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Home #inchiesta2018, Sacconago chiama Busto: oltre all’auto c’è di più. E qui serve un bus

#inchiesta2018, Sacconago chiama Busto: oltre all’auto c’è di più. E qui serve un bus

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#inchieste2018 #sacconago La zona industriale di Sacconago dista da Busto Arsizio cinque chilometri
; tanti bisogna percorrerne, circa, dalla stazione delle Ferrovie Nord alle impres. Un podista allenato accetterebbe la sfida. Così come chi ama pedalare. Il fatto è che ogni giorno i chilometri, andata e ritorno, diventerebbero dieci. E sia il podista che il ciclista, prima o poi getterebbero la spugna: ci sono urgenze e imprevisti, nella vita e nel mondo del lavoro, che non si possono calcolare. Anche questo è competitività: il problema dei trasporti pubblici, in questo quartiere dove ogni giorno tutto si muove, si sposta e corre per raggiungere il mondo sta agguantando, nell’ordine delle priorità (anche se priorità rimane), la realizzazione della famosa mensa. Il Centro Servizi, che gli imprenditori chiedono con voce corale, pesa ancora sulle loro teste con un punto interrogativo dalle dimensioni quasi imbarazzanti.

DAL 1985 L’ATTESA DELLA SVOLTA
Ci dice Maurizio Coretti, della S.E.B. Ascensori, che «si attende il cambio di passo dal 1985: prima si era fiduciosi; ora si continua ad esserlo ma il tempo passa. Non capisco perché si sia fermato tutto: forse non c’è interesse a servire questa zona. Però in un momento in cui la tutela dell’ambiente ha assunto una certa centralità nei dibattiti pubblici, sul collegare le imprese di Sacconago con gli autobus di linea bisognerebbe rifletterci seriamente. Un servizio prioritario soprattutto per i collaboratori delle aziende che hanno orari fissi».

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LA SPERANZA DEL BUS NAVETTA
A toccare con mano il problema è Cesare Meda della Malvestiti Paolo Snc. Che abita a Milano e tutti i giorni sale sul treno e scende alla stazione delle Ferrovie Nord di Busto Arsizio. Dove, puntualmente, mezzi pubblici che lo portano in azienda non ce ne sono. La richiesta che sta occupando il confronto tra imprenditori, in questi ultimi tempi, è proprio quella di un bus navetta che faciliti gli spostamenti e che agevoli l’arrivo nella zona a chi non è automunito. E se proprio non si può, un’altra soluzione sarebbe quella di aggiungere alcune fermate alle linee degli autobus.

FIORE ALL’OCCHIELLO MA SI PUO’ FARE DI PIU’
Per questi imprenditori in assenza di collegamenti con il mondo interno (all’estero ci vanno, eccome) non è difficile sentirsi parte di una periferia. Una contraddizione in termini di competitività. Perché a Sacconago, una fra le zone industriali considerate fiore all’occhiello non solo della provincia di Varese, dove pulsa il cuore del manifatturiero e il viavai dei mezzi pesanti trasmette il brivido della vocazione al “fare”, la vicinanza strategica all’aeroporto di Malpensa e alla stazione delle Ferrovie Nord non è valorizzata appieno. Lo sottolinea, con fermezza, anche Franco Radini della Ticino Maglia: «Di autobus non ne vedo, perché non ci sono».

L’ostacolo non è da poco, perché quando si parla di trasporti e collegamenti si parla, inevitabilmente, dell’attrattività che può esercitare un territorio su chi ci lavora o ci vorrebbe lavorare.

ASSUNZIONI PIU’ DIFFICILI SE NON C’E’ L’AUTO
Anna Laura Carella della BC Boncar Srl, azienda specializzata nel packaging per grandi marchi della moda, e non solo,
condivide un’esperienza che in termini competitivi non lascia dubbi: «L’assenza dei servizi di trasporti pregiudica le possibili assunzioni, da parte delle imprese della zona industriale, di potenziali collaboratori dell’area varesina ma anche dell’hinterland milanese».

E’ questo che l’imprenditrice ha provato sulla sua pelle negli ultimi anni. Decisa ad assumere, ha incontrato, selezionato e proposto ai candidati le sue condizioni. Tutti disposti ad entrare alla Boncar, ma poi tutto si è fermato: «Per arrivare fino a qui, bisogna avere un’auto. Chi non ce l’ha, resta a piedi. Ma anche chi guida, ha fatto due conti: benzina e autostrada hanno giocato contro di noi. Nonostante la disoccupazione, i giovani cercano un posto più vicino a casa. Sì, un bus navetta o un autobus di linea sarebbero convenienti: per tutti. Arrivare in stazione e raggiungere le imprese con un trasporto pubblico farebbe la differenza. Per chi cerca lavoro e per chi lo vuole dare». Certo gli imprenditori non pretendono che la zona venga disseminata da fermate o piazzuole. Ancora la Boncar: «La zona è abbastanza vasta, però ci sono alcuni punti nevralgici sui quali concentrarsi: basterebbe che il bus si fermasse lì per soddisfare le esigenze di tutte le aziende» (1. continua)

Nella prossima puntata – in programma domenica 20 maggio – parleremo di verde e sicurezza

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