Cerca:
Home Imprese sotto i riflettori: da Busto Arsizio al mondo. Passando dalla Svizzera

Imprese sotto i riflettori: da Busto Arsizio al mondo. Passando dalla Svizzera

foto_macchina_da_cucireLe imprese aprono le porte al Comune. Ci siamo: ImpresAperta mette un altro punto fermo sul territorio. Domani, giovedì 12 luglio, sarà la volta di Busto Arsizio con due start up: la Creazioni Tessili Snc (specializzata nella realizzazione di prodotti per grandi marchi della moda mondiale) e la Vivinbio Snc (attività commerciale che si dedica a prodotti biologici). Due realtà completamente diverse fra loro, eppure accomunate dal fatto di operare su un Comune al quale entrambe le aziende chiedono attenzioni in fatto di attrattività e cooperazione. La parola chiave è “competitività”: il supporto alle nuove imprese non deve mancare, da un lato concentrandosi sul mantenimento degli standard dei servizi (magari con una particolare attenzione alla fiscalità) e dall’altro ad un possibile coinvolgimento delle attività imprenditoriali nella vita sociale, culturale ed economica del territorio. Agevolando le start up sul fronte dei costi e dando loro una rinnovata visibilità.

Il progetto ImpresAperta, che ha preso il via un anno fa con l’esperimento pilota condotto dall’allora presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, riparte dunque con il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli affiancato, giovedì, dall’assessore a Identità, Cultura e Commercio Manuela Maffioli, dal presidente di Confartigianato Imprese Varese Davide Galli e dal delegato per l’area bustocca della giunta di Confartigianato, Giacomo Ciriacono. La parola a Galli: «Mi aspetto che l’iniziativa che lanceremo a Busto non resti confinata, ma diventi un richiamo e un monito per tutti i primi cittadini affinché ricordino che le imprese sono una ricchezza da ascoltare e sostenere. Anche con adeguate politiche fiscali e di sburocratizzazione».

Autotrasporto: annunciato il “fermo” in agosto. Imprese sotto i riflettori, sempre e comunque. Autotrasportatori sul sentiero di guerra: la lettera con la comunicazione del fermo del servizio per il 6, 7, 8 e 9 agosto è già stata recapitata all’Autorità di garanzia sugli scioperi. Ecco il problema: nella legge di Bilancio per il 2018 il governo Gentiloni ha stanziato 67,7 milioni da spendere sotto forma di deduzione forfetarie. Cosa significa? Che ogni padroncino può scontare dall’imponibile della denuncia dei redditi 17,85 euro per ogni viaggio nel comune dell’azienda e 51 euro per ogni viaggio al di fuori del perimetro comunale. Il risparmio sulle tasse da pagare è subito detto: si va dai 3mila ai 12.700 euro l’anno. Ma l’Agenzia delle entrate non ha ancora prodotto la circolare che serve per rendere operative le deduzioni. Quindi è accaduto che gli autotrasportatori non hanno rispettato la scadenza del 30 giugno per la denuncia dei redditi. E rimandare al 31 luglio costringerà le imprese ad un aggravio dello 0,40% sulla cifra da pagare. Così non va. Come non vanno le questioni aperte che il comparto è già pronto a discutere con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: i fondi per il settore, il rimborso di una quota delle accise sul gasolio e la concorrenza sleale praticata dai vettori stranieri.

“Aree di confine”: siamo andati in provincia di Como, e leggete cosa ci hanno detto alla Boninsegna Snc. La Svizzera è a pochi passi e il pericolo del drenaggio occupazionale è sempre vivo: «E’ per questo – commenta il titolare, Otello Boninsegna – che valuto più che positivamente la proposta di Confartigianato VareseSe dovesse passare, farei i salti di gioia». Inoltre: «Più lavoratori in Italia significherebbe più manodopera specializzata e, di conseguenza, anche la possibilità di “ripopolare” le zone industriali che in questi ultimi anni hanno sofferto non solo a causa della crisi economica ma anche di quel dumping salariale che ha tolto risorse alle nostre eccellenze produttive». Insomma, il circuito virtuoso che potrebbe collegarsi alla proposta “Aree di confine” non è da sottovalutare: «Io la sostengo, e spero che lo facciano anche tante altre imprese», conclude l’imprenditore di Faloppio.

TORNA SU