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Il riscatto dei territori: da Busto Arsizio a Como, tra giovani e start up

busto arsizio - ditta snc start up

ImpresAperta riparte da Busto: visita del sindaco Antonelli a due start up di Confartigianato Imprese Varese.
Se non ci fossero le imprese. Se ne stanno accorgendo tutti: le aziende vivono il territorio e lo fanno vivere. Nell’ottica della collaborazione. E’ questo lo spirito giusto che fa marciare il progetto ImpresAperta di Confartigianato Imprese Varese. Che è ripartito ieri, giovedì 12 luglio, a Busto Arsizio con il sindaco Emanuele Antonelli, l’assessore Manuela Maffioli, il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli e il referente dell’associazione varesino per il territorio di Busto, Giacomo Ciriacono. A settembre seconda e terza tappa: prima le imprese “storiche” e poi quelle dell’area industriale di Sacconago.

Sotto i riflettori il mondo delle start up rappresentato da Creazioni Tessili (Silvia Rimoldi e Corrado Caldiroli, cinquantenni, si sono reinventati lavoro e vita) e Vivinbio (Catia Stefanin e Marco Ruggeri: lei nutrizionista biologa e lui geometra, per fare cultura sui prodotti bio e sulle abitazioni salubri).
La parola va a Galli: «Oggi abbiamo visto che le start up non sono necessariamente legate al digitale, e che le tanto vilipese Pmi continuano a rappresentare una grande opportunità da cui ripartire. Perché in molti settori, più che le dimensioni, contano le competenze e le professionalità». Concetti ripresi prontamente dal primo cittadino di Busto Arsizio: «La nostra amministrazione fa tutto il possibile per non ostacolare le imprese e per ridurre i tempi della burocrazia. Siamo consapevoli che già non essere d’intralcio per chi vuole aprire un’attività è fondamentale. L’esperienza di Creazioni Tessili dimostra che l’età non è un limite sul lavoro, quando si hanno idee e forza di volontà».

Sostenere l’imprenditoria significa sostenere l’economia di un territorio, e questo il sindaco Antonelli lo sa bene. A tal punto che da parte dell’amministrazione verrà lanciato, a breve, il “Manifesto per le imprese”: tra i tanti punti, da considerarsi veri impegni, anche la riduzione degli ostacoli burocratici che complicano la vita degli imprenditori. Inoltre, Creazioni Tessili e Vivinbio, sono già state invitate dal sindaco all’incontro che si sta organizzando per il 18 gennaio al Teatro Sociale: da un lato si farà il punto di quanto ha fatto la giunta Antonelli, ma dall’altro si darà sostanza anche a quello che sta facendo Confartigianato Imprese Varese in provincia. Perché far passare in seconda battuta i bisogni delle imprese, sarebbe un grosso sbaglio: e questo le amministrazioni comunali lo hanno capito. Ascoltando.

Il riscatto dei chimici parte da Como. E se non ci fossero i giovani? La domanda ce la facciamo un po’ tutti per poi trovare le soluzioni più adatte. All’Università dell’Insubria di Como, i professori Gianluigi Broggini e Umberto Piarulli hanno dato ilcomo - universita' dell'insubria via, anni fa, al corso di Laurea in Chimica e Chimica Industriale. Perché i chimici, non solo nel comasco ma anche in provincia di Varese e nelle imprese a nord di Milano, sono sempre più richiesti.
Il corso si pone come obiettivo quello di soddisfare i bisogni delle imprese perché nasce basandosi sulle richieste degli imprenditori. Di tutti i settori: a partire dal tessile (a Como la “bandiera” imprenditoriale è questa) per poi passare al farmaceutico, cosmetico, chimico-plastico, alimentare. Ma il vero punto di volta è l’importanza che il chimico sta assumendo in questi ultimi anni in tutto quello che è ottimizzazione dei processi legata alla sostenibilità ambientale: dal trattamento dei rifiuti alla ricerca di fonti di energia rinnovabili. Così i giovani dell’Insubria di Como vengono “assorbiti” dalle imprese ancora prima della laurea, e la distanza tra mondo della scuola e mondo del lavoro si accorcia sempre più. Fino ad azzerarsi.

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