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Concorrenza sleale ma non per tutti: chi frega sulla qualità alla lunga ci rimette

impiantisti-concorrenza-sleale#videoinchiesta2018 In fondo, si tratta solo di un grosso sbaglio: la crisi economica non ha convinto i cittadini a spendere meno, ma a spendere meglio. La nostra inchiesta sulla concorrenza sleale, che ha preso il via dalle riflessioni di alcune imprese del settore impianti (termotecnici ed elettrici), ora raccoglie le impressioni di chi, gli impianti, se li fa installare. La curiosità non è quella di misurare la competenza tecnica di chi si affida al professionista, ma il suo grado di informazione e la consapevolezza che può avere, o meno, sul fenomeno della concorrenza sleale in un settore dove il fenomeno esiste ma non sempre riesce ad emergere.

LA GENTE VA SUL SICURO
Un grosso sbaglio, si diceva, perché al di là di ogni pregiudizio la gente sa quello che fa e quello che può pretendere dall’installatore. Il 70% dei cittadini intervistati nella città di Gallarate, non ha dubbi: «Chiedo patentini e abilitazioni e so che lo posso fare perché è un mio diritto. D’altronde è giusto giocare sul sicuro perché quando devi mettere mano alla caldaia concorrenza-sleale-2o all’impianto elettrico, non vuoi rischiare».

Invece il 30% non solo è insicuro, ma accoglie con meraviglia la possibilità di controllare certificati e abilitazioni dell’impiantista. Le risposte più gettonate sono: «Non lo faccio…non lo sapevo…mai chiesto. Davvero si può?». Eppure sono le stesse imprese a raccomandare un certo tipo di comportamento: visura camerale e certificazioni sono l’unica via d’uscita per aiutare il cliente a garantirsi un lavoro che sia fatto a “regola d’arte”.

L’IMPIANTISTA E’ COME UN MEDICO: FIDUCIA E TRASPARENZA
Anche perché è questo che pretende il cittadino, che si rivolge al professionista come farebbe con il proprio medico: «L’impiantista è di fiducia, quasi di famiglia: è una vita che ci affidiamo a lui». Chiesti una volta, i patentini non si chiedono più perché il manutentore che «viene a casa da anni è una garanzia».

E’ una questione di fiducia che, però, non è sufficiente a garantire sonni tranquilli. Perché, dicono ancora alcuni, «è il cliente a doversi informare. Purtroppo nessuno ti spiega o ti aiuta a capire la complessità di norme che se da un lato obbligano l’impiantista a lavorare in un certo modo, dall’altro rassicurano il cliente. La certezza e la trasparenza delle regole fanno pesare un po’ meno la spesa finale».

concorrenza-sleale3Tra una signora che risponde «sono molto informata» e un’altra che dice «bisogna tracciare tutto», ecco insinuarsi con insistenza il tema della concorrenza sleale. E il tema si fa scomodo perché l’eventuale, diretta corresponsabilità del cliente in un impianto a rischio è riconosciuta non solo dalle aziende ma anche dalla giurisprudenza che regolamenta i comportamenti di scorrettezza professionale.

LA PAROLA MAGICA: TRACCIABILITA’
Tracciabilità: è la parola magica che solitamente si coniuga alle ristrutturazioni e alle agevolazioni fiscali abbinate ai lavori che puntano al risparmio energetico. Però, per i cittadini si dovrebbe andare oltre: «Probabilmente i controlli non bastano e chi li dovrebbe fare – Comune, Regione e Stato – dovrebbero vigilare molto di più su tutti. Gli strumenti per farlo, non mancano. D’altronde se vogliamo un cambiamento sul fronte della concorrenza sleale, dobbiamo pretendere che tutto sia fatto secondo le regole. E una soluzione valida è proprio la tracciabilità».

concorrenza-sleale-5DENUNCIARE? MEGLIO PREVENIRE
D’accordo, ma la crisi economica ha portato – sì o no – alla connivenza tra committente e professionista? Se si può spendere meno, lo si fa? Non scherziamo: «Non accetto alcun compromesso – incalza un signore – perché pretendo comportamenti virtuosi dalle imprese così come li pretendo da me stesso. Il primo esempio, però, dovrebbe arrivare dalle istituzioni: i comportamenti illegali non si trovano solo in alcune imprese». E allora ci si può giocare la carta della denuncia: se qualcosa non quadra, se l’installatore fa qualche resistenza, se non presenta i patentini il cliente lo può denunciare. In quanti lo farebbero? Secondo le testimonianze raccolte, la sfida è aperta e tutti la accetterebbero. Però i cittadini, consci dei tempi italiani nei processi civili, risolvono il problema a monte: «Meglio chiedere subito i patentini e non pensarci più» (2. continua)

CONCORRENZA SLEALE: DUE IMPRESE SU CINQUE SONO A RISCHIO

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