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Quando la chimica fa bene all’azienda: ecco come si formano i super tecnici del futuro

como - universita' dell'insubria#inchieste2018 imprese e università Anche se per una sola volta nella nostra vita, tutti ci siamo sentiti “piccoli chimici” alle prese con provette, micropipette, distillatori, filtri e centrifughe, agitatori magnetici. Difficile non cedere alla tentazione di miscelare i colori ma, soprattutto, di assistere al fatidico scoppio di qualche agente che, mescolato ad altri, non reagiva come sperato. Se non c’era quel “boom” svaniva ogni divertimento e desiderio.

IL FUTURO HA UN NOME: CHIMICA E CHIMICA INDUSTRIALE
Una volta chiamati alle scelte della vita, a quel sogno però alcuni ci hanno rinunciato: forse non ci si credeva abbastanza. Gianluigi Broggini, professore all’Università degli Studi dell’Insubria di Como (nella foto sotto), coordinatore e presidente del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, con il collega Umberto Piarulli lavora ogni giorno con tanti giovani che nel sogno del chimico ci credono eccome. E alla domanda “cosa farò da grande?” hanno già trovato una risposta nel corso di Laurea in Chimica e Chimica Industriale: durata tre anni con la possibilità poi di procedere con la Magistrale e arrivare al Dottorato. Il chimico, d’altronde, è sempre stato sinonimo di “scienziato” e un futuro da ricercatore, anche all’interno dell’ateneo comasco, a qualcuno non dispiacerebbe.

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UN TREND IN CRESCITA
Nato nel 2015 come collegamento diretto ai bisogni delle imprese, il corso «vuole fornire – afferma Broggini – conoscenze e competenze nei principali settori della chimica, supportate da un’adeguata preparazione preliminare in matematica, fisica e informatica». L’iniziativa ha avuto successo: se cinque anni fa le matricole iscritte erano venticinque, negli ultimi tre anni gli iscritti al primo anno hanno superato le 120 unità. Sulle iscrizioni al nuovo accademico è scattato il numero chiuso: Broggini un poco di orgoglio non lo nasconde.

NON SOLO TESSILE: DAI COSMETICI AI FARMACI, CE N’E’ PER TUTTI
Il risultato è importante, però la richiesta delle imprese è a tal punto esuberante che i laureati non riescono ancora a soddisfarle: «Anche quest’anno non riusciremo ad accontentare almeno tre aziende», incalza il docente. Facile capire il perché: l’area è da sempre un distretto tessile importantissimo, la competitività ha bisogno di un’accelerazione e le nuove generazioni sono quelle più indicate per dare una marcia in più. Non solo nel tessile. Anzi, i settori premono e insistono per ottenere una figura che non solo le assista nelle sfide della nuova economia, ma che le aiuti ad essere all’avanguardia. Sia si tratti di materie plastiche, vernici, coloranti e cementi che fertilizzanti, nuovi alimenti, combustibili o cosmetici.

IL FUTURO NELLA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
Il dado è tratto: se il vero sogno di ogni studente è uscire dall’Università e trovarsi un lavoro che faccia per lui (ma che nello stesso tempo accontenti in modo adeguato anche le richieste delle aziende), il corso di Chimica e Chimica Industriale si sta rivelando un ottimo compromesso per tutti. La figura del chimico, anni fa un poco in discesa rispetto alle altre specializzazioni, sta riscoprendo una verve che in parte ha sorpreso positivamente anche i professori. Anche perché «i ragazzi stanno entrando con forza nelle dinamiche aziendali, perché elastici e capaci di esaltare le potenzialità produttive delle imprese. Non solo per quanto riguarda lo studio di nuovi materiali ma anche per l’ottimizzazione di processi industriali a basso impatto ambientale, il trattamento dei rifiuti, la ricerca di fonti rinnovabili di energia. Insomma, tutto quello che è sostenibilità».

GLI IMPRENDITORI CHIEDONO COMPETENZE E QUALITA’
Ma c’è di più. E a raccontarlo è ancora il professore: «Siamo cresciuti perché a livello nazionale i laureati in chimica sono sempre più ricercati. Poi c’è anche un aspetto locale: le aziende del territorio collaborano con l’Università dell’Insubria non solo per la ricerca e la produzione, ma anche a livello didattico. E’ per questo che abbiamo attivato due nuovi corsi che ampliano le competenze a disposizione delle aziende: quello in “Chimica e tecnologia delle formulazioni” già esiste; a breve partirà anche quello in “Chimica e tecnologia dell’industria tessile”». Le porte ai giovani, più che aperte sono spalancate perché chi segue questi corsi non si «iscrive semplicemente» ma entra in un circuito che lo porta ad entrare in azienda, verificare le sue esigenze e svolgere anche tirocinii formativi al suo interno.

Competenze e qualità sono le parole che devono accomunare mondo della scuola e mondo del lavoro: all’università degli studi dell’Insubria, il sogno del chimico è diventato realtà (1. continua)

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