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Home Aree di confine: dal “dumping” svizzero agli affari nel mondo

Aree di confine: dal “dumping” svizzero agli affari nel mondo

export_temporary_managerComo sta con Varese. Chiamatelo «patto per lo sviluppo», se volete, ma il fatto è che la proposta di legge “Aree di Confine” di Confartigianato Imprese Varese sta superando i confini. E anche Confartigianato Como ha deciso di sostenere l’iniziativa. Davide Galli: «Ci hanno proposto di unirci per questa battaglia e noi non potevamo che essere d’accordo. La cosa importante è fare massa critica e avere peso per farci ascoltare». Timone dritto e avanti così. Dopo il sostegno ricevuto dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dall’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, dal neo deputato Matteo Bianchi e da numerosi sindaci di altrettanti Comuni sulla fascia di confine con la Svizzera, ora si si arriva sulle sponde del Lario.

Da un lato il «netto in busta paga» ai collaboratori delle aziende che stanno a pochi chilometri (entro i 20) dal confine con la Svizzera, e dall’altro le imprese che esportano. E quando iniziano ad andare all’estero, non si fermano più. Oggi si parla di Temporary Export Manager. Il servizio Export di Confartigianato Imprese Varese fa tutto quello che fanno questi manager dedicati alla internazionalizzazione: studia i mercati, studia i prodotti adatti a quei mercati, affianca le imprese, le guida e le accompagna oltre i confini del mondo. Le aiuta a superare i cavilli delle normative doganali, ad evadere le complessità burocratiche, ad entrare in contatto con i potenziali buyer, organizza missioni in Europa e oltre, consiglia gli imprenditori su come coltivare i rapporti raccolti alle fiere. Le imprese che oggi hanno scelto questa figura manageriale sono più di 4mila, e appartengono ad un ecosistema che prima coinvolgeva solo pochi pionieri. Scrive Il Sole 24 Ore: «Spesso gli imprenditori hanno un approccio troppo passivo, pensano possa bastare un sito per attrarre clienti. Invece devono avere la valigia sempre pronta, a caccia di clienti». E qui entra in gioco l’Export Manager…

Human Technopole scalda i motori. E Marco Simoni, da pochi giorni presidente del centro di ricerca che sta sorgendo nell’area che una volta ha ospitato l’Expo e che ha il suo cuore pulsante nel Palazzo Italia, simbolo dell’Esposizione 2015, ha le idee chiare: «La sfida che parte con Human Technopole non è solo scientifica ma economica, perché come dicono tutti gli osservatori una delle leve economiche più forti nel prossimo futuro passerà per le scienze della vita, con le nuove cure personalizzate e la medicina predittiva». L’appuntamento con il futuro è fissato ma ora, a dare un loro contributo (indispensabile) sono chiamate anche le imprese: per insediarsi nell’area oppure per aprire collaborazione con altre realtà.

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