smart, rapida, funzionale, estensiva – a bisogni ai quali fino a pochi anni fa era possibile fornire solo soluzioni frammentate.

img_9011IL PESANTE GAP DELL’ITALIA
Il presidente della Casaleggio Associati che dal padre Gianroberto non ha ereditato solo la specializzazione in sviluppo di strategie digitali ma anche la guida della Piattaforma Rousseau (attiva dall’aprile 2016 nel coordinamento delle attività del Movimento 5 Stelle), è di innovazione e relazioni che ha parlato in occasione della convention servizi “Digito Ergo Sum – Il valore delle relazioni nell’era digitale” promossa da Confartigianato Imprese.

Temi importanti, urgenti, inderogabili sui quali l’Italia sconta gap impressionanti rispetto ai maxi player europei e a sua maestà Silicon Valley. Gap che, per restare a galla nell’era addirittura post-industria 4.0, andranno colmati attraverso «processi di finanziamento all’innovazione meno asfittici di quelli attuali, pari a un ventesimo della Francia e a un quinto dell’Italia».

L’ECOSISTEMA CHE FINANZIA L’INNOVAZIONE
Casaleggio ha in testa un ecosistema del finanziamento all’innovazione che sia la combinazione tra pubblico e privato: una sorta di “banca pubblica per gli investimenti in ricerca” sul modello francese «che consenta a tutte le imprese di investire in una innovazione che non si traduca in sola tecnologia ma in relazione». E relazioni. Parole chiave sui quali hanno costruito la fortuna i big della capitalizzazione di Borsa Usa, quegli Amazon, Google, Facebook che oggi stracciano Coca Cola pur non avendo – in pancia – altro che relazioni. Nessun prodotto fisico tout-court ma relazioni di altissimo livello in grado di polarizzare il business, anche a fronte di un livello di offerta tecnologica non certo alla portata di gran parte delle imprese. Di qui l’urgenza di finanziare l’innovazione diffusa, «in un Paese che conta una Finanziaria per ogni regione e finanziamenti spesso a pioggia o, comunque, di piccole dimensioni». E, quindi, non strutturali ad un reale percorso di crescita delle aziende.

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Innovazione, relazione e competenza. Ultimo ma non meno importante tassello nella strategia di sviluppo di Davide Casaleggio da Ivrea: «Uno dei maggiori problemi dell’Italia è formare le persone alle nuove tecnologie per una ragione evidente: oggi un terzo delle imprese che cercano programmatori, fatica a trovarli e, addirittura, se si cercano competenze legate alla Blockchain o data scientist spesso deve cercare all’estero.  Legare il sistema formativo alle esigenze in continuo sviluppo dell’Italia è un tema da gestire».

Subito: magari già con il nascente governo giallo-verde?

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