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Ist, la formazione tecnica funziona. Ma dobbiamo trattarla meglio

educational-strategy1-34ss4ha2al41uzcqaukoow#infoterritori #regione «Il mondo del lavoro richiede competenze tecniche sempre più alte, è questa la grande sfida della formazione professionale: essere riconosciuta come Alta Formazione. Ci sono due fatti importanti, due evidenze che rappresentano un fondamento per le nostre azioni future: primo, che il sistema di Istruzione Tecnica Superiore è efficace e la Lombardia ne e’ il portabandiera italiano; secondo, che per sfruttare a fondo questa opportunità e fare un salto in avanti sul piano dell’occupazione dobbiamo avvicinare, a livello nazionale, i numeri degli altri Paesi europei: infatti, a fronte dei 10mila studenti italiani iscritti nell’anno appena trascorso, la Germania ne ha 800mila, la Francia oltre mezzo milione, la Spagna 400mila e la Gran Bretagna poco meno di 300mila».

Così l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Melania De Nichilo Rizzoli, nel merito delle prospettive per gli Its e della definizione di un modello di formazione terziaria, che, pur essendo un canale professionalizzante di alto livello, oggi ancora non è trattato, sia economicamente, sia come riconoscimento, allo stesso modo dei corrispettivi corsi universitari.

«Già oggi – ha aggiunto l’assessore – il sistema lombardo consta di 20 fondazioni Its, 88 percorsi formativi attivati in tutti gli ambiti tecnologici, in particolare agroalimentare, sistema casa, meccanica, moda e servizi alle imprese. Nell’ultimo anno scolastico gli studenti iscritti in Lombardia sono stati oltre duemila e grazie alla stretta connessione delle Fondazioni con il tessuto economico e produttivo del nostro territorio, il tasso di occupazione entro un anno dal conseguimento del titolo è stabilmente dell’80 per cento. E gli occupati hanno tutti un lavoro coerente con il titolo di studio conseguito».

Gli obiettivi, dunque, ha rimarcato l’assessore regionale, sono «ottenere il riconoscimento di pari dignità con le lauree e gli Afam (cioè l’Alta formazione artistica e musicale) e promuovere una ancora migliorata offerta organica di servizi di alta formazione, di apprendistato e di formazione continua». Perché questo avvenga – ha concluso l’assessore – è necessario sì potenziare il ruolo degli Its come centri di trasferimento tecnologico per le imprese e di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro ma soprattutto fare di essi il centro di un ecosistema che coordina scuole, università, Miur e Mise, imprese e Regioni. Per questo puntiamo a una legge quadro nazionale in cui si stabiliscano gli standard di accreditamento (supportati da finanziamenti stabili e adeguati), e di conseguenza si prevedano il rilascio di diplomi di Alto Apprendimento, l’inserimento degli Its fra gli istituti idonei alla ricollocazione disoccupati, e l’istituzione di corsi brevi per la formazione continua e permanente».

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