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Vuoi acquistare casa? Varese piace

foto_case_varese_4Mercato immobiliare: Varese si muove bene. L’andamento del mercato immobiliare è un buon termometro per misurare l’attrattività dei territori comunali. Così il Sole 24 Ore ha rielaborato i dati Omi su base comunale per misurare la vitalità del mercato nelle province e città metropolitane.  I dati confermano il dinamismo del Ponente ligure e della Valle d’Aosta, grazie alla domanda di seconde case e alla maggiore incidenza degli acquirenti non residenti. Emerge anche la forza dei grandi centri del Nord con Milano, Torino, Genova, Venezia e Bologna tutte nella top ten.

A prescindere dalla popolazione, più alto è il grado di urbanizzazione dei Comuni e più sembra dinamico il loro piccolo o grande mercato. Da osservare con attenzione, anche la geografia della variazione delle compravendite: il mercato è in affanno a Rieti, L’Aquila, Sondrio, Benevento e Isernia; mostra una buona attività, invece, a Lucca, Trapani, Vibo Valentia, Bari, Enna e Pistoia.
La dimensione delle abitazioni non sembra influenzato dall’andamento del mercato: i tassi di crescita più elevati si sono registrati per i piccoli alloggi fino a 50 metri quadrati (il 9% degli immobili venduti) e quelli oltre i 145 (il 32,5% del venduto).

E Varese? Non è messa affatto male: su una base di indicatori che registrano l’attività del mercato immobiliare residenziale – la scala va da 30 a 160 – la cittadina “estense” si aggiudica un 106 (compravendite ogni 10mila abitanti) con 9.378 compravendite nel 2017 e una variazione percentuale tra il 2016 e il 2017 di un + 3,6%.

Fattura elettronica: la “voce” passa all’Agenzia delle entrate. La questione sembrava ormai chiusa, e invece l’Agenzia delle entrate – attraverso la circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 – ha emesso un’interpretazione “correttiva” per trovare una soluzione al contrasto tra la legge e l’autorizzazione del Consiglio Ue sulla fatturazione elettronica. In sintesi: l’obbligo della e-fattura riguarda soltanto i soggetti passivi “stabiliti” in Italia, ossia le imprese e i lavoratori che hanno nel territorio nazionale la sede dell’attività o una stabile organizzazione oppure, in mancanza di sede e di stabile organizzazione, il domicilio o la residenza abituale ma non quelli che vi sono semplicemente identificati solamente per adempiere agli obblighi ed esercitare i diritti in materia di Iva. Le operazioni con soggetti stabiliti all’estero non rientrano nell’obbligo di fatturazione elettronica ma semmai, al ricorrere dei relativi presupposti, in quello di trasmissione telematica dei dati delle fatture.

I chiarimenti da parte dell’Agenza delle entrate arrivano anche sull’obbligo della fatturazione elettronica per la cessione di carburanti. Per inciso: l’obbligo della e-fattura dal 1° luglio 2018 è limitato solamente alle cessioni di benzina e di gasolio destinati all’impiego come carburanti per autotrazione (e non per “motori” in genere). Di conseguenza, sono escluse dall’anticipo dell’obbligo:
le cessioni di carburanti diversi dalla benzina e dal gasolio (anche se destinati all’autotrazione) e le cessioni di benzina e gasolio destinati ad alimentare gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, attrezzi vari.

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