Cerca:
Home La “Regola d’arte” è il punto di partenza. E il segreto per gli impiantisti è la formazione

La “Regola d’arte” è il punto di partenza. E il segreto per gli impiantisti è la formazione

«La “regola d’arte” è il punto di partenza e non di arrivo». A dirlo è Paolo Stura, formatore nei corsi tecnici per il settore gas con più di quaranta anni di esperienza alle spalle e ancora oggi impegnato a studiare la Gazzetta Ufficiale, confrontare vecchie e nuove norme, stare al passo con le tante variazioni del legislatore. E di “regola d’arte” si parlerà al seminario di martedì 22 maggio, dalle ore 16, al Centro Congressi Ville Ponti di Varese nell’ambito del seminario “A Regola d’Arte: obblighi e responsabilità civili e penali nella gestione e progettazione degli impianti” promosso da AreaBusiness/Confartigianato Imprese Varese in collaborazione con i main sponsor Concessionaria Crespi e Fogliani forniture elettriche e i partner Assiteca e Poretti Solutions.

Dopo l’introduzione di Davide Macchi, presidente regionale del settore impianti elettrici e membro del Consiglio nazionale impiantisti di Confartigianato, la parola passerà all’avvocato Antonio Oddouno fra i massimi esperti nella legislazione per la sicurezza dei prodotti e degli impianti, di responsabilità imprenditoriali e professionali e in materia di legislazione comunitaria nel settore tecnico.

Perché regola d’arte? Perché è questo «il requisito fondamentale richiesto a chi mette mano agli impianti: progettazione, costruzione, manutenzione, sostituzione e rifacimento», prosegue Stura.

UNA SOLA RICETTA: LA LEGGE
Due le cose certe: primo, non c’è una ricetta vera e propria per la “regola d’arte”; secondo, la formazione è lo strumento principe per chi vuole tutelare sé stesso e i propri clienti. Punto di rifermento, la legge: «La “regola d’arte” è citata prevalentemente nel Codice Civile e da una serie di dispositivi legislativi che trattano la materia del settore impianti. Chi lavora sul gas, per esempio, ha un vantaggio rispetto agli altri perché il comparto ha come riferimento la legge 1083/71 che indica le norme Uni Cig, approvate dal ministero e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, quale riferimento. Il messaggio è chiaro: gli impianti devono seguire le regole specifiche della sicurezza e della buona tecnica. Se non lo fai, sei punibile secondo legge con sanzioni pecuniarie oppure anche con due anni di reclusione. Già in quel 1971, le norme sul gas erano imprescindibili dall’applicazione della “regola d’arte”. Che, lo ricordo, non deve e non può essere interpretata a livello soggettivo e arbitrario: è un vincolo, e come tale deve essere seguito».

REGOLA D’ARTE: LA SOGLIA MINIMA. POI SI DEVE CRESCERE
Eppure, qualche dubbio su questo strumento c’è ancora. Stura, ancora oggi sui banchi tra gli imprenditori per fare formazione, qualche domanda imbarazzante la riceve. «Cerco sempre di capire fin dove arriva la provocazione – prosegue il tecnico – oppure se di mezzo c’è un caso realmente accaduto o un pizzico di ignoranza. Il fatto è questo: alle normative non ci sono alternative. E le normative comprendono sia le leggi, le regole tecniche e le normative volontarie che, però, possono anche diventare obbligatorie». Facciamo chiarezza: la “regola d’arte”, come somma di leggi, regole tecniche e normative, è il punto minimo che si deve raggiungere quando si mette mano ad un impianto. Poi nulla vieta di realizzare un impianto migliore di quanto prescritto, soprattutto sul fronte della sicurezza: «Però bisogna incentivare gli addetti al superamento di questa soglia minima».

LA BUONA FORMAZIONE NASCE DAL DUBBIO
Ecco cosa può fare un percorso formativo ad hoc. Ancora Stura: «Senza la formazione continua è difficile, se non complicato, poter mantenere un livello appropriato di cultura. Un percorso formativo che va nel merito dei problemi è indispensabile per svolgere un’attività come si deve: gli imprenditori devono avere chiaro in testa questo principio. E’ difficile mantenere un alto livello di preparazione, senza prepararsi». Perché alle domande del cliente, bisogna sempre dare una risposta: se non si conoscono le leggi e le norme, ne va della tua affidabilità e della tua serietà. «Quindi si deve partire dalla preparazione – incalza il formatore – per poi arrivare al confronto. Poi, l’umiltà del dubbio: meglio rivolgersi a persone che ne sanno più di noi che incorrere in guai seri. Io stesso mi sono trovato, a volte, con perplessità dalle quali non riuscivo ad uscire: il confronto con alcuni colleghi mi ha aiutato a risolvere i problemi».

NORME UNI E CEI: UNA SICUREZZA IN PIU’
Dunque, la “regola d’arte” non è un traguardo e alle norme – la loro evoluzione – bisogna dedicare tempo. Con una sicurezza in più: «Il Decreto 37/08 dice che “si intendono realizzati a regola d’arte gli impianti che seguono la vigente normativa e le norme Uni o Cei”», conclude Paolo Stura. Norme tecniche ben delineate e fondamentali per sapere cosa si deve fare e come. Però la legge è un’altra cosa, e da questa non si sfugge.

Partecipazione Seminario impiantisti 22/5/18

Inviando il modulo acconsenti al trattamento dei dati personali come previsto dall'informativa Privacy per le finalità di erogazione del servizio e per l'adempimento degli obblighi contrattuali e di legge.
TORNA SU