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Home Gdpr, niente moratoria. La privacy parte ma sulle sanzioni Confartigianato chiede un freno

Gdpr, niente moratoria. La privacy parte ma sulle sanzioni Confartigianato chiede un freno

adatvedelemE’ diventato operativo il 25 maggio. Sul nuovo regolamento europeo per il trattamento dei dati personali (Gdpr), il Garante non lascia spazi a interpretazioni soggettive: «Non ci saranno moratorie. Tuttavia, siamo consapevoli che i cambiamenti imposti dal Gdpr rappresentano in questa fase un grande impegno per le imprese e le pubbliche amministrazioni anche per effetto del ritardo con il quale viene esercitata la delega prevista dalla legge 163 del 2017».

Ricordiamo, infatti, che la delega è scaduta il 21 maggio 2018 ma il termine è stato prorogato di 3 mesi.  Lo schema di decreto legislativo è attualmente all’esame delle Camere, che dovranno esprimere il parere entro il 23 giugno 2018. Il ritardo non è bastato per convincere il Garante a concedere una moratoria. Però è servito per strappargli la disponibilità ad accompagnare «le imprese italiane e i soggetti pubblici in questo passaggio con un approccio equilibrato e pragmatico, facendo appello alla categoria della saggezza».

CONFARTIGIANATO: SOSPENDERE LE SANZIONI PER SEI MESI
Da un lato niente proroghe e dall’altro nessuna sospensione temporanea delle sanzioni. Sul decreto legislativo Confartigianato prende posizione: «Il decreto deve chiarire e coordinare gli obblighi per le impresesemplificare gli adempimenti a misura di micro e piccole imprese secondo il principio europeo ‘Pensare innanzitutto al piccolo’, sospendere per sei mesi le pesanti sanzioni a carico degli imprenditori, accompagnandoli con linee guida nel percorso di adeguamento alle nuove norme». Richieste avanzate dall’associazione di categoria nel corso dell’Audizione, davanti alle Commissioni speciali riunite di Camera e Senato, sullo Schema di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE sulla privacy.

I CONTI ALLE IMPRSE
L’intervento di Confartigianato si basa sui numeri dell’impatto del Gdpr sulle Pmi: tra i 4,2 milioni di artigiani e piccole imprese, risultano a più alta esposizione il 35,4% di piccole imprese con dipendenti a cui si somma il 6,4% di piccole imprese senza dipendenti nei settori dell’Ict, salute e benessere. Minore l’esposizione per il restante 58,2% delle piccole imprese, senza dipendenti. Sulla base dei costi medi rilevati ammonta complessivamente a 3,1 miliardi di euro il costo sostenuto per la prima fase di adeguamento alle numerose e complesse disposizioni sulla privacy. Il punto cruciale è questo: sulle Pmi non possono gravare oneri e adempimenti inutili e sproporzionati rispetto alle reali esigenze di tutela dei dati personali.

THINK SMALL FIRST
«L’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento europeo deve essere l’occasione per ribadire ed applicare il principio cardine della proporzionalità, secondo il criterio del “Think Small First”», afferma ancora Confartigianato. Principio contenuto nello Small Business Act europeo, e recepito in Italia nello ‘Statuto delle imprese’ del 2011 nel quale si richiama l’applicazione di criteri di proporzionalità e di gradualità in occasione dell’introduzione di nuovi adempimenti e oneri a carico delle imprese. Tenendo conto delle loro dimensioni, del numero di addetti e del settore merceologico di attività.

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