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L’officina auto è 4.0: formazione e ipertecnologia rivoluzionano il mestiere del meccanico

officina_auto_fgIbride, elettriche, iper-tecnologiche, interattive, intelligenti e, a breve, a guida autonoma: le auto del presente sono sempre più lontane da quelle guidate nel recente passato e, in un futuro non troppo lontano, le tecnologie le trasformeranno ancora. Una cosa, però, difficilmente cambierà: la buona abitudine di affidare periodicamente l’auto a un esperto in grado di constatarne sicurezza e performance.

Gianluca Quadrelli, titolare dell’Elettrauto Zaro di Cavaria Con Premezzo e referente di Confartigianato Varese per il settore, da vent’anni vive tra auto, motori, carrozzerie e copertoni e non ha dubbi nel consigliare di controllare sempre l’auto prima di un lungo viaggio e di una vacanza, o nei cambi di stagione (estate-inverno), anche per garantire lunga vita al mezzo. «Da dove cominciare? Dalle gomme che non devono essere lisce ed è importante che abbiano la giusta pressione». Vietato fare il cambio stagionale senza verificare il corretto spessore del battistrada, l’idoneità alla circolazione potrebbe risentirne pesantemente. A ruota sì al controllo del livello dei liquidi e, quando è necessario, al tagliando. Nella stagione più calda è determinante anche l’impianto di raffreddamento che, se correttamente funzionante, è garanzia di benessere, così come la presenza di liquido e tergicristalli funzionanti sono un’assicurazione in caso di maltempo.

DUE VOLTE ALL’ANNO E’ MEGLIO
«Il nostro consiglio è comunque sempre quello di dividere in due tranche i controlli, così avere sempre la sicurezza di una vettura in ordine, oltre che per suddividere la spesa». Certo la crisi molto ha fatto anche in questo campo, sebbene le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza abbiano, parole di Quadrelli, «fatto sì che in pochi rinunciassero ai controlli periodici: piuttosto, per risparmiare c’è chi ha fermato l’auto, bloccando la relativa assicurazione, in attesa di tempi migliori». Se poi le cose migliorano, ecco che la vettura torna in strada e, a quel punto, «mai passare in revisione senza dei controlli preliminari». La sicurezza non può dipendere dalla roulette della fortuna.

AGGIORNAMENTO SENZA FINE
Quadrelli fa questo mestiere da vent’anni e, a Cavaria, guida un’officina a gestione familiare dove operano alcuni collaboratori. Con il passare del tempo, il lavoro di una vita è tuttavia drasticamente cambiato così come sono cambiate le automobili: «E’ una continua corsa all’aggiornamento così perché le case automobilistiche continuano a produrre nuovi modelli e nuove tecnologie». Formazione è la parola d’ordine cui, sempre di più, accostarne una seconda: specializzazione: «Un po’ mi spaventa la velocità con cui corre la tecnologia, ma dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza. Così, se vent’anni fa bastava essere un autoriparatore generico per restare sul mercato, in futuro bisognerà scegliersi in settore e ultra specializzarsi, oppure bisognerà puntare su una casa costruttrice e diventarne interpreti perfetti».

Un monito alla categoria per fare in modo che la velocità della tecnologia non bruci in un baleno decine di posti di lavoro: «Si pensi anche solo alle auto elettriche che richiedono un approccio completamente diverso e che, con Tesla, sono arrivate al paradosso del costruttore elettronico che ha scelto di diventare produttore di auto, ribaltando il paradigma fino ad oggi conosciuto. Toccherà anche a noi ribaltare il modo di vedere la professione».

LO SHOPPING (SICURO?) ONLINE
Un altro fronte inedito apertosi insieme all’avvento della digitalizzazione è la “concorrenza sleale” di internet, dove è possibile trovare (chissà come) pezzi di ricambio a prezzi irrisori che poi il cliente chiede in genere al professionista di montare senza che quest’ultimo possa constatarne l’effettiva qualità. Sarà forse anche per questo che quello dell’autoriparatore non è più un mestiere particolarmente ambito: «È difficile trovare giovani da inserire nelle officine e, quando li si trova, sono perlopiù stranieri: sempre meno italiani si accostano a questa professione. Eppure la tecnologia che si tocca con mano nelle nostre officine, oggi, è elevatissima e arriva ad appassionare, riducendo facendo pesare meno la fatica del lavoro e la necessità di aggiornamento continuo, peraltro molto stimolante».

Ma come scegliere l’officina giusta in assenza di certificazioni che possano comprovare la bravura di chi ci lavora: «Un indicatore è il rapporto qualità-prezzo, se si abbassa troppo bisogna fare attenzione e, come sempre, l’altro elemento resta il passaparola, che per noi resta l’arma migliore».

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