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Copyright, aperture domenicali, alta velocità. Dalla Svizzera, lo stop allo status fiscale speciale

foto_copyright_2018La fiducia al Milleproroghe. Ma il Bando Periferie accende gli animi
Mancata l’intesa tra maggioranza e opposizioni, il governo porrà la fiducia al decreto Milleproroghe.  Che avverrà sul testo approvato dalle Commissioni: quello che prevede la  sospensione dei bandi sulle periferie da 1,6 miliardi di euro. Questo è il primo casus belli che ha già infiammato il Milleproroghe. La sospensione fino al 2020 dei progetti del Bando, inserita al Senato con l’obiettivo di coprire (un miliardo in quattro anni; 180 milioni sul 2018) l’avvio dello sblocco generalizzato dei “risparmi” comunali ancora vincolati dalle regole del pareggio di bilancio. Nel frattempo i sindaci sono sul sentiero di guerra: la decisione non sta bene a nessuno. Anzi: delusi e mazziati, i sindaci, dopo l’incontro con il premier Giuseppe Conte. Nel vertice di martedì con gli amministratori locali, il governo ha proposto di rivedere il calendario per garantire i piani già arrivati alla loro fase esecutiva, e rivedere la scansione degli altri progetti. La promessa di ripristinare i fondi nel triennio, è rimasta sospesa. Le coperture del governo, insomma, ci saranno solo per i progetti già conclusi.

Negozi aperti la domenica: il problema più grosso, resta quello dei turni
Un altro tema che sta tenendo banco in questi ultimi tempi, e che verrà discusso oggi in Commissione Attività produttive alla Camera, è quello dell’apertura dei negozi la domenica. Da affrontare senza mezzi termini, saranno i problemi legati alla turnazione dei lavoratori e il costo del lavoro. Le voci sono discordanti ma non sempre negative: «Bisogna trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dei consumatori, la libertà delle imprese e la qualità di vita di chi lavora nel commercio», ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Il contratto nazionale del commercio prevede che il lavoro domenicale sia retribuito con una maggiorazione del 30%; percentuale che nella Gdo si applica a qualsiasi forma di contratto, a tempo indeterminato (l’89% nella Gdo) e determinato o di somministrazione. Ma «in molte aziende – dice la Fisascat-Cisl – si è arrivati anche a percentuali più elevate grazie ai contratti integrativi e, per quanto riguardo gli esercizi più piccoli, grazie a quelli territoriali. Il tema più spinoso, insomma, resta quello dei turni.

Copyright: il Parlamento europeo dice “sì”
Dopo essere stata votata, e bocciata, nel mese di luglio ora il Parlamento Europeo l’ha approvata. Si tratta della nuova e discussa direttiva per aggiornare le regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea (PDF). La direttiva sul copyright era ferma al 2001, e considerato quanto Internet si sia sviluppato in questi ultimi tempi, non si poteva più attendere: la direttiva, infatti, ha il compito di armonizzare le leggi sul copyright nei singoli stati. Sotto i riflettori, gli articoli 11 e 13, che potrebbero avere conseguenze pericolose per la libera diffusione delle informazioni online. Articolo 11: vuole bilanciare diversamente il rapporto tra le piattaforme online – Google, Facebook e gli altri – e gli editori, che da tempo lamentano di subire uno sfruttamento dei loro contenuti da parte delle prime nei loro servizi e senza un adeguato compenso.  L’articolo 13, invece, chiede che le piattaforme online esercitino una sorta di controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore e sul quale gli utenti non detengono diritti.

Alta velocità: il futuro sta nelle infrastrutture
«La Torino-Lione è strategica ed economicamente sostenibile». Lo hanno detto ieri a Torino, gli imprenditori del Nord – dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia – per un totale di 200 aziende. I 350 milioni di euro di spesa diretta da parte dell’Italia porterebbero ad un effetto sul Pil di circa 1,3 miliardi. Un moltiplicatore di quasi uno a quattro, e la possibilità di generare 52mila nuovi posti di lavoro, di cui il 76% in settori diversi dalle costruzioni. Un’opera strategica per tenere il Nord Ovest italiano ben agganciato ai grandi assi di trasporto europeo e, in prospettiva, ai flussi merci che arrivano e partono per la Cina. Ricordiamo che una fra le più grandi sfide che attendono il nostro Paese, è proprio quello di spostare su ferro buona parte del traffico che ancora oggi viaggia su gomma. Tra Italia e Francia si muovono più di 40 milioni di tonnellate di merci. Il confine è attraversato da 3 milioni di Tir, di cui 740mila solo dal Frejus. Sul versante Ovest, tra le due nazioni, la rotaia copre il 7,7% degli spostamenti merci; verso l’Austria la quota sale al 30% e in Svizzera si arriva addirittura al 70%.

Svizzera: pronti ad abolire lo status fiscale speciale
A proposito di Svizzera: il parlamento rossocrociato, ieri ha approvato la revisione delle imposte sulle società. In sintesi, il “pacchetto misure” prevede di abolire lo status fiscale speciale per 24mila società straniere alle quali i singoli cantoni applicano aliquote d’imposta sulle società ben al di sotto di quelle applicate alle “normali” società svizzere: nel primo caso oscilliamo tra il 7,8 e il 12%, nel secondo tra il 12 e il 24%. Questa decisione dovrebbe permettere la Confederazione di non finire nella black list dell’Unione Europea dei paradisi fiscali.

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