Cerca:
Home L’Italia della “dignità” scommette sul digitale. E sulle Pmi

L’Italia della “dignità” scommette sul digitale. E sulle Pmi

foto_digital_transformationIl Decreto dignità è legge. Il Decreto dignità è legge con 155 voti favorevoli. E le regole, su alcuni comparti dell’economia, cambiano: dai contratti a termine alle delocalizzazioni. Cuore della nuova legge è il contrasto al lavoro a tempo determinato. I contratti a termine potranno durare un massimo di 24 mesi per il tempo determinato; dopo i primi 12 mesi vanno indicate le causali, senza le quali il contratto diventa automaticamente stabile. Inoltre si potranno fare al massimo 4 rinnovi (in passato erano 5) con un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5% (da qui è escluso il lavoro domestico).  In caso di licenziamento illegittimo, le indennità andranno da un minimo di 6 ad un massimo di 36. Deciso, per il biennio 2019-2020, la proroga per il bonus assunzioni al 50% dei contributi fino agli under 35 (le vecchie norme fissavano il tetto agli under 30). Lo sconto ha una validità di tre anni con un tetto massimo di 3mila euro. Secondo i calcoli, in due anni si dovrebbero ottenere 62mila assunzioni. In ultimo, ritornano i voucher: estesi anche a piccoli alberghi e strutture ricettive del turismo che non abbiano più di 8 dipendenti, avranno una durata massima di 10 giorni. Semplificato l’utilizzo per l’agricoltura.

La “legge” della rivoluzione digitale. Davide Casaleggio, intervistato questo mercoledì 8 agosto da Italia Oggi, preme sull’acceleratore dell’innovazione. Questa la sintesi: negli ultimi 15 anni le potenzialità dell’economia tradizionale sono state amplificate dal digitale. Un esempio: si prevede che la sola applicazione dell’intelligenza artificiale, permetterà un miglioramento della produttività in Italia del 12% entro il 2025 con un impatto sulla crescita del Pil di un punto percentuale. Le azioni da mettere in campo: immaginare quali saranno le esigenze occupazionali dei prossimi 20 anni e quindi pensare a percorsi di formazione scolastica e di aggiornamento continuo per tutti. A questi si dovranno aggiungere nuovi modelli di welfare. La rivoluzione culturale si accompagnerà al cambiamento sociale. L’Italia ha risorse straordinarie, «e non mi riferisco solo ai grandi brand, ma a tutti i consorzi, a tutte le associazioni di piccoli artigiani che unendosi riescono ad esportare in tutto il mondo». E’ da queste realtà, dalle piccole imprese, che l’Italia dovrebbe partire «per sviluppare un modello virtuoso fondato sull’implementazione delle nuove soluzioni tecnologiche  a tutti i livelli con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro, contenere il più possibile gli ostacoli amministrativi e burocratici e consentire alle imprese di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi progetti e nuove opportunità di business».

Sabatini ter più digitale. Il ministero dello sviluppo economico (Mise), con la guida del 6 agosto 2018, definisce le modalità di compilazione della domanda per accedere agli incentivi per l’acquisto dei macchinari ordinari e industria 4.0. Ricordiamo, infatti, che è stato soppresso l’obbligo di presentare copia dell’atto di procura e del documento di identità del soggetto che rilascia la procura nel caso in cui il modulo di domanda sia sottoscritto dal procuratore dell’impresa. E dal 16 agosto 2018 si dovrà utilizzare il modulo (release 5.0) aggiornato. Che dovrà essere sottoscritto con firma digitale e andrà inviato, esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata, all’indirizzo Pec della banca o intermediario finanziario a cui si chiede il finanziamento. Il Mise, inoltre, ha adeguato l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) riconducibili al Piano “Industria 4.0”. Ora possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% sull’acquisto anche gli strumenti legati a ricostruzioni 3D, realtà aumentata, rilevazione telematica di prestazioni, drop shipping.

Ferrari e Bosch rincorrono la Pmi che fa i test ai motori. Il suo nome è Oilsafe, è modenese, è nata nel 1995 e il suo progetto è stato premiato da Bruxelles, nella Fase 2 dei fondi Horizon, con 1,75 milioni di euro a fondo perduto. Eccone il motivo: Oilsafe sta per brevettare una camera bianca “portatile” in grado di testare i fluidi trattati da tubi, valvole, pompe e raccordi per verificare in modo rapido ed efficiente l’eventuale contaminazione e inquinamento. Tecnologia particolarmente innovativa legata anche al risparmio: una camera bianca solitamente richiede un investimento di circa 350mila euro; quella della Oilsafe costerà invece poco più di 100mila euro. Bosch e Ferrari hanno già manifestato il loro interesse. Entro un anno si avrà il brevetto che permetterà alla Pmi di andare sul mercato entro il 2020.

TORNA SU