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Montalto Bio, l’azienda storica “innamorata” di Busto

Nel bel mezzo di Busto Arsizio: la città storica, quella dove i condomini e le villette si alternano ai capannoni, si trova la Montalto Bio Snc di Giuseppe Montalto & C. Siamo in via Palestro 14, a circa 200 metri dal centro: una strada agevole per chi la deve percorrere ogni giorno per “tagliare” Busto ma sicuramente meno per chi, come fa un’impresa, deve affidarsi alla buona volontà di autisti e magazzinieri per svolgere il proprio lavoro quotidiano.

catturaÈ lì, in quel senso unico (in un’area di tradizione imprenditoriale, come è la vecchia Busto) che i tir esteri si perdono: «Spesso i trasportatori ci telefonano perché i divieti complicano la viabilità. Non è semplice per chi è italiano, figuriamoci per chi arriva da altre nazioni con un carico di prodotti e materie prime».

Ma la competitività di un’azienda, più che mai oggi, è vincolata al superamento dei confini. E Giuseppe Montalto questo lo sa. A tal punto che quando partecipa ad alcune fra le maggiori fiere di richiamo per il settore dei cosmetici (per di più targati “bio”), l’imprenditore se ne fa ritorno alla base di via Palestro con contatti che poi sfociano in relazioni d’affari con gli Emirati Arabi, il Belgio, il Brasile, gli Stati Uniti d’America, la Francia. «Gli incontri con questi clienti ora sono periodici», sottolinea Montalto, che di certo non si può permettere di creare ostacoli alla propria attività e a quella degli altri. E in un’epoca in cui la velocità è uno strumento a favore dell’impresa, facilitare l’ingresso e l’uscita dei tir dalla via è fondamentale.

CARO COMUNE, DIALOGA CON LE IMPRESE E FIDATI DI NOI
Giuseppe Montalto vive il rapporto con Busto Arsizio con una passione che gli va riconosciuta. La sua città, perché quella che era la “Piccola Manchester” è anche sua, ha una tradizione imprenditoriale che non deve andare persa
. La crisi economica ha già fatto abbastanza; ora spetta alla Pubblica Amministrazione «accendere una sinergia con le imprese che ancora restano su questo territorio. D’altronde è la voglia di collaborare e di condividere che fa girare il mondo». Quindi, Montalto dice chiaramente che «Comune e imprenditori ci devono provare: incontrarsi, parlare, fidarsi e accettare consigli reciproci». Nell’interesse delle parti, ma senza dimenticare che di mezzo c’è l’impresa: il motore di un territorio.

Un motore di cui non ci si può dimenticare.

CARICO E SCARICO E RIFIUCI
Se un’azienda è messa nelle condizioni di lavorare bene, tutti ne beneficiano
. È per questo che all’interno di via Palestro, e proprio di fronte all’azienda Montalto Bio, una piazzuola carico/scarico merci è ormai fondamentale. Lo ricorda l’imprenditore: «L’abbiamo chiesta al Comune, attraverso quelli che un tempo era ancora i vigili urbani. Non è un capriccio ma un’esigenza: fermare un mezzo chiedendo poi ai magazzinieri di entrare e uscire dall’azienda in una strada dove non si può certo bloccare il passaggio, è rischioso. E io non me la sento di mettere a rischio la sicurezza dei miei collaboratori: bisogna agevolare le operazioni e, possibilmente, rendere tutto più semplice».

La semplicità, per Montalto, dev’essere il leit motiv nella relazione tra Pubblica Amministrazione e imprese. Anche nella questione sempre aperta delle tasse. La Tari, il tributo sui rifiuti, «è una spina nel fianco delle aziende del territorio: la Montalto paga la tassa sull’intera superficie ma alla fine produce un sacco viola alla settimana. Il materiale/rifiuto prodotto in grande maggioranza è il cartone; per quanto riguarda i rifiuti non assimilabili a quelli urbani, ci affidiamo invece a società specializzate. Così paghiamo il doppio: a queste e al Comune: non è possibile andare avanti così».

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