Cerca:
Home Aree di Confine, la parola ai sindaci: un progetto che rende i territori più attrattivi

Aree di Confine, la parola ai sindaci: un progetto che rende i territori più attrattivi

È stata battezzata “Aree di Confine”, ed è la proposta di legge a vantaggio dei collaboratori delle imprese che operano a venti chilometri dalla Svizzera. In estrema sintesi, uno strumento che aumenterà il «netto in busta paga» dei loro dipendenti e che si pone, come altro obiettivo, quello di mantenere sul territorio italiano le professionalità che più servono alle aziende. In poco più di un anno il progetto ha preso piede, ha incamerato l’interesse di buona parte della politica non solo locale ma anche regionale (in prima fila il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana) e nazionale, e prosegue la sua avanzata per poter arrivare a una concreta attuazione.

Ad aspettarselo non sono solo gli imprenditori ma anche quei sindaci che ad oggi hanno aderito all’iniziativa di Confartigianato Imprese Varese. E che ora, al fianco dell’associazione varesina, affermano nuovamente l’importanza di una “rete” tra tutte quelle amministrazioni comunali a due passi dal territorio rossocrociato.

foto_massimo_mastromarinoMassimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa, nel suo Comune conta 2.500 famiglie e 1.250 frontalieri. «Per antonomasia – afferma il primo cittadino – siamo un paese di confine. E la proposta di legge di Confartigianato Imprese Varese è veramente qualcosa di diverso: la busta paga più pesante incentiva il lavoratore a restare sul proprio territorio. E questo permetterà alle imprese di tenersi le professionalità che servono per rilanciare la produttività e rendersi più competitive. Un territorio popolato di imprese è un territorio vivace che rigenera le sue potenzialità».

Appoggiare l’iniziativa, per chi come Mastromarino ci crede fermamente, sembra non essere una scelta. Anzi, «Confartigianato Varese dimostra di guardare al futuro e di lavorare in una prospettiva di territori, e non di singolo territorio, accomunati dallo stesso problema. Inoltre, la proposta di legge offre ai lavoratori la possibilità di non dover passare il confine e di poter risolvere quel gap tra salari italiani e salari svizzeri. Un dumping che certo non fa bene a nessuno».

USCIAMO DAI CONFINI PROVINCIALI: E’ UN TEMA NAZIONALE
Ma il sindaco di Lavena Ponte Tresa, che sa quanto l’attrattiva del Canton Ticino sia più che mai viva (i frontalieri italiani, oggi, sono 71.873; nel 2015 se ne contavano 69.557 e nel 2011 si era a 57.723), non manca di sottolineare quanto «il rapporto tra Italia e Svizzera sia osmotico, ma proprio per questo dobbiamo dare importanza ai singoli territori al di qua del confine, esaltandone le loro peculiarità. Se c’è crisi in Canton Ticino la si avverte anche in Italia, ma accade anche il contrario. Ecco perché servono strategie economiche adatte così come può essere il progetto di legge “Aree di Confine”. Un ottimo apripista per un dibattito che ormai deve necessariamente uscire dal contesto provinciale per approdare a quello nazionale. E’ per questo che il ruolo dei sindaci interessati, le prime vedette sul territorio, assume una così grande importanza».

foto_angelo_pierobon

UNA PROPOSTA CHE PREMIA I TERRITORI
Angelo Pierobon, sindaco di Arcisate, ascolta e sottoscrive. Ma aggiunge che il progetto “Aree di Confine” «di fatto getta le basi per un riequilibrio in termini di politiche del lavoro. Sotto i riflettori si è posto, giustamente, il depauperamento di aziende e lavoratori italiani e di possibili soddisfazioni remunerative sulle quali riflettere positivamente. Ma c’è un altro punto sostanziale: “Aree di Confine” è una proposta che va a premiare i territori e che, interessando chiunque, supera le collocazioni politiche univoche». Pronta ad essere posta al centro dell’attenzione e ad essere ricalibrata facendo tesoro delle tante “voci” che entreranno a far parte dell’iniziativa. Quelle dei tanti sindaci di confine ai quali si rivolge il primo cittadino di Arcisate: «Chi meglio dei sindaci e dei consigli comunali può esporre al meglio l’esigenza inserita nella proposta di Confartigianato Varese? Mi aspetto che tutti facciano sentire la loro voce per andare verso la giusta direzione».

Anche i frontalieri di Arcisate hanno un certo peso sull’economia del territorio comunale: su 10mila cittadini, ogni giorno 900 se ne vanno verso la Svizzera. Per questo Pierobon pone al centro della questione la crescita dei territori: «”Aree di Confine” può rendere i singoli Comuni più appetibili per le aziende. Inoltre il dipendente che si porta a casa una retribuzione maggiore, rappresenta anche una maggiore garanzia per l’imprenditore perché è maggiormente stimolato. Rispetto ad oggi, di fronte ad un mercato che vive di compressione, si potrebbe lavorare con uno spirito diverso. Infine, grazie a qualche risorsa in più nelle tasche dei lavoratori, si assisterebbe ad un rilancio dei consumi». Ovviamente, al di qua della frontiera.

TORNA SU