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il “gioco” del legno conquista il mondo

Falegnameria Brusamolin:
il “gioco” del legno conquista il mondo

«Questo l’ha fatto papà!»: è la frase che qualunque genitore vorrebbe dire al proprio figlio. Da Orio al Serio (in provincia di Bergamo) alla catena delux degli hotel Shanghi-Là a Singapore, il divertimento chiede qualità. E qualche papà che ci sappia fare con martelli, cacciavite, incastri, pialle e conoscenza dei materiali. Siamo alla Falegnameria Brusamolin di Ferno, dove poco più della metà del fatturato, il 55%, si deve a questa abilità: rendere sicure le scorribande dei pupi scatenati di tutto il mondo. Perché alla Brusamolin, da almeno otto anni, si fanno parchi-gioco super certificati: dalle strutture (legno, metallo e plastica) alle vernici.

PAROLE D’ORDINE: LAVORO E INVESTIMENTI
Un modo diverso di internazionalizzare, ma particolarmente efficace. Anche perché la filosofia del titolare, Antonino Brusamolin, è guidata dal pragmatismo acquisito dal padre autotrasportatore: «Un’azienda cresce se diversifica le sue proposte e se è capace di formare le competenze che le fanno fare un salto in più». Parole d’ordine poche, ma ben dette: «Lavoro e investimenti – prosegue Antonino. E’ una questione di mentalità: bisogna cambiare il modo di vedere le cose e non avere prospettive». Scusi, Antonino, ma come si fa? «Le prospettive sono un limite perché ti poni un obiettivo: una volta che lo raggiungi, però, rischi di rilassarti. Invece qui alla Brusamolin accettiamo sempre nuove sfide. Anche a costo di non staccare mai: da settembre 2017 a novembre abbiamo lavorato tutti quanti quattordici ore al giorno, compresi sabato e domenica».
La collaborazione con la Gilegno di Somma Lombardo, per la realizzazione delle due sedie rosse Varese, con design Giorgio Caporaso (si trovano nella zona adiacente la delegazione di Tradate di Confartigianato Varese), rientra in questo ordine di cose: «Un lavoro a costo zero, d’accordo, ma a me interessava fare nuove esperienze. E così ho fatto», incalza il titolare. Quello che potrebbe sembrare uno scherzo, per Antonino non lo è affatto.

ALLA CONQUISTA DELLA SVEZIA
Le prime esperienze per i parchi-gioco sono nate così: grazie alla sete di novità e da un contatto con un architetto di Busto Arsizio, Carlo Pensa, che presenta la Brusamolin alla SPI Global Attraction, azienda svedese specializzata dal 1972 nella produzione e fornitura di materiali per i parchi-gioco indoor. Con i suoi uffici di progettazione in Italia, Svezia, Belgio e Regno Unito, l’azienda rappresenta per la Brusamolin una vera testa di ponte all’interno di un mondo fantastico. Che recepisce in fretta, e con ottimi risultati, l’artigianalità e la creatività di cui è dotata l’impresa di Ferno.
Le collaborazioni si fanno copiose: la Brusamolin non si limita alla realizzazione del progetto ma consiglia modifiche, interviene sui materiali e sui particolari, mette d’accordo i designer con la sicurezza dei bambini e la serenità dei genitori. Ma non è facile: «Gli architetti svedesi sono inamovibili: prima di cambiare idea preferiscono sbagliare, ma poi accettano i cambiamenti. I loro progettisti, invece, sono di una velocità impressionante».

DA BERGAMO A SINGAPORE, TUTTO IL MONDO SI DIVERTE
In aggiunta, gli otto ragazzotti di Ferno sfornano idee e soluzioni ai problemi di tutti. A partire dalle strutture dei giochi: un tempo realizzati in ferro, ora sono per la maggior parte in legno con una rete di imprese locali che intervengono nei particolari in acciaio. Tutto rigorosamente certificato a livello internazionale ed europeo. Nulla è lasciato al caso, così in un solo anno – nel 2017 – la Brusamolin realizza due fra i suoi parco-giochi più grossi: Orio al Serio (ci hanno lavorato tre persone, la notte, per un mese e mezzo) e Singapore (400 metri quadrati di scivoli, camminamenti, reti elastiche, pareti luminose). Diversissimi fra loro ma ugualmente elettrizzanti. Così come lo sono stati quelli realizzati in Belgio, in Inghilterra, in Russia (per i centri commerciali Ikea), in Irlanda (cinque mesi di lavoro per dare ai bambini disabili un luogo perfetto) e in Svezia (dove i parchi-gioco sono al chiuso e gestire gli spazi è un’impresa nell’impresa).

 

UOMO E MACCHINE INSIEME, PER ESSERE PIU’ VELOCI
Insomma si corre, perché «oggi la vera arma nelle mani di un’impresa è la velocità nella consegna», prosegue Antonino. Che ricorda: «Ad un cliente non abbiamo ancora preventivato il lavoro, e lui ci ha già detto che vorrebbe la sua cucina entro venti giorni dall’ordine». Eppure, in tutto questo ci sta quella «diversificazione» di cui parla il titolare: da un lato i parchi-gioco e dall’altro gli imballaggi industriali di tutte le dimensioni, da un lato i minigolf e dall’altro i mobili per privati e negozi (rigorosamente su misura). Tentando quell’Industria 4.0 che qui, alla Brusamolin, mantiene intatta la forza «delle mani e della testa. Crediamo nell’integrazione tra uomo e macchine – conclude Antonino – e nella nostra capacità di guardare lontano».

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