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Home Investire su imprese, filiera e territori: con l’Incoming Moda 2018 diamo una spinta al tessile

Investire su imprese, filiera e territori: con l’Incoming Moda 2018 diamo una spinta al tessile

img_0418Trentuno imprese provenienti dalle province di Varese (undici in tutto), Reggio Emilia, Taranto, Firenze, Ravenna, Napoli, Verona, Ancona, Milano, Bergamo, Venezia, Lecce, Modena, Udine, Macerata e Rimini. E quattordici buyer in arrivo da Russia, Svezia, Lettonia, Estonia e Corea del Sud per intrecciare nuove relazioni commerciali o nuove partnership nel segno del “Made In” del tessile e della moda.

L’opportunità – non comune e fondamentale per un settore che ha pesantemente risentito della crisi, perlopiù legata alla debolezza del mercato interno – rientra nel progetto “Incoming Moda 2018” promosso tra gli altri, da Confartigianato Imprese Varese in collaborazione con Unione degli Industriali della provincia di Varese (Univa), Confartigianato nazionale e Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (organismo attraverso cui il Governo favorisce lo sviluppo delle imprese).

img_0395UN INVESTIMENTO SULLE IMPRESE E IL TERRITORIO
«Non si è trattato di una visita esplorativa, ma di incontri d’affari veri e propri, e – di conseguenza – di un investimento concreto sulle imprese e sui territori, pianificato accuratamente in mesi di lavoro e orientato a creare occasioni reali di business per imprese del settore tessile e moda (abbigliamento, calzature, pelletteria e prodotto finito, ndr) orientate all’internazionalizzazione del Made in Italy» spiega Matteo Campari, servizio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Confartigianato Imprese Varese.

Quattro i giorni di permanenza dei buyer in provincia di Varese, a testimonianza di come il territorio rappresenti fino in fondo un elemento determinante nell’ambito del progetto: «Stiamo parlando di un’area a forte trazione tessile e moda che, seppure negli anni abbia sofferto una congiuntura negativa, conserva ancora oggi una filiera solida e da valorizzare» prosegue Campari.

DALLA CAMICERIA AL MUSEO DEL TESSILE
Due le giornate clou. Quella del 7 maggio, con base a MalpensaFiere, interamente dedicata agli incontri d’affari (B2B) tra imprese e buyer e quella dell’8, volutamente spostata sulla dimensione territoriale, per consentire ai buyer di entrare a più diretto contatto con il tessuto imprenditoriale e la tradizione tessile locali. Di qui la visita, in mattinata, alla Camiceria Turri (via Pilatello, Jerago con Orago), da oltre 45 anni punto di riferimento della produzione su misura di alta gamma nel settore abbigliamento.

Quindi, il trasferimento a Villa Tovaglieri per il benvenuto ufficiale del sindaco, Emanuele Antonelli e l’assessore a Identità, Cultura e Commercio di Busto Arsizio, Manuela Maffioli, che si sono fatti portavoce di una città legata a doppio filo con l’industria tessile e la relativa filiera (formazione, produzione diretta, subfornitura, meccanotessile ecc).

img_0405ATTENZIONE AL MONDO ECONOMICO E PRESENZA REALE
«Accogliamo con molto piacere la delegazione di buyer stranieri in visita alle nostre realtà imprenditoriali e siamo orgogliosi di poter mostrare anche ad osservatori esteri le nostre eccellenze. Il benvenuto che, con il sindaco, abbiamo voluto riservare loro ha una forte valenza simbolica e pratica, testimonia cioè sia la grande attenzione che, come amministrazione comunale, dedichiamo al nostro mondo economico – imprese artigiane, industriali e commercio –  sia la nostra concreta presenza al loro fianco, che si traduce in un continuo lavoro per soddisfare le loro esigenze e rendere il fare impresa nella nostra città sempre più agile e conveniente» osserva l’assessore Maffioli che  ringrazia Confartigianato «per il grande supporto che fornisce al settore e per questo dialogo proficuo avviato con l’amministrazione, attraverso un confronto puntuale e concreto, che coltivo da subito dopo aver assunto questa delega».

img_0401LA CENTRALITA’ DI BUSTO ARSIZIO
«La scelta di Busto Arsizio non è casuale: la centralità e il ruolo di questa città nella storia del Made In sono riconosciuti e indiscutibili – spiega Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese – La nostra associazione, così come tutti gli attori pubblici e privati legati a questo territorio, ritiene questo un contributo fattivo al rilancio del settore e della sua filiera: la via dell’export da una parte, e la trasmissione all’estero del valore, delle competenze e della qualità che questo territorio sa esprimere, sono elementi concreti sui quali lavorare anche nel futuro».

Si inserisce in questo quadro la scelta di promuovere, per i buyer stessi, una visita guidata al Museo del Tessile di Busto Arsizio dove, nel pomeriggio dell’8 maggio – grazie a una guida in inglese – verranno mostrati gli oggetti, le macchine, i prodotti e i documenti che hanno scritto la storia dell’industria tessile bustese. E dove, al contempo, sarà possibile presentare la ricerca scientifica e culturale a supporto del settore.

La stessa location, l’edificio che ospitava il reparto filatura del Cotonificio Carlo Ottolini, è testimonianza dell’archeologia industriale locale.

img_0414QUALITA’, DETTAGLI, ORIGINALITA’ E MATERIALI
Intanto è già tempo di bilanci per l’operazione Incoming: hanno superato in alcuni quota dieci gli incontri d’affari per le imprese presenti nella giornata di lunedì 7 maggio a MalpensaFiere. E per molti a giocare un ruolo favorevole e determinante è stato il rapporto tra qualità, originalità, cura del dettaglio e scelta del materiale tipico del made in Italy: «Si tratta di un primo passo al quale dovranno seguire necessariamente nuovi contatti e nuove esperienze – ammette Campari – Tuttavia ad emergere con chiarezza sono state la volontà di affrontare processi di internazionalizzazione da un lato e l’elevata professionalità dei buyers dall’altro»

CRESCE LA VOGLIA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE
«Valore aggiunto non trascurabile di questo appuntamento tra Mpmi e buyer stranieri, è il sostegno ai marchi rappresentati da ciascuna delle imprese presenti – conclude Campari – Marchi che, sempre di più, rappresentano per le aziende garanzia di continuità e sviluppo anche al di là di eventuali contratti di subfornitura».

Ed è proprio per sostenere la nascita di nuovi prodotti, o per il restyling di prodotti già esistenti, che di recente Confartigianato Imprese Varese ha lanciato il progetto Faberlab Design nell’ambito dell’attività dell’hub digitale Faberlab di Tradate.

 

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